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Pdci: ''la repressione non è una soluzione''

3' di lettura 30/11/-0001 -
Non s'impara mai dalla storia, ancora c'è chi propone la sola repressione come risposta al problema della legalità e in particolare dell'immigrazione, come se non bastassero i migliaia di esempi nel mondo che dimostrano che il solo reprimere trasforma l'altro in un nemico che con il tempo diventa forte e sempre più coeso.

da Pdci Jesi


Il problema della legalità è un problema complesso percui sono necessarie risposte complesse, non si può rispondere con la logica del manganello che vede nell'immigrato il delinquente che viene a disturbare il nostro mondo dei giusti, e non si può nemmeno rispondere con la logica, che l'antropologia insegna,del buon selvaggio che vede lo straniero del cosiddetto terzo mondo una tabula rasa, una testa vuota da riempire con la nostra bontà.

Sono evidentemente due filosofie d'intervento estreme incomplete e ingiuste, la persona che arriva è una persona, come tutte le persone ha la sua storia, positiva negativa, ha le sue speranze e i suoi progetti, non è un buono o cattivo a priori, il tema centrale è sapere che tipo di situazione troverà, che tipo di regole e organizzazione loo accoglierà. Io credo che sia necessaria la presenza di uno stato laico, democratico e forte che sappia accogliere con le proprie leggi chiunque arrivi. Ma vedo poca democrazia nella logica del sopruso e del privilegio, vedo poca democrazia negli affitti abnormi per piccoli appartamenti che ovviamente saranno occupati da tante persone per pagare l'affitto, come vedo poca democrazia nel far finta di non vedere che i "loro" negozi rimangono aperti ben oltre l'orario consentito, vedo poca democrazia nelle buste paga dimezzate nello sfruttamento senza diritti come vedo poca democrazia nel lasciare intere zone della città senza controllo in balìa del primo ubriaco che passa.

Il questionario dell'Osservatore Civico indica che non c'è alcuna emergenza a Jesi ma c'è la paura che venga un'emergenza, pertanto è necessario tranquillizzare la cittadinanza ed evitare che qualcuno cavalchi la tigre. Il comune può fare molto ed ha messo in campo le forze giuste: Chiediamo all'Assessore all'integrazione di continuare nel suo lavoro con i comitati e le associazioni per dare risposte concrete ai cittadini, di ogni colore Chiediamo al Sindaco di attivare un progetto che impedisca l'ulteriore concentrazione di popolazione immigrata in determinate zone della città e, come garante della legalità, di aumentare il controllo nei quartieri e di sollecitare le forze dell'ordine a fare altrettanto, è necessaria la visibilità dello stato.

Chiediamo all'Assesore ai lavori pubblici di fare in modo di rendere certe zone della città più illuminate e di prendere in esame le richieste del comitato san giuseppe estendendole, dove possibile,considerandole anche per gli altri quartieri Chiediamo all'Assessore ai servizi educativi di fare in modo ,anche sostenedola maggiormente se necessario, che la scuola continui il suo lavoro quotidiano di reale integrazione tra i bambini e ragazzi, potenziando l'aspetto del contatto con le famiglie e tra le famiglie Chiediamo all'Assessore alla cultura di pensare una jesiestate che preveda iniziative multietniche da preparare nei mesi invernali con i bambini e ragazzi "stranieri" che abitano a jesi o negli immediati dintorni

Siamo convinti che queste proposte siano sufficienti per migliorare il clima cittadino che non ha bisogno di cadere in una cultura d'emergenza che altera le leggi, al contrario c'è bisogno di leggi e diritti rispettati per il civile convivere di tutti.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 novembre 2007 - 958 letture

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