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Falconara: cittadini contro i partiti, 500 firme per sollecitare la Regione

3' di lettura 30/11/-0001 -
Il Parlamentino incassa le prime 500 firme in appena tre ore. Parte la Vertenza Falconara, la petizione lanciata dall’assemblea che raduna comitati e associazioni sotto un’unica bandiera, per chiedere con forza alla Regione una soluzione per i problemi falconaresi.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Sotto accusa la politica degli ultimi 10 anni che ha portato a 90 milioni di euro il deficit finanziario del Comune. “Non è giusto che siano i cittadini a farsi carico del risanamento di un deficit che ha precise responsabilità amministrative”. Con la raccolta firme il Parlamentino chiede alla Regione il riconoscimento economico per il ruolo logistico della città: una quota di 5 milioni di euro annui ricavata dai 25 milioni “derivanti dalle accise sulla vendita dei prodotti petroliferi” della Raffineria Api, “soldi che entrano nelle casse regionali grazie all’esistenza ed alla sofferenza di Falconara, che però non è adeguatamente ricompensata dal bilancio regionale”.

Così, dopo le oltre 1500 firme raccolta contro la vendita degli edifici che ospitano scuola materna Peter Pan e Centro Qui, i cittadini tornano in strada. “Oggi lo scontro è tra cittadini e segreterie di partito – annuncia Loris Calcina, presidente del Comitato di Villanova che aderisce al Parlamentino – l’esperienza ha dimostrato che un uomo da noi candidato, regolarmente eletto, è stato schiacciato dai partiti”.

Il riferimento è chiaro e va a Carlo Brunelli, candidato su proposta dei Comitati Cittadini con la lista dei Verdi e dimissionario dopo qualche mese di assessorato dalla giunta Recanatini. L’esponente ex Verde, ora Ondaverde, il movimento ecologista che ha radunato tutti i fuoriusciti dal Sole che Ride, dopo le polemiche dei giorni scorsi contro i politici (“State fermi. Dimenticatevi di Falconara come avete fatto per decenni. Fatevi i fatti vostri, che è l'unica cosa che vi riesce di fare, ma fatelo altrove”) torna sul web a parlare della città, lanciando una nuova idea di sviluppo, criticando le idee urbanistiche di Carletti e Recanatini, “le stesse grandi operazioni immobiliari, soltanto che dalla grande industria si passa al grande commercio e terziario” e parla di “riqualificazione” attraverso la decrescita del territorio, ma “percorrendola tutti insieme, passo dopo passo”.

Una domanda su tutte. Il Parlamentino dall’azione politica nelle piazze, deciderà di arrivare alle urne. I presupposti ci sono tutti ma dai banchi della petizione per il momento frenano. “Non è un problema che ci poniamo – conclude Calcina – la campagna elettorale è iniziata e noi registriamo tutto, le posizioni del Pd, la colorita proposta di An sul mercato coperto, eccetera. Ora però vogliamo verificare la reazione del commissario Ruffo e della Regione alla petizione. Se nessuno se ne avvedrà sarà la prova che i cittadini non vengono ascoltati”.

La petizione proseguirà nei prossimi giorni: nei prossimi due sabati mattina al centro commerciale Le Ville e tutti i pomeriggi al Centro Qui.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 novembre 2007 - 965 letture

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