Giornalista del Corriere aggredita dai familiari di Francesca Lorenzetti

20/07/2008 - Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti delle Marche esprime solidarietà e vicinanza alla collega di Corriere Adriatico aggredita da alcuni componenti della famiglia di Senigallia colpita da un grave fatto di sangue.


Oltre all’aggressione fisica (tanto da dover ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso) la collega è stata costretta a consegnare il proprio telefono cellulare che è stato controllato dalle stesse persone che l’hanno poi pesantemente aggredita.


I cronisti che si occupano dei fatti di cronaca nera svolgono un compito difficile e ingrato, ma è loro dovere cercare responsabilmente notizie su quanto è avvenuto per informare correttamente e compitamente i lettori. I giornalisti sono consapevoli che, in vicende luttuose e dolorose come quella avvenuta giovedì a Senigallia, chi è colpito direttamente da una tragedia non gradisca l’inevitabile invadenza di chi ha il compito di raccontare ciò che è avvenuto, rispettando il dovere etico della “verità sostanziale dei fatti”.


Ma nessuna situazione e nessuno stato d’animo giustificano l’aggressione che resta un fatto di intolleranza e di inciviltà da condannare con fermezza e senza riserve.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti delle Marche in più occasioni ha invitato i colleghi a rispettare la “dignità delle persone” (sempre e comunque) e a muoversi con la necessaria discrezione soprattutto in occasione di gravissimi episodi di cronaca come quello avvenuto giovedì in strada, a Senigallia.

Solo immaginare che la cronista possa aver fotografato il cadavere della vittima sulla pietra dell’obitorio significa avere una concezione assolutamente deviata dell’informazione e del lavoro dei giornalisti.

Il fatto che l’aggressione sia avvenuta dopo aver preteso di controllare il telefonino (cosa assolutamente inaccettabile) e aver preso atto dell’infondatezza dell’accusa, dimostra una preconcetta avversione nei confronti di chi cerca di informarsi responsabilmente non certo per “sciacallaggio” ma nel rispetto dell’etica professionale e dei propri lettori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 21 luglio 2008 - 17429 letture

In questo articolo si parla di cronaca, corriere adriatico, Ordine dei Giornalisti, Sabrina Marinelli


Esprimo la mia più forte e incondizionata solidarietà alla collega e amica <b>Sabrina Marinelli</b>.<br />
<br />
Come giornalista non amo seguire i fatti di cronaca, ed ogni volta che sono coinvolto in prima persona in un evento doloroso per me è prendere parte al dolore delle persone coinvolte.<br />
Ed è così per tutti i miei colleghi, al di là del distacco che vedere tanti fatti dolorosi può inevitabilmente provocare e della diversa sensibilità che ognuno di noi ha.<br />
<br />
Essere colpiti da una tragedia come quella della famiglia Lorenzetti è terribile, ma questo non autorizza a compiere uteriori gesti di violenza, ne a vedere i giornalisti come colpevoli di alcunché. Noi ci limitiamo a fare il nostro dovere: raccontare quello che accade.

La mia solidarietà va invece compleatamete ai familiari di francesca lorenzetti, soprattutto per il fatto che se aggressione vi è stata (e visto la giornalista che l\'ha subita mi viene da dire che magari se l\'è anche cercata) decenza vuole che in situazioni del genere si \"abbozzi\" invece di fare un comunicato ridocolo come questo, contro una famiglia che ha subito una tragedia simile. Penso che l\'Ordine dei Giornalisti - Marche, avrebbe fatto meglio a \"lasciar correrre\" ne avrebbe guadagnato in dignità, credibilità e stima, così si è solo coperta di ridicolo.<br />

Paolo

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flavia

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Anonimo

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Chiara G

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L\'ordine dei Giornalisti delle Marche poteva fare a meno di scrivere questo articolo di cattivissimo gusto. Dico di cattivissimo gusto perchè mettere le mani avanti e giustificare con un articolo le azioni dei giornalisti impartendo una lezione di deontologia è gravemente irrispettoso nei confronti di chi sta vivendo probabilmente la più grossa tragedia della sua vita.<br />
Per quanto mi riguarda non è necessario scrivere un articolo di giornale per esprimere la propria solidarietà ad una collega. Il fatto di essere giornalisti non vi da il diritto di speculare sulle tragedie umane.

La pagina di Senigallia del Resto del Carlino di oggi 19 luglio, riporta anche la presenza di un fotografo che accompagnava la giornalista ed a cui è stata tolta la macchina fotografica.<br />
Questo non sminuisce l\' atto intimidatorio nei confronti della giornalista, ma aiuta però a comprendere, se questi sono i fatti come riportati dal RdC, la esagerata, ingiustificata, deprecabile, chiamiamola come vogliamo, reazione di una famiglia già sotto stress, ed in considerazione del luogo dove è avvenuto tutto ciò, e la macchina fotografica.<br />
Mi chiedo solo se in certi momenti, almeno in questi, uno non abbia diritto ad un minimo di quella parola che risponde al nome di privacy e di comprensione da parte di chi svolge un lavoro ingrato, ma sempre un lavoro. Un semplice dubbio mi assale...saranno stati rispettati i tempi giusti per un approfondimento ? Non credo che la giornalista avesse appuntato al petto il cartellino con la scritta Press...come avrebbero potuto capire che avevano al loro cospetto una giornalista, se la stessa non si fosse presentata e per di più accompagnata dal fotografo ?<br />
Voglio augurarmi solo, a mente fredda, che prevalga il buon senso, da entrambe le parti e che tutto termini con un nulla di fatto<br />
Franco Giannini

