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Monsano: Sadam, necessario un accordo quadro nazionale di filiera

6' di lettura 30/11/-0001 -
Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di Monsano sulla vertenza dello zuccherificio Eridania Sadam di Jesi.

dal Comune di Monsano
www.monsano.pannet.it


Il Consiglio Comunale di Monsano riunito in seduta straordinaria ed aperta il giorno 20 gennaio 2008, per esaminare la situazione venutasi a creare allo stabilimento Eridania Sadam di Jesi dopo la decisione assunta dall'azienda e formalmente comunicata in data 9 gennaio 2008 di voler procedere alla totale dismissione dello stabilimento

PREMESSO

Che l'Accordo di Programma di riconversione produttiva, sottoscritto in data 27 luglio 2007, individua in modo chiaro ed inequivocabile lo stabilimento di Jesi come unico centro produttivo nella Regione Marche. Fatto, questo, ulteriormente ribadito e confermato nell'accordo per la “Proroga integrata del protocollo nazionale per il settore industriale saccarifero dell'8 febbraio 2006” sottoscritto dalla stessa Eridania Sadam in data 11 dicembre 2007, conclusosi con una contrattazione per la stagione 2008/2009 che prevede di coltivare bietole su oltre 10.000 ettari.

Che in particolare, dall'Accordo di Programma per la riconversione, emerge con chiarezza come i nuovi impianti previsti nella realtà jesina siano finalizzati al potenziamento dell'attività di produzione saccarifera dello stabilimento di Jesi e non sostitutivi della stessa; che inoltre la stessa Convenzione per la costruzione della Centrale Turbogas di Jesi, sottoscritta nel 1999 tra Comune di Jesi e Consorzio Jesi Energia, nel suo articolato prevede l’impegno al mantenimento in esercizio dello zuccherificio di Jesi per “…un tempo quantomeno corrispondente a quello di attività della Centrale”.

Che già nel mese di novembre 2005, alla notizia della chiusura dello stabilimento Sadam di Fermo, ed in presenza di manifestate preoccupazioni delle maestranze dello stabilimento di Jesi, il Consiglio Comunale di Monsano aveva approvato all’unanimità un Ordine del giorno in cui tra l’altro si indicava “… che la strada da perseguire con convincimento, prima che si manifesti una vera e propria crisi, la quale coinvolgerebbe oltre alle maestranze anche numerosi addetti dell’indotto legati alla Sadam ed appartenenti anche al nostro territorio di competenza, sia quella della concertazione seria, programmatica, costruttiva”

Che nel mese di novembre 2007 presso il Comune di Jesi, alla presenza dell'Amministrazione Comunale, dell'Azienda, delle Associazioni bieticole e delle OO.SS. di categoria, si è svolto un incontro volto a far convergere l'attenzione e l'impegno di tutti per una buona riuscita della campagna 2008/2009 anche al fine di avere un adeguato e sufficiente quantitativo di ettari seminati a barbabietola; disponibilità garantita, almeno per il 2008, dalle stesse Associazioni Bieticole.

Che risulta ad oggi un oggettivo rallentamento del confronto a livello nazionale, costruito inizialmente su una disponibilità dell' Eridania Sadam a ritirare la procedura di dismissione dello stabilimento di Jesi a fronte di garanzie nella fornitura di quantitativi di barbabietola per il 2008 e per gli anni futuri.

RICORDATO

Che l’attuale ridotta produzione del territorio regionale è frutto di una serie molteplice di fattori, tra i quali l’applicazione della normativa comunitaria in materia, gli incentivi per la dismissione delle colture bieticole nonché, soprattutto, il recente innalzamento dei prezzi di altri prodotti agricoli ad un livello non garantibile per il futuro, che, dirottando le imprese agricole verso latre produzioni, hanno prodotto un calo dell’offerta.

Che la resa notoriamente elevata della coltura bieticola, accompagnata ad una corretta rotazione delle coltivazioni, conferma la validità anche in prospettiva, stante un probabile calo dei prezzi di altri prodotti, della coltura bieticola stessa per l’economia agricola della nostra regione.

