Castelbellino: in mostra Carlo Iacomucci

carlo iacomucci 16/04/2008 -

È Carlo Iacomucci il protagonista di \"Incisori marchigiani a Castelbellino\". Per la sesta edizione della rassegna dedicata alle tecniche calcografiche, tradizione molto radicata nelle Marche, Castelbellino ha invitato l\'artista urbinate, che da anni vive e opera a Macerata, docente di disegno dal vero e di educazione visiva.



Dal 25 aprile al 3 maggio il museo civico di Villa Coppetti di Castelbellino ospita la mostra di acqueforti e puntesecche \"Il segno inciso di Carlo Iacomucci\", con inaugurazione alle ore 18. L\'esposizione di Castelbellino, che cade in occasione della festa \"4 passi 2 castelli\", è organizzata dall\'assessorato alla Cultura del Comune. Coordinata dal professor Sandro Franconi, resta aperta tutti i giorni, dalle 17.30 alle 19.30.


Incisore e pittore, è dal 1971 che Iacomucci approfondisce la sua grande passione per l\'incisione. Le sue opere hanno avuto platee importanti, come la Societad Italiana Cultural \"C.Colón\" Quilmes di Buenos Aires (1977), Palazzo Reale di Milano per la settima Biennale \"Omaggio dell\'Arte Italiana al Dolore Innocente\" (1984), Galleria Pryzmat e Galleria dell\'Istituto di Cultura Italiano a Cracovia per \"L\'Incisione nelle Marche dal 1900 al 1995\" (1995). Alcune sue incisioni fanno parte della Civica Raccolta delle Stampe \"Achille Bertarelli\" del Castello sforzesco di Milano, del Musèe d\'Art et d\'Histoire di Ginevra, del Repertorio degli Incisori Italiani \"Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne\" di Bagnacavallo e della Raccolta delle stampe \"Adalberto Sartori\" di Mantova.


È stato recentemente invitato alla prima Biennale Internazionale d\'Arte \"Lotta alla Povertà nel Mondo\" presso il Museo di Pittura e Scultura dello Stato del Ministero della Cultura e del Turismo di Ankara, e in occasione della IX Edizione della Rassegna di Grafica \"Omaggio a Luigi Bartolini\" ha ricevuto dal Comune di Cupramontana il riconoscimento come \"Incisore Marchigiano distintosi per particolare qualità\". \"Le acqueforti di Iacomucci rivelano la somma perizia dell\'utilizzo del bulino nel distendere sulla lastra segni di poco spessore, concisi, rilassati, mai nervosi o agitati, precisi quasi meticolosi, sempre pensati, metodici e razionali, delicati e nell\'insieme di grande efficacia\". Così scrive il curatore del testo critico della mostra Riccardo Ceccarelli.


Nelle sue incisioni c\'è l\'eco della sua \"Urbino ventosa\", la città dove è nato e dalla quale ha assorbito i più qualificati elementi rinascimentali che rivivono e si fanno notare nelle sue tavole. I suoi lavori sembrano il risultato di un lungo processo che comincia con la scelta del soggetto, poi spogliato, assimilato, liberato dalle tracce di profondità delle dimensioni, e rielaborato con un nuovo linguaggio, non realistico, spesso con un\'intima risonanza tra l\'artista e le sue terre natali.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 16 aprile 2008 - 1298 letture

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