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Solidarietà anche da parte mia a Sabrina Marinelli. Mi dispiace per il momento doloroso che stanno vivendo i familiari della povera donna uccisa, ma prendersela in questo modo con i giornalisti è inaccettabile! Se intrusione indebita vi è stata i familiari dovevano rivolgersi alla polizia e non passare alle mani! La violenza non è giustificabile!<br />

Anonimo

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daccordissimo con serseil giornalismo e\' diventato uno schifo e non più un informazione, cosa ce ne frega della solidarietà alla giornalista, già è molto che stiamo qui a darle tutta questa importanza, qui le vittime sono altre non loro. <br />
dovrebbero rimanere nel loro dolore senza tante rotture di scatole. Ma insomma, ma non vio vergognate mai????

E\' vero. I giornalisti sono pressanti. A volte, invadenti. Ma fanno il loro mestiere: quello di fornire quante più notizie possibili sul \"fatto del giorno\". E qual è il fatto del giorno? Quello che tiene gli avventori di un bar incollati ad una pagina di giornale per più di due minuti consecutivi. Cercano ad ogni costo lo scoop? Pure questo è il risultato del nostro comportamento e - mi permetto sommessamente di aggiungere - imbarbarimento. Fintanto che preferiremo leggere con chi è andato a letto un ministro, piuttosto che quali provvedimenti politici ha preso, o cosa è successo nella casa del Grande Fratello, piuttosto che nei Centri di accoglienza temporanea per immigrati sarà sempre così. <br />
<br />
I giornalisti lo fanno per far vendere più copie alla loro testata? E allora? I giornali non sono la confraternita del buon viandante, sono imprese. E se vogliono continuare a esistere, devono vendere. Che c\'è di strano? Anzi, più vendono, più possiamo sperare che l\'informazione sia LIBERA (scusa le maiuscole, Michele). Perché altrimenti i giornali devono essere finanziati da qualcuno. Un qualcuno che può influenzarne la linea editoriale (dei mecenati disinteressati s\'è perso da un pezzo lo stampo, in Italia!). Ma veramenmte pensate che in Italia vi sia libera informazione? Ma quando mai! Qui sul blog, forse. Ma in TV, sopratutto, e sulla carta stampata ho i miei dubbi. <br />
<br />
E poi, questa vicenda fa stringere il cuore: violenza che si aggiunge a violenza. Quasi a dimostrare che - se sotto stress - il genere umano ormai non abbia in sé nessun\'altra risorsa per reagire a ciò che sente come un abuso, se non la violenza... Siamo proprio messi bene!

Sulla prima pagina del Resto del Carlino di oggi 19/7, campeggia la foto in grande di uno/a dei due feriti, in primo piano, dell\' incidente d\' auto accaduto a Roma, ancora incastrato tra le lamiere dell\' auto, mentre i VF lavorano per estrarlo.<br />
Questo non è giornalismo ( la cronaca la si legge poi all\' interno), è solo ricerca di attenzione, sensazionalismo, di scoop, di vendita, di business.<br />
Non credo neppure nella validità del \"giornalista d\' assalto\", che avvicina qualche famigliare, come ormai siamo abituati a vedere di continuo in TV, e pone domande al famigliare di turno, in casi di lutti, quali \"...ci dica signora/e, come si sente in questo momento...\". Domande stupide, insignificanti a cui si può replicare o con un pietoso silenzio o con reazioni brusche. Sono d\' accordo che il pubblico dei lettori oggi vuole questo, \"gode\" del dolore, delle lacrime, del sangue altrui ( fa male dirlo ma ci siamo abbruttiti) e poi magari si vergogna ad affermarlo ed allora magari scatta il falso perbenismo (il numero delle letture, qui, insegna!). Ma a questi professionisti che fanno il loro lavoro perchè hanno o avranno famiglia, dico si, bravi per l\' impegno che mettono, coraggiosi per i rischi a cui vanno incontro, ma anche attenzione a quanta generosità impiegate in fatto di rispetto per il dolore altrui e soprattutto attenzione a calcolare i tempi giusti prima di avvicinarvi agli involontari \"interpreti\" delle tragedie. Penso anche che si debba tenere sempre in evidenza che si inizia come \"cronisti\" con la speranza di divenire \"Giornalisti\" e non viceversa solo per il fatto di esserne stati investiti dall\' ordine con la tessera agognata. <br />
I Biagi, i Montanelli, i Scalfari e tanti altri hanno \"illustrato\" pagine e pagine di giornale affidandosi alla facilità delle loro \"penne\", come allora si usava dire e fare.<br />
Che oggi il business prevalga su tutto è un dato di fatto, che non posso certo io modificare, ma accettarlo incondizionatamente, con un plauso perchè così fan tutti, mi sembra troppo da rinunciatario.<br />
Franco Giannini <br />

