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I costi della politca jesina spacca il consiglio comunale

2' di lettura 30/11/-0001 -
E’ assolutamente inspiegabile l’incoerenza di alcune forze politiche sulla vicenda appena conclusa del rinnovo contrattuale del Direttore Generale del Comune di Jesi.

da Jesi è Jesi


In Giunta l’Assessore Vincenzo Sorana, da sempre contrario a questa figura dirigenziale insieme al suo partito che la scorsa legislatura era all’opposizione guidato da Cesare Serrini, è uscito palesemente ridimensionato e sconfessato da questa decisione.

E tutto ciò è avvenuto nella più totale normalità, come se la politica e la coerenza camminassero su due binari ben distinti. Inoltre rimaniamo sorpresi dai comportamenti della sinistra della coalizione di Belcecchi, che da sempre a livello nazionale si è battuta e si batte per la razionalizzazione dei costi della politica, e che in quest’occasione, nonostante partiti politici come i Comunisti Italiani fossero da sempre stati contrari al rinnovo, si è allineata fedelmente all’onerosa scelta di riconfermare l’attuale dirigente. Infatti oltre ad un problema di coerenza che queste forze politiche sembrano non cogliere, c’è sicuramente anche un notevole costo presente nell’operazione: il Direttore Generale continuerà a percepire per l’incarico intorno ai 100.000 euro l’anno con privilegi e annessi a spese del Comune.

Tutto questo per arrivare fino ad oggi, dove negli anni appena trascorsi dopo diverse fallimentari esperienze di riorganizzare la macchina comunale con diversi City Manager e superconsulenti, non ci sono risultati evidenti e ci ritroviamo con un organico comunale altamente scontento e demoralizzato, tenuto fuori dal processo riorganizzativo e ignorato perfino dal punto di vista del rinnovo contrattuale dei precari. Va dato atto a forze da poco neocostituite come la Sinistra Democratica di Luigi Romitelli di aver tentato di far notare tale problematica al Sindaco che puntualmente però, come avviene solitamente, ignora le richieste delle forze politiche che lo sostengono e continua la sua astratta politica fatta di progetti e poca sostanza.

In un epoca nella quale l’attaccamento dei cittadini alla politica è ai minimi storici vedere forze politiche che si dichiarano apertamente per l’abbattimento dei costi superflui della politica, che si riconoscono nelle battaglie movimentiste come quella intrapresa da Beppe Grillo e che alla fine per qualche poltrona si allineano alle politiche da prima repubblica, e non sicuramente per interesse nei confronti dei cittadini, non aiuta a superare la forte crisi di credibilità in cui versa l’attuale classe dirigente partitica.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 novembre 2007 - 965 letture

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