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Solidarietà per i rifugiati, la città si prepara ad ospitare 7 famiglie

1' di lettura 30/11/-0001 -
Sette famiglie eritree saranno ospitate a giorni a Jesi. Donne, tutte vedove, con i loro figli, in fuga dal martoriato paese africano dopo aver sofferto drammi indicibili. Mariti morti in guerra, torture, violenze. Oggi sono in Italia che ha accolto il loro status di rifugiati. Domani Jesi avvierà il suo progetto di protezione per richiedenti asilo e per motivi umanitari.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Non sarà assistenzialismo fine a se stesso. I bambini saranno iscritti a scuola mentre le donne saranno seguite da psicologhe, mediatrici culturali, assistenti sociali e quattro volontari di servizio civile. Inoltre saranno avviati inoltre tirocini formativi attraverso le cooperative sociali per il loro inserimento lavorativo.

La nostra città – ha detto l’assessore all’Integrazione Gilberto Maiolatesi – dimostra ancora una volta il suo interesse e il suo dare risposte chiare sul tema dell’integrazione”.

Il progetto è stato approvato dal Ministero degli Interni che ne ha avviati oltre un centinaio analoghi. A Jesi arriveranno finanziamenti per 175mila euro. “E’ stata proprio la base solida dei nostri servizi a farci vincere il bando. Solo così il progetto può essere efficace” ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Bruna Aguzzi.
Ospitalità che sarà estesa anche a tutto l’Ambito Territoriale. Il comitato dei 21 sindaci ha infatti sposato all’unanimità l’idea.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 gennaio 2008 - 1029 letture

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