Tutti questi commenti non possono che far riflettere.<br />
<br />
La prima riflessione è questa: al di là di come un giornalista faccia il suo dovere la reazione è stata spropositata. Non si prende a calci e pugni una ragazza fino a farla svenire. Punto.<br />
Si possono avere tutte le ragioni del mondo, ma dopo un\'azione del genere si passa dalla parte del torto.<br />
<br />
La seconda riflessione la dedico al giornalismo in generale. A me non piace la cronaca. Concordo con chi critica i cronisti dei TG che vanno a chiedere ai famigliari delle vittime \"come si sente?\" e amenità simili. Questo accade sostanzialmente per due motivi: la gente non cambia canale quando lo vede, i cronisti sono costretti a comportarsi così dai redattori, pena la perdita del posto, i quali non vivono queste esperienze sul posto e non si rendono conto dell\'umanità delle situazioni.<br />
Marco Benarrivo, ad esempio, è stato allontanato dal Messaggero perché si è rifiutato di eseguire una di queste cose richiestagli dalla redazione di Ancona. Ora è in causa.<br />
<br />
La terza riflessione è per questo giornale. Quando ho iniziato, 5 anni fa, non avevo in testa come volevo che diventasse, e poco a poco, grazie soprattuto ai suggerimenti ed ai commenti dei lettori è diventato quello che è.<br />
Errori ne abbiamo fatti tanti, ma sempre abbiamo dato a tutti la possibilità di criticarci, e dalle critiche abbiamo imparato a fare un giornale migliore.<br />
Anche se c\'è chi giurerebbe il contrario, non credo che abbiamo mai toccato gli eccessi di cui si è parlato in molti commenti. Questi fatti però ci stimolano a continuare a riflettere e a non perdere mai di vista l\'umanità che sta dietro ai fatti di cronaca. Anche con l\'aiuto e le critiche dei nostri lettori.

Semmai non fosse stata sufficientemente chiara nel mio commento precedente, lo ripeto dichiarandomi assolutamente d\'accordo con Michele: no, non si prende a calci e pugni una ragazza fino a farla svenire. Punto. Non ci sono graduatorie nella violenza e nei moventi che la scatenano. Spero che la giornalista abbia sporto denuncia. Auguri a lei. <br />

Vorrei sottolineare, perchè mi sorge il dubbio di non essere stato sufficientemente chiaro, che anch\' io ripudio la violenza, qualsiasi tipo di violenza, anche la verbale, a prescindere. E spero anche, come già espresso sopra, che in questo fatto prevalga l\' intelligenza delle parti, evitando, a quel che pare giusto a qualcuno, un appesantimento di lavoro per la Magistratura ed inutili spese giudiziarie. Da persone civili, quali dovremmo essere, uso il condizionale ed il male sta proprio nel dover essere costretti ad usarlo, basterebbe una spiegazione a mente fredda, microfoni spenti e fotografi in vacanza, e l\' epilogo suggellato con una stretta di mano.<br />
Non farà audience, ma sicuramente ci ricondurrebbe sui sentieri del buon senso umano.<br />
Ma forse ci sarà qualcuno che dirà che questo è falso buonismo !!<br />
Franco Giannini

PRECARIATO: è racchiuso in questa parola il problema. E\' interessante leggere tutti i commenti di chi fa il moralista, di chi punta il dito contro i giornalisti troppo invadenti e troppo poco rispettosi di una famiglia in lutto. Se i giornalisti fossero assunti con un regolare contratto di lavoro, a fronte di una richiesta dei capo redattori di fare interviste davanti all\'obitorio, potrebbero anche permettersi di fare discorsi sull\'etica professionale e di rifiutarsi di fare il lavoro.<br />
<br />
Ma la realtà è un\'altra: se non lo fai, perdi il posto, e basta. E chi fa il giornalista come lavoro a tempo pieno, dove va a mangiare? Al supermercato accettano gli Euro, non i discorsi filosofici. <br />
<br />
Certo, ora tutti i moralisti potrebbero dire che tutti dobbiamo impegnarci per cambiare il mondo editoriale, rischiare di perdere il lavoro solo per dimostrare qualcosa, ma è facile sfondare un muro utilizzando come ariete il muso degli altri. <br />

sono del tutto d\'accordo con Brontolone42 e MariangelaParadisi ed altri<br />
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a me basta sapere i fatti, non c\'è bisogno di vedere il dolore, le singole macchie di sangue, cadaveri, corpi del reato.. una volta si faceva veder ed era sufficiente il corpo sotto un lenzuolo negli omicidi di mafia e la mafia è il peggio del peggio<br />
<br />
la tv e i giornali oggi sono solo commerciali, come la musica, non c\'è più arte, così non serve a niente (e venderà sempre meno, poi stancano), anche l\'OdG ha stancato<br />
<br />
per il dolore c\'è una cosa che l\'antropologia chiama \"empatia\"

\"L\'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s\'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio\" (montanelli)<br />
<br />
te è da adesso che hai perso mi sa, e se anche avessi ragione, ritardi solo un\'agonia

madai

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Michela

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Off-topic

Io ne ho varie di cose da raccontare ai giornalisti professionisti che si occupano di senigallia in primo luogo e della Provincia di Ancona in generale...a patto però che poi le scrivano senza censure e/o limitazioni...<br />
<br />
stanco in vacanza a senigallia

