Quantcast

Sadam, il consiglio provinciale a Jesi chiede l’impegno del governo

3' di lettura 30/11/-0001 -
La chiusura dello stabilimento Sadam-Eridania di Jesi “rischia di diventare la premessa allo smantellamento della produzione di zucchero da barbabietola sull’intero territorio nazionale”.

dalla Provincia di Ancona
www.provincia.ancona.it


Di qui la richiesta “al governo nazionale e in particolare al ministro dell’Agricoltura di un impegno straordinario per evitare questa scelta”. È quanto scritto nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio provinciale di Ancona, che si è riunito oggi proprio a Jesi. Nell’ordine del giorno il consiglio chiede anche “alla giunta regionale di farsi portatrice verso il governo dell’assoluta contrarietà delle istituzioni regionali e locali alla decisione della Sadam e di costruire i presupposti di un accordo di filiera per garantire il proseguimento della produzione saccarifera, mettendo in campo tutti gli strumenti a disposizione per scongiurare la chiusura”.

La presidente della Provincia, Patrizia Casagrande, ha detto che “una volta fra gentiluomini bastava una stretta di mano, oggi non bastano più nemmeno gli impegni scritti”. Il riferimento era alla convenzione sottoscritta dall’azienda nel 1999, che lega l’attività della centrale Turbogas al mantenimento della produzione della Sadam. Lo stesso sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi, che ha aperto il consiglio, ha detto che “se chiude la Sadam chiude anche la centrale Turbogas ”. La presidente confida molto sull’incontro di martedì a Roma con il governo, dal quale spera scaturisca un impegno duraturo, che garantisca la sopravvivenza dello stabilimento jesino e tuteli i livelli occupazionali. L’assessore al Lavoro, Maurizio Quercetti, ha posto l’attenzione proprio sui lavoratori, sottolineando che non ci sono solo i 170 dipendenti a tempo indeterminato della Sadam, ma anche gli stagionali , gli autotrasportatori, per non parlare poi dell’indotto.

La posizione della giunta è stata condivisa dall’opposizione e si è raggiunto un accordo unanime sull’ordine del giorno. Secondo Ivana Ballante (An) “il fatto che non c’è una crisi aziendale, come sostengono le associazioni, ci porta a non comprendere i motivi della chiusura, inoltre la Sadam aveva assunto degli impegni, compresa la convenzione del 1999 ed è sull’adempimento di tali obblighi che dobbiamo fare pressione per assicurare la continuazione dell’attività saccarifera”.

A partecipare al consiglio, convocato in modalità aperta, anche le associazioni di categoria, quelle agricole e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, che hanno chiesto alle istituzioni impegni concreti per il futuro della Sadam-Eridania. Domenico Sarti (Cgil), parlando a nome di tutti i sindacati, ha annunciato iniziative per i prossimi giorni: domani e fino alla conclusione della vicenda verrà allestita una tenda in piazza a Jesi per sensibilizzare la città; domenica mattina, invece sarà la volta del consiglio straordinario di Monsano; lunedì manifestazione cittadina in preparazione dell’incontro con il ministro e poi martedì sciopero di due ore a livello provinciale.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 gennaio 2008 - 1684 letture

In questo articolo si parla di





logoEV
logoEV