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Crisi Sadam: nuovi scioperi e un corteo lungo le vie del centro

2' di lettura 30/11/-0001 -
Non accenna ad attenuarsi la protesta dei lavoratori della Sadam che rischiano il posto di lavoro dopo la decisione dell’azienda di chiudere lo zuccherificio di Jesi. All’assemblea di ieri mattina i lavoratori hanno stilato il programma delle manifestazioni che da oggi a martedì, giorno nel quale il popolo dello zucchero tornerà a Roma per incontrare il Ministro alle Risorse Agricole Paolo De Castro, scandiranno le giornate jesine.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


La manifestazione più imponente sarà senz’altro quella di lunedì prossimo con un corteo delle parti sociali coinvolte nella crisi (oltre ai lavoratori anche gli agricoltori del comparto e le aziende di autotrasporto) che si snoderà dall’Arco Clementino fino a piazza della Repubblica a partire dalle 17. Per l’occasione è stato chiesto a tutti i commercianti del centro storico di abbassare le serrande delle proprie attività in segno di solidarietà per la durata della manifestazione. Sempre in piazza della Repubblica, da oggi fino a martedì, sarà inoltre allestito un gazebo informativo.

Martedì, insomma, potrà essere il giorno della verità. Sempre che De Castro stavolta si faccia trovare in casa, visto il forfait dell’ultimo minuto di giovedì, quando le parti giunsero a Roma per incontrare il ministro che invece era fuori per altri impegni. Per quel giorno i lavoratori della Sadam hanno indetto uno sciopero di otto ore ed organizzato pullman per raggiungere Roma. Due ore di sciopero invece per tutti i lavoratori del comparto agroalimentare della provincia. Il tutto mentre prosegue senza sosta il blocco delle merci in entrata e in uscita dallo stabilimento jesino.

Nel frattempo ieri pomeriggio si è riunito in seduta straordinario dalla residenza municipale jesina, il consiglio provinciale che ha approvato un ordine del giorno per impegnare la giunta a fare il possibile per salvare lo zuccherificio. Durante l’assise le associazioni di categoria hanno ribadito le loro posizioni in merito alla richiesta Sadam di 15 ettari di coltivato garantito per tre anni per rimanere e rinunciare ai fondi europei per la dismissione.
Una proposta che al momento vede contraria la sola Coldiretti.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 gennaio 2008 - 1767 letture

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