Borella, lascia perdere.<br />
Come se la professionalità dipendesse dal tipo di contratto di lavoro. Non dipende dal contratto, dipende dal manico. E quello, come il coraggio di Don Abbondio, o ce l\'hai o non ce l\'hai.<br />
Ti faccio due esempi, poi tira tu le conclusioni.<br />
Giancarlo Siani, ucciso a 27 anni dalla camorra nell\'85, era un precario del Mattino di Napoli, prendeva due lire al mese per fare il cronista.<br />
Bruno Vespa ha un contratto da favola alla Rai, non c\'è nessuno più \"autorevole\" e inamovibile di lui, ha un contratto di lavoro regolarissimo.<br />
<br />
Chi dei due onora il mestiere di giornalista? Io non avrei dubbi.

Mariangela, tu che sei una giornalista e dirigente di un partito di cose ne saprai e pure molte...<br />
Molte di più di quanto ne sappiamo noi che siamo comunissimi cittadini e già ne sappiamo tante...<br />
Inutile negare che sia a livello nazionale sia a livello locale siano spariti i fatti, non esistono più notizie, un pò perchè dalle nostre parti le devi aspettare come la pioggia (quando arriva, arriva) ma soprattutto perchè sai benissimo dell\'esistenza di una logica editoriale e padronale che di fatto con particolari movimenti (se penso alla ponderazione delle parole oserei dire chirurgici) imbavaglia troppo spesso la bocca della verità e condiziona di conseguenza la vita quotidiana delle persone (cfr. le ultime elezioni politiche)...<br />
Il problema è che queste vicende fantomatiche che si aggirano spesso anche in una città come senigallia, tant\'è che si avvertono nell\'aria da tutti, non vengono mai raccontate e si limitano dunque a chiacchiere da bar, da panchina o da sotto l\'ombrellone...<br />
Vengono sminuite a pettegolezzi e cattiverie.<br />
Non è così.<br />
In certuni casi sarebbero da prima pagina o da far cadere qualche testa (in senso figurato).<br />
Perchè ad esempio a tutt\'oggi si sa di certuni elementi, imprenditori conosciutissimi, che vantano rispetti e cariche onorarie presso decine di associazioni cittadine e non che non hanno liquidità nemmeno per pagare i dipendenti, ma non vengono menzionati da alcun cronista???<br />
Della politica poi, per l\'amor di Dio, non ne parliamo...<br />
Lo scopo dell\'informazione è proprio anche quello di mettere in guardia con l\'equazione: se lo conosco, lo evito...<br />
Ma continuiamo invece a spargere la voce solo quando la frittata è fatta (cfr. caso Parmalat)...<br />
<br />
stanco in vacanza a senigallia

Bello quello che scrivi...<br />
io ti posso fornire indicazioni per un articolo scottante relativo a ciò che menzioni capitatomi in prima persona, con tratti puramente scandalistici. Certamente il tutto correlato da nomi e cognomi di personaggi assai \"caldi\"...<br />
Naturalmente quando lo farai pubblicare ti consiglio di farti trovare a 15000km. di distanza minima dall\'Italia. Sono di casa in un paese del Sudamerica e potrei anche aiutarti a fuggire come successe in Germania con l\'operazione Odessa...<br />
<br />
stanco in vacanza a senigallia

Se si potesse capire però perchè una famiglia frustrata dalla perdita inaspettata di una cara parente si scaglia rabbiosa su una giornalista ed il suo cellulare...non credo che il dolore faccia normalmente sfogarsi sul primo che passa vicino...<br />
<br />
Le riflessioni da fare sono 3:<br />
<br />
-il cellulare, lo strumento più porco del terzo millennio<br />
<br />
-il giornalismo, indipendentemente da questo fatto, dove vuole arrivare?? quale futuro??<br />
<br />
-la violenza, comunque inaccettabile anche in situazioni di grande sconforto<br />
<br />
Le mia solidarietà la voglio esprimere a Michele Pinto e la sua giovanissima redazione affinchè possano crescere sempre di più e sentirsi slegati da logiche padronali che si collocano dietro i colli sottoforma di fauci aperte, come a chiunque voglia iniziare questa attività in assoluta indipendenza...<br />
<br />
stanco in vacanza a senigallia<br />

anonimo

qualcuno sa dirmi il luogo dove è stata aggredita la giornalista?

