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Al Pergolesi il Werther di Jules Massanet conquista tutti

1' di lettura 30/11/-0001 -
Con il Werther di Jules Massanet la stagione 2007 del Pergolesi entra nel vivo, e lo fa con uno spettacolo davvero raffinato, come sanno esserlo i ricordi, oppure una gioia dimenticata per troppo tempo in un cassetto.

di Fabrizio Chiappetti
redazione@viverejesi.it


L'opera di Massanet, tratta dal capolavoro giovanile di Goethe, mancava da ben 18 anni dal cartellone jesino. E alla luce della lettura scenica, data dalla regia di Paul Emile Fourny, tale assenza appare quanto mai ingiustificata.

Chi pensava infatti di vedere un drammone romantico, appesantito dalla retorica dei deliri amorosi e dalle tenebrose ambientazioni, non ha potuto che constatare, con piacevole sorpresa, l'esatto contrario.

Le luci, curate da Fabrizio Gobbi, hanno insistito su una felice coppia cromatica di blu e grigio, quasi a voler fondere le vibrazioni malinconiche dell'anima dei protagonisti (Werther in primis, ma senza dimenticare il dramma dovere-cuore di Charlotte) con le linee plumbee del villino borghese che fa da sfondo alla vicenda.

Hanno impressionato molto positivamente la voce sicura di Antonio Gandia (Werther), applauditissimo e in “debito” di un bis con il pubblico, ma anche quella profonda e chiara di Bruno Pestarino (Johann); buona nel complesso anche l'interpretazione di Anna Bonitatibus nel ruolo di Charlotte.

La Filarmonica Marchigiana, guidata da Domenico Longo, ha infine svolto in modo impeccabile il compito di dare forma sonora alla partitura scritta da Massanet, offrendo al pubblico una grande pagina musicale dai toni accesi, coinvolgenti e carichi di passione. Una gemma, insomma, che vale sicuramente la pena di riscoprire più spesso.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 novembre 2007 - 1054 letture

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