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Finanziaria 2008: cresce il disagio tra i piccoli imprenditori

2' di lettura 30/11/-0001 -
Gli associati CNA si sono riuniti martedì per un incontro molto partecipato sulla Finanziaria 2008.

da CNA


Il nuovo regime dei minimi ha suscitato grande interesse, ma anche delusione per la difficoltà di rientrarvi e permanervi per le attività in normale stato produttivo, mentre sono risultate interessanti le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico.

Dal dibattito seguente è emersa una situazione alquanto preoccupante e di estrema difficoltà per il tessuto produttivo delle piccole imprese e dell’artigianato.

Oggetto delle critiche degli imprenditori sono stati la rigidità degli studi di settore, la pressione fiscale, i mancati interventi di riduzione della spesa pubblica, l’aumento dei prezzi delle materie prime, la moltiplicazione della grande distribuzione organizzata, il tutto unito ad una difficile congiuntura economica globale.

Ristagno dei consumi, difficoltà del piccolo commercio, dipendenti e famiglie che debbono ricorrere all’indebitamento: da parte degli imprenditori è stato espresso un disagio unanime per la situazione economica complessiva.

La preoccupazione più grande è legata all’incertezza della governance in un momento in cui il sistema produttivo richiede stabilità e certezze. Alla politica, per la prima volta, il mondo produttivo in modo unanime aveva chiesto di riscrivere la legge elettorale prima di andare al voto.

Ed ora non è scontato che le elezioni, svolte con una legge ripudiata da tutti, porteranno stabilità. L’impresa, la piccola e la media in particolare, ha bisogno di poter realizzare e programmare la sua attività, cosa che non può fare in assenza di elementi certi. Invece, la crisi di governo e le elezioni anticipate probabilmente provocheranno una ulteriore contrazione nella produzione e nei consumi.

Tutti i sacrifici fatti nel corso del 2007, anche con l’incremento della pressione fiscale, non produrranno benefici e non ci sarà nemmeno riduzione del prelievo. Le piccole imprese, i loro dipendenti, in cambio dei tanti sforzi, si attendevano qualcosa, e il tutto avrebbe dovuto favorire il rilancio dei consumi, offrendo un quadro generale più ricco di certezze.

Oggi chiediamo alla politica un modo nuovo di relazionarsi con il Paese e una ritrovata attenzione agli interessi generali, un modo nuovo di rappresentare la società ed una nuova capacità di accompagnare i processi sociali ed economici.

Il Paese ha bisogno di dinamiche che puntino a riqualificare la centralità della produttività ad iniziare dai livelli locali ai quali si richiede una attenta analisi nella predisposizione dei propri bilanci.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 febbraio 2008 - 939 letture

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