E\' molto facile chiedere agli altri di fare gli erori, quanto è facile trovare delle scuse per non fare gli eroi.

senisenigalliese

Io la fine di Siani non la voglio fare perchè sono una persona normale. Lui no, lui era un eroe, persone rarissime, altrimenti non sarebbero eroi. Prova a chiedere a 100 persone quante vorrebbero essere come Siani e quante come Vespa. Non lo so, troppa demagogia....Vespa ha successo perchè lo guardano, perchè piace, lo volete capire o no ! Nessuno obbliga nessun\'altro a guardarlo, basta sciacciare il tasto del telecomando per farlo andar via ma nessuno lo fa. E nessuno lo fa perchè la maggioranza dei nostri concittadini lo vuole vedere. Ammiro persone come Siani, Impastato o Saviano perchè sono eroi, esempi per noi gente normale.

il consiglio di Montanelli è \"solo\" per essere e rimanere uomini<br />
<br />
essere eroi è qualcosa di più, tipo i giornalisti e le loro trasmissioni nell\'invasione della primavera di praga<br />
<br />
volete essere eroi e rischiare la vita come loro? fate un bel reportage sui rifiuti clandestini che arrivano nelle Marche (anche sentendo l\'avv. Canafoglia) ..xò rischiereste sul serio, cosa che non passa per l\'anticamera del cervello a nessun membro di quell\'ordine marchigiano

Tutta la mia solidarietà a Sabrina che anche conoscendola poco sono certo che non meriti affatto un trattamento del genere.<br />
Bisogna anche capire il dolore dei familiari di Francesca ma ci sono altri modi di negarsi ad un giornalista.<br />
Ho sentito tante menzogne contro i giornali e i giornalisti,forse queste persone sono abituate ad commentare i fatti e istruire processi solo basandosi sulle chiacchiere nei bar.

Comprensibile si, accettabile no.<br />
Per quanto provato dal più forte dei lutti nessuno è giustificato dal fare quanto è stato fatto.<br />
La giornalista era stata troppo opprimente/petulante o quant\'altro?<br />
Allora si poteva accompagnare con decisione alla porta e chiudere.<br />
Tutto il contorno, per quanto lo possa comprendere data la situazione, non lo giustifico.

Patrizia

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Però convieni con me, Serse, che a furia di far correre alla fine si rischia ... di far correre su tutto?<br />
L\'Ordine dei giornalisiti ha giustamente preso posizione per l\'assalto ad un loro membro, a prescindere: in un altro contesto si sarebbe scatenato un chissà quale putiferio se non l\'avesse fatto.<br />
<br />
Ripeto quanto ho detto da un\'altra parte: posso capire la reazione di \"sfogo\", ma non giustificarlo (se non in minima parte, proprio per il grave ed ingiustificato lutto che ha colpito la famiglia).

Sono d\'accordo con quanto dici. Però, non sono una dirigente di partito, e ci tengo a non esserlo (\"la libertà non ha prezzo\", come dice lo spot). Non sono una giornalista, anche se scrivo (gratis) per un quotidiano. Non voglio millantare un credito che non ho (se diventassi pubblicista, te lo faccio sapere).<br />
Sono un umile professore universitario di economia. Ciao.

Solidarietà e cordoglio ai famigliari, non si può prescindere da questo. <br />
Comprensione ad una persona che cerca di fare il proprio lavoro. Se lo fa bene o lo fa male, decideranno i suoi refrenti all\'interno del giornale.<br />
Semmai il problema è un altro, riguarda l\'intero sistema dei mass media. Avete mai visto il telegiornale di Italia1?, oppure il Tg2, o quello di Emilio Fede? Avete mai perso un minuto di tempo per analizzare gli articoli di cronaca nera che raccontano i fatti accaduti in giro per l\'Italia?Ebbene non vi è nulla. in quei pezzi di diverso da quello cha ha scritto Sabrina Marinelli. Semmai siamo noi, condizionati e condizionatori al tempo stesso a contribuire affinchè la stampa o i TG vengano confezionati in quel modo. E\' sempre stato così, in modo particolare lo è nei momenti di crisi economica, quando la cronaca serve per distogliere l\'attenzione da altri problemi, la stampa del regime lo ha codificato in maniera ineccepibile.<br />
Allora perchè aggredire una giornalista che fa solo il suo lavoro? Non vi sono giustificazioni per un atto di tale vigliaccheria. Non esistono motivi sufficienti per accettare un comportamento di tal genere. Basti pensare che a fronte di eventuali sorretti comportamenti, vi sono sufficienti rimedi legali per tutelare i propri diritti.<br />
Sostegno e solidarietà per Sabrina Marinelli e quanti, come lei, fanno un lavoro spesso ingrato.

anonimo

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Forse molti di voi non hanno capito ancora come si sono svolti i fatti: io ero li presente e la signora giornalista si aggirava nei pressi e all\'interno dell\'obitorio ancor prima che la mia amica Lucia eseguisse il riconoscimento della mamma(né io né Lucia sapevamo che si trattasse di una giornalista).<br />
La signora giornalista ha aspettato-probabilmente- il momento propizio per entrare quatta quatta all\'interno della camera ardente per fotografare il feretro. La chiamate informazione questa?E soprattutto: lo chiamate rispetto?. Non aggiungo altro.Probabilmente io avrei fatto

Non mi risulta che il feretro sia stato fotografato. Giornalisticamente non avrebbe senso farlo.<br />
<br />
Ma, anche se così fosse, questo giustificherebbe calci e pugni?<br />

emanuele

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Noi non fotografiamo mai il feretro. La foto non servirebbe. E in ogni caso, non giustifica calci e pugni.

