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Api: il comitato Villanova ancora contro la raffineria

2' di lettura 30/11/-0001 -
Non è casuale che nella trattativa per gli ultimi atti del governo Prodi la Regione Marche sia riuscita ad aggiudicarsi 204 Milioni/€ del cosiddetto tesoretto II per il nodo ferroviario di Falconara ed il by pass API mentre non è riuscita a far ottenere a Falconara quanto sancito per legge: le accise API, cioè la compartecipazione delle città che sul loro territorio ospitano raffinerie di petrolio ai tributi versati dalle aziende petrolifere.

da Loris Calcina
Presidente Comitato Villanova


Due facce della stessa medaglia: la politica feudale con cui la Regione Marche tratta il territorio del Comune di Falconara e i suoi abitanti. Sulla questione accise sono palesi le vergognose responsabilità politiche della Giunta Spacca e di tutti gli Onorevoli marchigiani di Camera e Senato: l'ennesima mancata soluzione impedirà a Falconara di respirare finanziariamente e di progettare un diverso modello di sviluppo.

Sulla questione del nodo ferroviario non ci stancheremo mai di contrastare la peggiore soluzione ideata dalla Giunta D'Ambrosio e dall'Assessore Amagliani, sostenuta dall'ex Viceministro Mario Baldassarri, dal Governatore Spacca e dagli ex Sindaci Carletti e Recanatini, ed ora dal Ministro Di Pietro. A tale proposito Vi invitiamo a rileggere la nota che inviammo al Ministro Di Pietro a luglio 2006.

Infine c'è da dire che la Regione Marche sta perdendo una occasione irripetibile per porre concretamente in agenda l'arretramento della linea ferroviaria dalla costa - progetto Giancarli che abbiamo pubblicato sul sito web – con conseguente liberazione di aree economicamente pregiate e la realizzazione di una vera metropolitana di superficie. Falconara, checchè ne dica l'ex Assessore Piccinini, complessivamente, ci rimette da questo progettucolo finanziato da Di Pietro poiché la ferrovia la taglierà ugualmente al parco del Cormorano, alla Rocca, a Fiumesino e al Centro Nord.

Infatti c'è da sapere che gli scali merci a Villanova sono due e lo spostamento all'Interporto di quello lato monte (Castellaraccia) verrà vanificato dall'innesto della linea ferroviaria che sarà tolta dal lato mare. Ma lo scalo merci lato mare non è affatto sicuro che se ne andrà perché nel frattempo RFI lo ha trasformato in deposito di macchinari per i lavori di manutenzione e ristrutturazione dell'infrastruttura ferroviaria e la Regione Marche ha chiesto ad RFI di prendere in considerazione anche un raccordo ferroviario con l'API per la movimentazione del gas su ferrocisterne!

Ma non è detta l'ultima parola!








Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 febbraio 2008 - 1206 letture

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