La piaga di Velluto: l\'Assessore che tutti ci invidiavano

3' di lettura 18/05/2008 - A cinquanta giorni dalle dimissioni di Rebecchini, ancora non abbiamo un Assessore al Turismo e alle Attività produttive. Elezioni, nuovo Governo, arrivo dell\'estate, tutto è accaduto in fretta, tranne una nomina che, in una città che vive di turismo, potrebbe essere utile. E con una soluzione a portata di mano.

Con lo spirito d\'intrapresa (come direbbe Berlusconi) di un milanese, Luigi Cosmo Damiano Rebecchini ha tenuto l\'Assessorato al Turismo fino alla fine di marzo, presentando le sue dimissioni assieme all\'uscita dalla Maggioranza di Rifondazione Comunista. Iperattivo e curioso di tutto, Rebecchini, architetto, insegnante di Storia dell\'Arte e comunista, ha rotto tutti gli schemi legati ad una generazione di amministratori di sinistra, seriosi e accigliati, trovando un felice compromesso fra la lotta di classe e lotta nel fango, fra l\'essere e l\'apparire.

Una sera l\'ho visto, accigliato e pensoso, ad un dibattito pubblico con il senatore Russo Spena, al Vallone. Due ore dopo, vestito figo almeno come Costantino, l\'ho visto a Planet Moda in Piazza Roma, mentre premiava le miss. Il turismo è stata la sua missione per quasi tre anni, passati organizzando eventi, promuovendo la città e incontrando tutti i numerosi postulanti del settore, albergatori e bagnini, ognuno con la sua idea su come salvare il turismo a Senigallia. L\'ultima volta che l\'ho incrociato da Assessore, mi ha presentato il campionato italiano di sbandieratori che Senigallia ospiterà a settembre. Era tale il suo entusiasmo che per un po\' ho creduto che volesse convincermi ad ospitare una fase del campionato nel cortile di casa mia. E questo entusiasmo c\'era su tutto.

Paziente e disponibile, ha avuto parole di stima da tutti, tranne che dai colleghi di Maggioranza, forse infastiditi dalla sua capacità di aggregare e dialogare. La misura di questo distacco sufficiente nei suoi confronti (e anche il più grande cruccio di Rebecchini) si è avuta quando la gestione della Rotonda è stata affidata all\'Assessore alla Cultura, Velia Papa, che ha trasformato un formidabile strumento della città in un\'enclave per pochi intimi, un non-luogo che rifiuta il turista (e il cittadino) ignorando cosa abbia rappresentato la Rotonda a Senigallia per settant\'anni. Fortunatamente il più grande successo di Rebecchini, il Caterraduno, ha una capacità attrattiva che fa dimenticare le tristi avanguardie artistiche della Rotonda, le sue incomprensibili mostre sul corredo dei bar, i raduni gastrosofici, l\'incredibile biglietto d\'ingresso e l\'inaugurazione che si rinnova ogni anno, neanche fosse una cambiale.

Sostituire Rebecchini non è semplice: una Maggioranza composta da due soli partiti (fra cui uno cancellato dalle elezioni politiche) non riesce a trovare un valido sostituto, senza considerare che Rebecchini aveva pronto il programma dell\'estate 2008 già nel novembre scorso e il suo sostituto se lo trova già quasi pronto sulla scrivania. Ma i tempi della politica non hanno ritegno, si è liberata una poltrona e bisogna dosare tutto accuratamente, tanto più se il grosso del lavoro è stato fatto da uno che non ama lasciare incompiute.

Eppure c\'è una soluzione a portata di mano ed è ispirata al nuovo clima di concordia nazionale, altrimenti detto inciucismo. Facciamolo anche a Senigallia un inciucio: rimettiamo Rebecchini all\'Assessorato al Turismo, lui si fa firmare una liberatoria da Rifondazione e lo nominiamo Assessore esterno. In fondo abbiamo un sacco di dirigenti esterni che ci costano una montagna di soldi, ne abbiamo uno persino per gestire le due farmacie comunali, cosa volete che sia un Assessore esterno? Anche perchè Rebecchini aveva un altro pregio: costava poco, 447 Euro al mese.








Questo è un articolo pubblicato il 18-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 19 maggio 2008 - 11322 letture

In questo articolo si parla di attualità, la piaga di velluto, satira

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