\"di notizie ne abbiamo avute abbastanza,non vi era nessun bisogno di andare alla camera mortuaria,\"<br />
<br />
Questo lavoro non lo hai mai fatto. Leggi i commenti sopra, spiegano tutto. <br />

Nell\'articolo dell\'Ordine si legge così: \"<I>Solo immaginare che la cronista possa aver fotografato il cadavere della vittima sulla pietra dell’obitorio significa avere una concezione assolutamente deviata dell’informazione e del lavoro dei giornalisti.</i>\".

Perfettamente daccordo, è chiaro che hanno cercato di mettere le mani avanti per evitare accuse di mancata professionalità. Informazione va fatta, ma certi giornalisti sono adatti, altri meno.

vorrei vedere te al posto dei familiari, come reagivi...senza il diritto di piangere in pace, senza rispetto per la salma.<br />

Ci sarebbe da aggiungere che l\'ingresso all\'obitorio era stato vietato a tutti, all\'infuori dei familiari e dalle persone da questi autorizzate. Viene allora da chiedersi il perchè non sia stato rispettato tale divieto. Ciò nonostante reagire in quel modo serve solo a passare dalla parte del torto. Bastava sporgere denuncia per far passare guai ben più seri di qualche ecchimosi alla giornalista. Ma nei momenti di dolore purtroppo non sempre il buon senso prevale.

Sabrina mi ha raccontato i fatti, li riporto:<br />
<br />
E\' arrivata nel pomeriggio, non è entrata nell\'obitorio ma è rimasta nel cortile, oltre la siepe distante circa 50 metri.<br />
<br />
Il figlio della vittima ha visto Giancarlo, il fotografo del Corriere, e gli ha detto sgarbatamente di andarsene. Sabrina e Giancarlo si sono allontanati per tornare richiamati dalle figlie, le quali hanno aggredito Sabrina strappandole di mano il cellulare e la borsa e picchiandola.<br />
<br />
I carabinieri hanno accompagnato la giornalista al pronto soccorso dove sono state refertate lesioni violente.

Calci e pugni assolutamente no. Radiazione dall\'albo si. Penso che prima di tutto siamo persone, poi giornalisti. Forse era il caso di avere un pò di rispetto verso il corpo di Francesca, tanto più che mi dite non era neanche utile al lavoro di giornalista fotografare. Presentarsi con il tesserino e non infiltrarsi sarebbe stata un\'altra mossa corretta. Di fronte alla gentilezza, all\'onestà ed alle buone intenzioni si risponde sempre con altrettanta gentilezza, anche in condizioni di estremo dolore. Alle azioni organizzate di nascosto ed atte a \"rubare\" non sempre è facile rispondere bene.<br />
Consiglio utile a tutti. Contiamo fino a 100 prima di fare ca****e!

Già se si fosse completamente all\'oscuro dei fatti sarebbe difficile credere ad un racconto simile. I fatti mi sono stati raccontati da più persone di cui, senza offesa, mi fido più della giornalista. Tanto più che c\'erano dei carabinieri sul posto, e potranno essere loro testimonianza super partes. Il comunicato stampa è a conferma della anticipata difesa in favore della giornalista. In Italia è sempre la solita storia...chi ha il potere di comunicare detiene anche la verità (e in questo ringraziamo VS che ci lascia la possibilità di replicare...qualcuno a visto il tasto commenta sul sito del Corriere??)

Marco Benarrivo_ex schiavo

L\'ordine dei giornalisti dovrebbe vergognarsi del fatto che in tutti i giornali esistano persone che si dedicano 24 ore al giorno a fare il lavoro sporco per 500 altrettanto sporchi euro al mese senza tutele, senza rimborsi spese e senza contributi (e senza neanche la corazza per difendersi dalle bastonate).<br />
<br />
L\'Ordine dei Giornalisti dovrebbe ricordarsi di Sabrina Marinelli e di tutti quelli come lei tutti i giorni.<br />
Non solo quando accadono certi episodi o quando a gennaio scade il termine per pagare la quota dell\'ordine (105 euro buttati nel cesso).<br />
<br />
I primi aggressori di Sabrina Marinelli sono gli sporchi editori che sfruttano il lavoro con la compiacenza di sporchi giornalisti arrivati, pantofolari e paraculati che completano l\'opera di sfruttamento. Il tutto mentre quelli dell\'Ordine si voltano a guardare altrove per non guardare come si comportano certi propri iscritti.<br />
<br />
I call center rispetto ai giornali sono il Parasiso. Ma nessuno lo scriverà mai o ci farà mai un film.<br />
<br />
Quelli dell\'Ordine dei Giornalisti sono capaci solo di buttarla in politica per fare le loro battaglie ideologiche.<br />
Tanto nel frattempo i giornali glieli scrivono gli schiavi come Sabrina Marinelli e come tanti altri.<br />
<br />
In bocca al lupo a Sabrina.<br />

Il confine è molto labile.<br />
Sono certo che stavolta il confine è stato superato.<br />
Sono altresì certo che i parenti della vittima abbiano esagerato.<br />
Riesco a giustificare i parenti della vittima, di certo io avrei fatto di peggio.<br />
Provo anche a capire le motivazioni di Sabrina Marinelli.<br />
Quello che è certo però è che commento spesso su VS ma su questa storia non volevo scrivere ne commentare nulla. Il fatto però che ci siano oltre 40 commenti la dice lunga sulla nostra fame morbosa di notizie come questa.<br />
Senza parlare delle voci che girano nella nostra città riguardo ai due protagonisti del fatto, la vittima e il carnefice anche da gente che probabilmente non li ha mai visti. La storia incomincia sempre nello stesso modo, \"Mi ha detto un amico che li conosceva bene........\". Ho sentito di tutto a discolpa o a colpa di uno e dell\'altra. Qualcuno è arrivato a giustificare cose ingiustificabili, altri......no stavolta mi censuro da solo e non dico nulla. Dico solo che la Signora Lorenzetti è stata tumulata e chiedo di stendere un velo pietoso sulla vicenda. Sarà possibile?

matteo b.

