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Fabriano: 2.978 stranieri in città

3' di lettura 30/11/-0001 -
I cittadini stranieri residenti a Fabriano sono 2.978 e rappresentano il 9,4 per cento della popolazione che a fine dicembre 2007 ammontava a 31.414 persone. Dei 2.978 stranieri la maggioranza sono donne, esattamente 1.573 contro 1.405 maschi.

dal Comune di Fabriano
www.comune.fabriano.an.it


Estremamente vario il panorama di provenienza visto che sono rappresentate ben 75 nazionalità.

Anche nel 2007 il ritmo di crescita numerica è stato consistente pari a 368 persone molte delle quali di sesso femminile Si tratta prevalentemnene di ricongiungimenti familiari o di badanti dell’est europeo.

Gli incrementi più consistenti li hanno avuti i rumeni + 155 unità, i bulgari e gli albanesi + 32 a nazionalità, marocchini + 30, indiani + 21

La tabella riassume i gruppi più numerosi.
ALBANIA 551
MACEDONIA 473
ROMANIA 351
MAROCCO 258
TUNISIA 209
INDIA 159
POLONIA 114
YUGOSLAVIA 109
BULGARIA 71
UCRAINA 66
BANGLADESH 63
ECUADOR 53
FILIPPINE 46
NIGERIA 43
PERU’ 41
CINA 33
RUSSIA 27

La statistica elaborata dall’apposito ufficio dell’anagrafe comunale cresce di interesse se la si esamina ripartendo i cittadini stranieri per “area” di provenienza.

Gruppo Unione Europea : 618 persone
Gruppo Altri Paesi Europei: 1.278 “
Gruppo Africa: 576 “
Gruppo America: 173 “
Gruppo Asia: 332 “

“Il numero di stranieri presente in città è veramente consistente – dice il sindaco Roberto Sorci – il che conferma che Fabriano è città sempre più multirazziale. Nei giorni scorsi sono stato alla inaugurazione della nuova mensa del complesso scolastico “Mazzini” e sono rimasto colpito nel vedere bambini di razze così diverse mangiare e parlare tra loro in armonia.
Nel 2007 il flusso migratorio verso la nostra città ha registrato un certo incremento ma determinato, per lo più, da persone che si ricongiungono ai propri familiari.
Alcune preoccupazioni di carattere generale sull’alta percentuale di stranieri presenti nel territorio comunale – aggiunge il sindaco - sono ben presenti ma credo che sia importante fare uno sforzo culturale e ribaltare il nostro atteggiamento nei confronti di un fenomeno a cui ancora non siamo del tutto abituati.

Bisogna, quindi, vedere gli aspetti positivi del fenomeno, essere più ottimisti, registrare ciò che di positivo tante persone in gamba sono in grado di portarci. Al tempo stesso bisogna essere vigili per far si che i fenomeni negativi vengano contenuti e combattuti”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 gennaio 2008 - 1277 letture

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