Quantcast

Tnt: sulla Sadam ognuno deve assumersi le proprie responsabilità

1' di lettura 30/11/-0001 -
Il Centro Sociale “TNT” ha partecipato ieri pomeriggioi al corteo in solidarietà con i lavoratori Sadam.

dal Tnt


La nostra presenza vuoleva manifestare tutta la nostra opposizione alla scelta dell’azienda di chiudere i cancelli e lasciare centinaia di famiglie jesine nella precarietà e nell’incertezza occupazionale.

Vogliamo però anche denunciare le responsabilità di chi, a livello istituzionale e politico, aveva, già diversi anni fa, tutte le possibilità di prevedere che appoggiando e permettendo la costruzione della turbogas si sarebbe presto arrivati a conseguenze di questo tipo.

Ricordiamo infatti il nostro impegno nell’ “Assemblea contro la Turbogas” che aveva visto tanti jesini mobilitarsi per fermare la costruzione della centrale. Su un nostro vecchio volantino avevamo scritto : “Attenzione: bastano 15 dipendenti per fare andare avanti una centrale che produce profitti molto più alti. Chi può garantire che, di fronte al taglio dei finanziamenti europei alla bieticoltura, non diventi ben più proficuo produrre energia anziché zucchero? E che fine farebbero i lavoratori della SADAM? Chi gestirà la ristrutturazione aziendale?”.

La situazione attuale era prevedibile perché è la logica conseguenza di scelte sbagliate di cui oggi paghiamo il prezzo. Ma la situazione attuale può ancora essere rovesciata attraverso una battaglia solidale di tutta la comunità jesina, che impedisca in maniera radicale di svincolare le sorti della Turbogas da quelle dello zuccherificio e metta a nudo i reali interessi e le reali speculazioni che si celano dietro la chiusura dello stabilimento.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 gennaio 2008 - 1637 letture

In questo articolo si parla di





logoEV