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Si parla della Giornalista, ma del Fotografo?<br />

A me pare che la scuola giornalistica senigalliese peggiori di giorno in giorno. Prima la foto del suicida tra le altalene ora una giornalista d\'assalto a caccia di foto ch non avrebbero aggiunto niente alla tragedia che tutta la città sta vivendo.<br />
I comunicato è ridicolo e vergognoso. Io spero che questo schifisca a tal punto i lettori da smettere di leggerlo. <br />
La gente, i lettori, si nutrono di ciò che gli dai. Non cercano macchie di sangue e foto degli ultimi istanti della vita. Si fa solo ed esclusivamente per squallide ragioni di mercato. <br />
E comunque il moderatore di commenti farà in modo di metterlo tra quelli sconsigliati, vistop che in chiaro ci sono solo quelli a supporto della cricca dei giornalisti senigalliesi.<br />

Off-topic

Vorrei che qualcuno spiegasse ai lettori perché questo commento è stato definito \"scnsigliato\", non mi sembra né lesivo né offensivo verso chicchessia.

Io dico che <b>la libertà di stampa e d\'informazione</b> dovrebbe essere tutelata ad ogni costo, come fosse una specie in estinzione. <b>E\' il pilastro della democrazia!</b>. <br />
<br />
Dico pure che questa libertà in Italia non c\'è, e che ciò che scrive Marco Benarrivo è sacrosanto. Che se i giornalisti precari devono guadagnarsi il rinnovo del contratto a suon di scoop, i rischi di invasione della privacy ci saranno sempre.<br />
<br />
Dico che tutti noi italiani sottovalutiamo il problema della libertà d\'informazione, tanto è vero che non ce ne frega niente del conflitto di interessi del nostro presidente del consiglio o della lottizzazione politica della Rai.<br />
<br />
Che preferiamo farci ammaestrare come scimmie, piuttosto che sforzarci di pensare col nostro cervello per farci una opinione personale su quanto succede nel mondo. <br />
<br />
E spero, a questo punto, che Sabrina l\'abbia fatta davvero grossa (grossa da denuncia all\'ordine dei giornalisti) perché si possa almeno tentare di intuire il motivo per il quale è stata mandata all\'ospedale addirittura dalle due figlie della signora.<br />
<br />
Perché questa vicenda, da qualsiasi parte la si giri, è vergognosa e sconvolgente. E\' un allucinante inno alla violenza dall\'inizio alla fine. Violenza che noi stiamo qui a tentare di spiegare e giustificare, anziché condannare \"a prescindere\" come si fa in un paese civile! <br />

Francesca

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Lei sottovaluta l\'intelligenza della \"gente\" e dei lettori, io credo. Ed mi sembra un po\' ipocrita considerare squallide le \"ragioni di mercato\" di un giornale, quasi che i giornali fossero onluss, quando tutti noi le invochiamo, quelle ragioni, quando andiamo a fare la spesa e torniamo a casa furenti perché la \"lobby\" dei panettieri ha aumentato il prezzo della pagnotta. <br />
<br />
Decidiamoci: vogliamo la botte piena, o la moglie ubriaca? O vogliamo essere tutti americani solo quando ci fa comodo? Le \"ragioni del mercato\" o ci sono, o non ci sono.

Michela

Commento sconsigliato, leggilo comunque

evidentemente se l\'è cercata<br />

Ma se lei non era presente cosa vuole commentare.<br />
Ricordati che se non c\'erano i carabinieri forse le conseguenze per Sabrina sarebbero state ben piu\' gravi.Sicuramente lei fa parte dei giudici da bar che parla solo per sentito dire e amplifica ogni volta che inizia di nuovo il racconto.<br />
Sabrina non era all\'interno e nemmeno le è passato per la testa di entrare.Non voglio andare oltre per non offendere nessuno,però alcuni dovrebbero farsi un\'esamino di coscenza.

Esprimo la mia più forte e incondizionata solidarietà alla giornalista Sabrina Marinelli che stava solo facendo il suo lavoro che è quello di riportare nel modo più esatto e documentato le notizie che succedono. Se poi vogliamo essere moralisti e bacchettoni va bene per tutto ma ho l\'impressione che oltre 5.000 letture di un articoli dimostrino che la gente vuole essere informata oppure è curiosa? E non si può negare questa realtà del mondo moderno giusto oppure sbagliato? Non aspetta a me giudicare questo comportamento.

