Quantcast

castelleone: che stress questa spazzatura!

4' di lettura 30/11/-0001 -
Una mattina come tutte altre, prendo un'importantissima decisione, quella di andare dal parrucchiere.. la mia capigliatura si è trasformata in un affronto a tutti i sani principi estetici, è oltremodo scandalosa...
Stendiamo un velo pietoso sulle condizioni oltraggiose dei miei capelli e andiamo avanti.

di Audi Carol


Innanzi tutto buongiorno a tutti miei carissimi lettori del Martedì di Audi Carol, grazie per essere sempre qui, fedelissimi (o quasi, ma le speranze sono sempre le ultime a morire) e prontissimi ad intervenire, con critiche ( variopinte, originali e molto culturali), suggerimenti e talvolta anche correzioni grammaticali.
Grazie per l'attenzione con la quale controllate in maniera approfondita ogni mia singola frase, ve ne sono veramente, ma veeeramente grata ehehe!

A parte gli scherzi, lo volete sapere perchè questa mattina ho iniziato il mio sapiente polpettone in questo modo? Beh, innanzi tutto un'esigenza...apparire al meglio è indispensabile per il nostro aspetto, cercare di avere un'immagine dignitosa, piacevole e aggraziata è diventata una delle nostre massime aspirazioni, per cui, quando decidiamo di ritagliarci un angolino tutto per noi, ci tuffiamo a capofitto su chi una mano ce la può veramente dare....il parrucchiere, l'estetista, il fisoterapista e via dicendo.
E quindi, ricapitolando, eccomi qua, seduta sulla comodissima poltrona del salone del mio parrucchiere di fiducia ( il cui nome non si può dire per non essere accusati di pubblcità occulta), aggiungerei anche l'aggettivo "spalmata", corpo unico con il complemento di arredo, rilassatissima mentre assaporo i miei cinque, ripeto cinque minuti di relax, gli unici forse, della giornata...
Losoloso, chi se ne frega, direte voi... Beh, importa a me, scusate, con i tempi che corrono, è difficile concedersi una pausa, direi che disconnettersi per qualche istante è diventato un lusso..ci sono dei giorni che non riusciamo neanche ad avere l'onore di staccare la spina...quando ci capita, ovviamente ne approfittiamo!

La signora accanto a me ( ci troviamo al lavatesta, per la cronaca), si sta lamentando con la ragazza che la sta frizionando con una lozione anticaduta, "sta proprio incavolata" direi...ma con chi?
Con la raccolta differenziata, con la spendida idea di suddividere i rifiuti, con la schiavitù che sta diventando una piaga sociale legata alla nostra spazzatura...
Ah, bei tempi, quando correvamo agghindate in tenuta molto casalinga, in ciabatte, con uno sciarpone arrotolato alla meglio e con il primo cappotto che ci capitava a tiro, con il sacchetto della spazzatura in mano, che gettavamo con la massima disinvoltura dentro il bidonazzo più vicino!
"Io non ci capisco più niente!" Escama la tizia. "Ma ti pare che una persona deve essere schiava del secchio dell'immondizia? Io cucino spesso il pesce, per cui, le capature, gli scarti, le interiora...rimangono nel bidoncino, emanando un odore poco piacevole...fino a quando poi i tipi con il camion me lo vengono a ritirare..."

Apperò, esclamo io.. "Sì, poi io sono una che cucina, sono sempre alle prese con la verdura, per cui si figuri signora, quanta roba ammucchio dentro il bidone dell'organico, per non parlare degli scarti della frutta... il melone per esempio, che dopo un po'che sta lì a marcire non si sopporta più! E dire che potrei mettere il secchio in giardino, in attesa che me la vengano a prendere, ma farei la felicità dei gatti randagi che girano per il quartiere!"

Cari lettori, diciamo ed evidenziamo che ad ogni novità è legato un problema. Cambiare può essere bello (come dice una certa pubblcità) ma comporta anche dei sacrifici, delle nuove abitudini, insomma la vecchia routine si incrina e il nostro meccanismo organizzativo si intoppa. Eppure, la scelta di differenziare i rifiuti è stata fatta, almeno credo, per alleggerire le discariche e cercare di non trasformare anche l'ambiente che ci circonda in uno squallido paesaggio, detto monnezzaio o monnezzaro (dipende dai dialetti ahah)....
Tutto ciò che è riutilizzabile va in effetti reciclato, carta, vetro, plastica e addirittura gli scarti del cibo. Ci vuole un po' di sacrificio, lo so, bisogna pensarci un attimo prima di scaraventare qualcosa nel bidone...
"Mamma, dove le butto le temperature delle matite? E il fazzoletto sporco? E il cingomma?"
Eh sì, i nostri figli ( e i nostri mariti) avevano imparato così bene...adesso bisogna ricominciare da capo, uffa e io so che alla fine, tocca solo a noi signore occuparci della spazzatura!
Bene per oggi è tutto, Audi Carol vi saluta, con un invito però...a scrivere le vostre opinioni sulla raccolta differenziata, che ne dite?

A presto, un bacione,Audi Carol.
(Personaggio di Claudia Perticaroli)





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 novembre 2007 - 1000 letture

In questo articolo si parla di





logoEV
logoEV