VALUTATO CHE

Che l’impianto di Jesi, l’ultimo rimasto in funzione nell’Italia centrale, tecnologicamente molto avanzato grazie a recenti, consistenti investimenti (impianto di cromatografia), è affiancato da una importante centrale di cogenerazione per la produzione di energia elettrica, tale da renderlo altamente competitivo con gli altri impianti della società.

RAMMENTATO

Che nel contesto locale e regionale qualsiasi riconversione, ad esempio a fini energetici, dello stabilimento jesino e della filiera agricola che fosse accompagnata dall’abbandono della produzione saccarifera incontrerebbe l’opposizione ferma dell’intero territorio e di tutte le Istituzioni.

RAMMENTATO ALTRESI’

L’impegno assunto dalla Eridania Sadam, al momento della chiusura dell’impianto di Fermo, sul mantenimento in attività dell’impianto di Jesi; impegno riconfermato e sottoscritto ancora il 31 ottobre 2007.

ESPRIME

La propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori dipendenti della Eridania Sadam di Jesi, ed in particolare ai lavoratori di Monsano ed alle loro famiglie, in lotta per evitare la chiusura dell'impianto di Jesi, agli imprenditori agricoli, agli autotrasportatori ed alle imprese operanti nell’indotto, e nel contempo la propria ferma contrarietà per una tale evenienza, preoccupato per le pesanti ricadute che ciò comporterebbe sia in termini occupazionali che, complessivamente, per la situazione economica, produttiva e sociale dell'intero territorio locale, provinciale e regionale.

DICHIARA

Il proprio rammarico e disapprovazione per la mancata presenza del Ministro De Castro all’incontro del 17 gennaio a Roma.

INVITA

L’Eridania Sadam a riconsiderare la decisione di chiusura dell’impianto di Jesi e di recedere rispetto alla rinuncia alla quota comunitaria in favore di un nuovo piano concordato con tutte le parti coinvolte, che nel medio termine garantisca la sostenibilità economica nella Regione, tale da non vanificare gli investimenti fatti, che vanno nel senso di una già stabilita e prospettata riconversione per un impianto per la produzione di biocarburanti, e non disperdere così ulteriormente la tradizione e vocazione agricola del nostro territorio e dell’intera realtà marchigiana, nonché la qualificazione del personale dell’azienda.

INVITA ALTRESI’

Le Associazioni di Categoria ad un percorso responsabile e coeso che porti al raggiungimento di un accordo unitario, atto ad elaborare un documento da presentare in occasione del prossimo incontro con le Istituzioni, le OO.SS. e il Ministro per le Politiche Agricole, convocato per il 22 gennaio. Tale documento viene ritenuto indispensabile per una soluzione definitiva e positiva della questione, da attuarsi anche attraverso precisi impegni del Governo nazionale e della Giunta regionale. L'Amministrazione comunale, unitamente agli altri livelli istituzionali coinvolti, alle Associazioni di Categoria e alle OO. SS., ai Parlamentari Marchigiani ed al mondo politico e produttivo, a svolgere il massimo sforzo unitario di azione e di pressione, in direzione della positiva conclusione della vertenza in essere.

IMPEGNA

L'Amministrazione Comunale e tutte le Istituzioni, locali, regionali, nazionali e dell’Unione Europea, a mettere in atto tutte le possibili iniziative per far recedere l'Azienda dalla sua scelta, ovvero attivare tutti gli strumenti amministrativi, politici e giuridici al fine di scongiurare qualunque ipotesi di dismissione dell’impianto di Jesi, tenuto conto anche della disponibilità dimostrata da tutte le componenti istituzionali e produttive. Tutto ciò, allo scopo di arrivare alla definizione di un accordo quadro nazionale di filiera, atto a garantire quanto richiesto dall'Azienda e, soprattutto, la piena operatività nei prossimi anni dello stabilimento di Jesi.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 gennaio 2008 - 2126 letture

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