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Sadam, l'Azienda: 'Decisione sofferta ma irreversibile'

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La bietola non è più remunerativa. Gli agricoltori lo sanno e “non sono in grado di sottoscrivere impegni attendibili per il rilancio della filiera a medio-lungo termine”.
Sono le dichiarazioni del presidente di Sadam-Eridania Massimo Maccaferri che, presa carta e penna, scrive al presidente del consiglio regionale Gian Mario Spacca e parla della chiusura dello zuccherificio jesino come di una decisione “particolarmente grave e sofferta, ma purtroppo irreversibile”.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it
Spacca, che incontrerà Maccaferri lunedì prossimo, appena 48 ore prima dell’avvio dei tavoli ministeriali del 30 gennaio per gestire la riconversione, ha letto la missiva durante il consiglio regionale di ieri mattina. Secondo Maccaferri la scelta è causata dalla “insostenibilità economica, destinata ad accentuarsi sempre più nei prossimi anni, per l'impossibilità di garantire una adeguata disponibilità di materia prima” visto che è in corso “una progressiva riduzione della superficie coltivata a bietole nella regione”.

Spacca ha anche ribadito l’impegno per garantire l’occupazione dei 170 dipendenti dello stabilimento e per salvaguardare l’indotto. In contemporanea a Jesi, al termine di una nuova assemblea sindacale, i lavoratori Sadam hanno proclamato uno sciopero immediato di quattro ore.

Picchettato l’ingresso all’azienda ma non quello della centrale Turbogas, finita sul tavolo della trattativa visto la convenzione che impegnava l’azienda a proseguire nell’industria saccarifera. Il Comune nei giorni scorsi ha minacciato la chiusura della centrale ma al momento non è stato ancora fatto nessun atto concreto. La sua sopravvivenza è comunque legata all’esito delle trattative che ripartiranno il 30.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 gennaio 2008 - 1696 letture