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Vannoni: PD, punto di riferimento per i riformisti

3' di lettura 30/11/-0001 -
"Molto si sta discutendo nella nostra città sul significato e sulle conseguenze dei risultati delle primarie del PD per l’amministrazione comunale".

da Nicola Vannoni


Ritengo questa discussione del tutto fuori luogo. Per una ragione ovvia, ma in questi giorni spesso dimenticata. Le primarie sono state una forma di consultazione popolare per eleggere gli organismi locali del Partito Democratico, non certo per esprimere un giudizio sul sindaco e sull’amministrazione né per definire la posizione del Partito Democratico nei suoi confronti. Da questo punto di vista e per quanto mi riguarda le cose sono assolutamente chiare e definite.

Il Partito Democratico ha sostenuto e continuerà a sostenere l’amministrazione comunale ed il sindaco, essendo parte integrante e fondamentale di una coalizione di centrosinistra che ha ricevuto dagli elettori il mandato a governare la città. Questo mandato intendiamo rispettarlo pienamente, nei contenuti programmatici e nelle alleanze di maggioranza, innanzitutto per coerenza e per rispetto nei confronti di tutti quei cittadini che ci hanno dato la loro fiducia nello scorso giugno.

Per questo motivo è profondamente sbagliato leggere questa fase nascente del Partito Democratico alla luce di contrapposizioni e di divisioni vecchie. Divisioni e contrapposizioni che sono state decise dagli elettori quando hanno decretato la vittoria di Belcecchi e delle forze di centrosinistra che lo sostenevano. Un esito che nessuno oggi può pensare di rimettere in discussione. Oggi non di questo stiamo parlando.

Oggi siamo e dobbiamo essere tutti impegnati ad aprire una pagina nuova della politica della nostra città e del nostro paese. A costruire un grande partito del centrosinistra capace di rappresentare realmente una novità, di dare una risposta alla domanda di partecipazione e di rappresentanza dei tanti cittadini che non si riconoscevano più nei vecchi partiti, di rinnovare profondamente logiche e metodi della politica.

In questa prospettiva non può che essere valutata positivamente l’elezione di tanti volti nuovi nei nostri organismi locali. Forze fresche che testimoniano della capacità di mobilitazione che il progetto del PD ha saputo suscitare anche a Jesi e che potranno certamente portare un contributo prezioso per l’impegnativo lavoro che ci attende.

Un lavoro che ci dovrà condurre ad un partito in grado di valorizzare le capacità ed il merito piuttosto che gli equilibri interni, di promuovere una partecipazione ampia e reale e di mettere in campo un’effettiva capacità di proposta e di iniziativa politica al servizio dell’amministrazione comunale e della nostra città.

Ad un partito, infine, fatto non di ex, diesse, margherita, o altro ancora, ma solo di “Democratici”. Con l’obiettivo e con la volontà di diventare il punto di riferimento per tutta quella vasta area dell’elettorato che in questi anni si è riconosciuta nei valori dell’Ulivo e che oggi vuole essere protagonista di una nuova stagione di riformismo. Questa è la sfida che il Partito Democratico ha di fronte a sé, a partire dalle prossime e ormai vicine elezioni politiche.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 febbraio 2008 - 943 letture

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