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Pacchetto sicurezza: il consiglio comunale ascolta le associazioni

4' di lettura 30/11/-0001 -
Dieci associazioni sono state ascoltate venerdì pomeriggio dal Consiglio Comunale prima di discutere e votare i due ordini del giorno, presentati da FI e AN e dalla maggioranza sulla sicurezza.

di Michele Pinto
michele@vivere.marche.it


Seduta aperta per il consiglio comunale. Il tema della sicurezza è molto sentito in città, così prima di prendere decisioni il presidente Paolo Cingolani ha deciso di aprire le porte del consesso cittadino a tutte le associazioni.
Il 10 hanno risposto all'appello. Ecco cosa è stato detto.

Giordano Cotichelli del Centro Studi Libertari
Il problema della sicurezza non è collegato alla presenza di stranieri. La violenza sulle donne è causata nella stragrande maggioranza dei casi da parenti e famigliari. Il problema è una discriminazione di genere.
Gli stranieri sono nella maggioranza dei casi lavoratori che svolgono lavori pesanti.
Marco Giampaoletti del Comitato di Quartiere San Giuseppe
Mentre qui si discute gli abitanti di San Giuseppe continuano a pagare per questa situazione. Noi chiediamo integrazione e non ghettizzazione per questo non volgiamo nuovi interventi di edilizia popolare nel quartiere, più illuminazione pubblica ed incentivi per la riqualificazione edilizia come nel centro storico.
Giorgio Camillucci dell'Associazione Yabasta!.
La questione sicurezza è un'arma di distrazione di massa per distogliere l'attenzione dai nostri veri problemi. In questo senso va inteso l'odg di AN e FI.
Paolo Cognini del Centro Studi Giuridici sull'immigrazione
Non c'è nessuna emergenza sicurezza, lo dicono i dati ufficiali.
Si tratta di una campagna xenofaba sulla scia di episodi di cronaca. Quando la legge viola i diritti inviolabili della persona la disobbedienza diventa un obbligo morale. I migranti (clandestini o regolari) non sono i nostri nemici.
Scilla Uncini del Collettivo Studentesco Cortocircuito
Nel Centro Sociale stiamo dimostrando che l'integrazione è possibile. Diciamo no all'odio razzista che questi provvedimenti stanno creando.
Enza Amici del Centro Sociale TNT
I problemi sociali sono confusi con problemi di ordine pubblico. Questo ci preoccupa.
La realtà industriale di Jesi ha bisogno dei migranti.
Sarebbe più opportuno usare le risorse per dare un'accoglienza umana piuttosto che per la repressione.
Paolo Pizzichini della CISL
Chiediamo una rete di ascolto sul territorio. Al momento manca una visione collettiva delle funzioni dei vigili urbani.
Antonella Zallotto e Laura Veroli della Conferenza delle Circoscrizioni La Sicurezza, la tranquillita e la serenità non hanno colori politici.
Servono risposte condivisi per coniugare sicurezza, integrazione e rispetto per le regole. Siamo favorevoli ad un aumento dei vigili e all'istallazione delle telecamere.
Eleonora Morici della Croce Rossa Italiana.
Andare contro gli immigrati a priori è sbagliato.
La CRI ha sempre dimostrato disponibilità verso gli immigrati offrendo accoglienza ed opere educativce, verso i bambini e gli adulti.
Bruna Aguzzi della Consulta della Pace
Sicurezza e legalità sono due cose diverse, non sono una coperta troppo corta.
E' anche lo sfruttamento di questa situazione da parte di alcuni jesini che corre il rischio di inasprire la situazione.


Il presidente Cingolani ha anche letto una petizione con circa 300 firme presentata dall'Associazione femminile Aesis che dice no alle telecamere ma chiede più vigili urbani.

Conclusa la parte di ascolto del Consiglio comunale si è proceduto con la letture delle due mozioni presentate, quella di AN e FI e quella congiunta della maggioranza.

La prima mozione (AN e FI) chiede, in sintesi, più vigili urbani tramite lo spostamento di alcuni compiti ad altri uffici comunali per permettere a più vigili di uscire in strada, l'installazione di telecamrete (spesa prevista 70-100.000€), controlli a negozi ed appartamenti, aumento dell'illuminazione pubblica, la creazione di pattuglie miste tra Polizia Municipale, Carabinieri e Polizia di Stato, distribuzione degli alunni stranieri in più scuole.
Non mancano proposte per finanziare l'integrazione e la sicurezza sul lavoro.

La seconda mozione (quella della maggioranza) dopo una lunga premessa promuove più controlli, una collaborazione con gli altri comuni e la prefettura, più illuminazione pubblica, un monitoraggio semestrale sull'illegalità, e un finanziamento allo sviluppo della cultura contro l'illegalità.

Nel corso del dibattito, allungato a dismisura da interventi di molti consiglieri che non facevano riferimento alla realtà jesina ma disquisivano su considerazioni generali sull'immigrazione su cui il Comune di Jesi non ha voce in capitolo, il movimento democratico Jesi é Jesi in accordo con l'Ulivo ha presentato un emendamento alla mozione della maggioranza che chiedeva controlli su abitazioni private ed Erap, controlli sugli orari e sulla differenziazione tra alimentari e non alimentari degli esercizi commerciali. Chiedendo infine un progetto alla Giunta da presentare in 120gg.

Il Consiglio Comunale ha bocciato la proposta dell'opposizione e l'emendamento di Jesi è Jesi. Ha invece approvato la proposta della maggioranza. Il consiglio si è concluso poco prima di mezzanotte.

Gli interventi sono visibili integralmente su JesiAttiva.org





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 novembre 2007 - 7104 letture

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