Torreggiani: ecco il perchè del mio disimpegno nel Pd

tarcisio torreggiani 3' di lettura 25/05/2008 - Erano state riposte tantissime speranze nel Partito Democratico, con tanta energia abbiamo partecipato alle cosiddette primarie anche se ci siamo ritrovati con le liste bloccate e nell’occasione in cui ci si poteva esprimere con una preferenza (circoli) l’applicazione pratica ci ha posti davanti a un candidato che doveva essere e restare unico.

Per la composizione delle liste alla Camera e al Senato si sperava in una occasione che consentisse partecipate indicazioni attraverso una pubblica consultazione (primarie), ma abbiamo dovuto prendere atto che le candidature vere erano già state stabilite dalla oligarchia romana. Abbiamo esultato per lo Statuto, la Carta dei Valori e il Codice Etico sentendoci fieri di molti alti contenuti; ma ad ognuna di quelle impostazioni hanno fatto seguito cocenti delusioni applicative: La pratica applicazione ha deriso la filosofia, gli indirizzi e gli obiettivi della “predica”. Anche a Senigallia, come d’altronde nel resto del Paese, si è fatto di tutto e di più per aggirare gran parte della filosofia e dei valori di riferimento che il P.D. si era dato come, ad esempio, la netta distinzione tra responsabilità politiche e responsabilità amministrative. Non so dire se la sonora batosta elettorale è dipesa tutta da questo, ma è certo che ne abbia rappresentato una forte ragione. Questo “modus operandi”, malamente scusato con la “ristrettezza dei tempi”, ha generato incredulità e disimpegno: Anche il mio.

E’ proprio il caso di richiamare la parabola e dire che si sono impiegati male i talenti affidati dagli elettori del 14 Ottobre 2007 e dei passaggi successivi. Ciò nonostante si spera ancora e si resta attaccati alla idea di Partito Democratico che avevamo auspicato. Non sarà facile che si realizzi, perché, aldilà delle buone intenzioni espresse da Veltroni negli studi televisivi, pesano negativamente su questa speranza i patti di occupazione del potere (convenuti tra pochi) che hanno contraddistinto in questa fase il PD tanto a Roma quanto a Senigallia. E se in sede locale il P.D. non ricomincerà daccapo rimuovendo quei patti scellerati, dissolvendo la cupola di potere che si è formata e non si metterà in testa, anche a livello provinciale e regionale, di mettere in pratica lo spirito e le finalità degli indirizzi politici ed etici contenuti nei documenti approvati, è scontato che correrà seri rischi alle prossime elezioni amministrative, sia per la Regione che per il Comune (Falconara e Roma dovrebbero insegnare qualcosa: tanto ai dirigenti quanto a chi è stato sconfitto).

Questi sono i motivi del mio disimpegno nella recente campagna elettorale e queste le attese e le speranze che riponiamo nell’immediato futuro nel P.D. Le motivate critiche e osservazioni che in diversi abbiamo esternato, non consentono comunque a nessuno e men che meno a tanto dannosi quanto interessati interpreti di fare illazioni, ne sul conto mio, ne sul conto di altri amici circa un nostro passaggio ad altra forza politica. Nessuno può parlare per altri ed è proprio perchè ad alcuni è stato consentito di farlo che le difficoltà, le tensioni e le disaffezioni si sono moltiplicate. Speriamo ardentemente che il P.D. imbocchi una strada che lo faccia degno del nome che si è dato (tanto per il sostantivo quanto per l’aggettivo che lo dovrebbe qualificare), e se saremo costretti, nonostante tutto, ad abbandonare anche questa speranza, ne daremo diretta e ufficiale comunicazione.

da Tarciso Torregiani
circolo Sviluppo Economico e Servizi-Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 26 maggio 2008 - 3931 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, circolo Sviluppo Economico e Servizi-Senigallia, Tarciso Torreggiani





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