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Il talento di una famiglia marchigiana nel cinema italiano

5' di lettura 30/11/-0001 -
Il talento e l’imprenditoria di una famiglia marchigiana nel cinema italiano. La jesina Cristina Cirilli e la jesina Teatroluce Srl (diretta da Alessandro e Federica Cirilli) sono rispettivamente attrice protagonista e società di produzione di “NON C’É PIÚ NIENTE DA FARE” (candidato al David di Donatello), nuovo film di Emanuele Barresi in uscita l’8 febbraio 2008 in tutta Italia per la Eagle Pictures distribuzione.

da Teatroluce Srl


Talento, passione e imprenditoria marchigiana nel nuovo film “Non c’è più niente da fare” (candidato al David di Donatello) in uscita l’8 febbraio 2008 in tutta Italia e distribuito dalla Eagle Pictures, in anteprima a Jesi, multiplex Giometti, giovedì 7 febbraio. L’attrice Cristina Cirilli, coprotagonista del film diretto da Emanuele Barresi insieme a Rocco Papaleo, Alba Rohrwacher, Paolo Ruffini e Stefano Filippi è infatti jesina, così come la produzione del film, firmata dalla Teatroluce Srl di Alessandro e Federica Cirilli.

Una famiglia dunque emblematica di quella imprenditoria privata marchigiana che si distingue in tanti settori a livello internazionale per creatività, coraggio e professionalità. Il 30 gennaio scorso è stata già presentata alla stampa nazionale a Roma e il 5 febbraio è stata presentata a Livorno, città di origine del regista e sceneggiatore Emanuele Barresi (attore della scuola di Virzì) come di altri del cast, che ha anche fornito le location per il film. Nel cast ci sono anche attori di lungo corso come Valeria Valeri, Lucia Poli, Andrea Buscemi e giovani talenti che si stanno distinguendo sulla scena nazionale (sia in ambito teatrale che televisivo e ora cinematografico).

Tra loro si colloca certamente Cristina Cirilli, occhi chiarissimi, un’intensità naturale sulla scena e un curriculum con competenze ad ampio spettro (recitazione, regia, scrittura, danza) che evocano la grande eredità di grandi attrici jesine come Valeria Moriconi e Virna Lisi. Definita da Luigi Squarzina un vero “animale da palcoscenico” in occasione di uno stage di formazione sulla regia, Cristina Cirilli ha già partecipato a film con la regia di Lorenzo Cicconi Massi (“Prova a volare”), Gian Maria Tavarelli (il film su Aldo Moro con Michele Placido), a diversi film per la televisione e fiction tra cui “La Squadra”. Sorprendente e convincente nella resa mimetica dell’eloquio tipico livornese, in “Non c’è più niente da fare” Cristina Cirilli è Chiara, ragazza livornese appunto che vive una storia d’amore contrastata con Enrico (Stefano Filippi), al quale rimprovera la scarsa attenzione rivolta invece tutta alla sua incontenibile passione per il teatro.

Il film è stato girato tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera del 2006 a Livorno, riunendo un cast artistico e tecnico "omogeneo, capace di lavorare in un clima bellissimo di grande collaborazione" racconta la produttrice Federica Cirilli. “Non c’è più niente da fare” è una "commedia intelligente, capace di far ridere, far pensare e commuovere insieme" spiega la produttrice Federica Cirilli che ha deciso di sostenerla economicamente dopo averne letto e apprezzato la sceneggiatura. Federica Cirilli, figura versatile nata a Castelplanio (figlia dell’attore Bernardo Bernardini), da anni attiva in ambito teatrale marchigiano sia nella compagnia Teatroluce come scrittrice e regista, sia come coordinatrice del Gat regionale (Gruppi Attività Teatrali), è anche imprenditrice insieme al marito Alessandro.

Entrambi sono titolari della Esinplast, azienda leader nella progettazione, realizzazione stampi e nello stampaggio di materiali termoplastici con sede a Monsano. "La sceneggiatura mi è piaciuta moltissimo – racconta Federica Cirilli - È una fotografia delle tribolazioni, dei risvolti comico-drammatici della realtà amatoriale, dove come si dice da noi non c’è una lira per far cantare un cieco. Siccome faccio l’imprenditore e in questo lavoro c’è sempre una parte di azzardo, ho deciso di buttarmi nell’avventura e, con l’aggiunta di un po’ di incoscienza, di produrre il film".

Per questo Federica e Alessandro hanno deciso di fondare la Teatroluce srl che si è assunta l’impegno della produzione e di dividersi i compiti. Lei ha seguito direttamente i lavori sul set del film, lui quelli della produzione dell’azienda con la seconda figlia Maria Chiara. Un vero efficace lavoro di squadra e di famiglia. È stato un investimento sia economico che di competenze quello della Teatroluce srl che si augura la produttrice.

All’anteprima del 7 febbraio a Jesi, era presente un nutrito parterre di attori e autorità. La serata è stata introdotta da Paolo Pirani, altro professionista marchigiano, già aiuto regista di Squarzina tra le altre cose e oggi direttore artistico e regista della compagnia Teatroluce con cui lavora Cristina Cirilli. Solo per ricordare alcuni lavori, la compagnia Teatroluce è quella che nella stagione 2003/2004 ha riscosso un notevole successo con lo spettacolo “A Pechino fa la neve” di Tonino Guerra, regia di Paolo Pirani (Produzione Teatroluce) e nel 2004 con “Carlo Urbani. La voce di un fiore di loto” di Cristina Cirilli, Michele Ceppi, Paolo Pirani (Produzione Teatroluce).

Info www.teatroluce.it










Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 febbraio 2008 - 5879 letture

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