Completa solidariertà ai familiari. Se ti invitano ad andartene in una situazione del genere te ne devi andare, qualunque sia il lavoro che stai facendo. Certi momenti devono restare privati, non ce ne frega niente di leggerli sul giornale.

D\'accordo al 100% con Mariangela Paradisi.<br />
Chi giustifica la violenza si dovrebbe solo vergognare.

Perchè continuare a chiamarli giornalisti? Sono persone che lavorano in un giornale, i giornalisti sono fortunatamente altra cosa. E così come la casta politica si difende, quella dei magistrati pure, quella dei commercianti lo stesso e potrei continuare, perchè quella dei \"giornalisti\" non dovrebbe farlo?<br />
Cambiano le persone, ma i comportamenti sono sempre gli stessi...

Quindi la violenza in alcuni casi è giustificabile...<br />
E quali sarebbero questi casi? E chi li decide?

zeniba

Commento sconsigliato, leggilo comunque

E quali sarebbero, i giornalisti? Quelli veri? Quelli che - al giorno d\'oggi - non appartengono a clan, politici o di affari, di sorta? Fammi qualche nome, a parte Michele e Marco Benarrivo. <br />
<br />
Tu lo sai che l\'ANSA, l\'agenzia che raccoglie e divulga le notizie, è finanziata dalla politica (anche nelle Marche)? Questa ti sembra libera informazione? E noi stiamo qui a prendercela con una ragazza che tenta di fare il suo mestiere (e se ha deontologicamente sbagliato deve essere denunciata e radiata dall\'Ordine, non mandata all\'ospedale), il mestiere di giornalista (sì, giornalista) giovane e, dunque, presumibilmente \"sfruttata\"? Non ti pare solo una \"guerra tra poveri\"?

SABRINA MARINELLI

Non sarei mai voluta intervenire perchè il solo fatto di prendere la parola mi sarebbe apparso una mancanza di rispetto per la vera vittima di questa intera vicenda. Non dimentichiamoci infatti che la vittima è Francesca Lorenzetti e mi dispiace vedere che l\'articolo riferito a quanto mi è successo sia stato più letto di quello dei funerali. Se intervengo è perchè ho letto tante falsità sul mio conto e ne approfitto anche per ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine, e sono davvero tante, e che non hanno mai messo in dubbio il mio operato. Grazie quindi Michele perchè mi dai la possibilità di ringraziare tutti, anche quelli che hanno letto dall\'estero l\'articolo e mi hanno mandato la loro solidarietà. Riporto di seguito come sono andati i fatti. Sono arrivata con il fotografo e mi sono fermata davanti alle panchine che ci sono di fronte all\'obitorio. Mi sembrava di essere troppo invadente così gli ho detto di fare il giro e ci siamo fermati sul vialetto che c\'è oltre l\'aiuola e la siepe, distante una cinquantina di metri dall\'obitorio. Non sono mai entrata nell\'obitorio ed ovviamente non ho mai scattato la foto di cui mi accusano. Sarebbe stato un gesto macabro. Non sono entrata dentro l\'obitorio nemmeno quando è deceduto mio nonno perchè, nonostante la mia professione spesso mi metta a contatto con la morte, certe immagini per me sono ancora troppo forti da sopportare. Mentre eravamo in un angolino senza dare fastidio a nessuno ci è stato chiesto di andarcene e stavamo per farlo, poi siamo stati richiamati ed io, molto ingenuamente, sono tornata indietro credendo che i parenti volessero dirmi qualcosa. Hanno invece scavalcato la siepe e mentre qualcuno mi ha sottratto cellulare e borsa altri hanno iniziato a picchiarmi. Non vado oltre nel racconto perchè comunque rispetto e perdono le persone che mi hanno aggredito. Quando sono intervenuti i carabinieri mi hanno portato al pronto soccorso, dopo uno svenimento e lì i medici mi hanno refertato lesioni violente come ha già scritto Michele. Io spero di non leggere altro perchè non ha senso andare oltre e lo dico nel rispetto di Francesca Lorenzetti. Ribadisco che ho perdonato queste persone e non ho bisogno nemmeno delle loro scuse. Riesco a comprendere, anche perchè le mie ferite guariranno con il tempo mentre loro sarà eterna ed è questo il vero dramma.<br />
<br />
Ringrazio davvero tutti di cuore<br />
<br />
Sabrina Marinelli

\"Evidentemente se l\'è cercata\" ???<br />
Sono sconvolta da un\'affermazione del genere...<br />
<br />
Vuoi dire che le vittime sono vittime perché hanno fatto qualcosa per cui esserlo?<br />
Tutte le vittime se la sono cercata o solo quelle che decidi tu?<br />
<br />
Ma vi rendete conto della gravità di un\'affermazione del genere?<br />
Significa autorizzare un reato perché qualcuno ti ha provocato.<br />
<br />
Ma avete idea di quante provocazioni e ingiustizie si subisce nel corso della vita? Ciascuno di noi ha subito un\'ingiustizia, e non è autorizzato a picchiare qualcuno, e viene imprigionato se uccide qualcuno.<br />
<br />
La società si basa sulla capacità di reagire positivamente e in maniera utile a tutto quello che ci capita nella vita, nel bene e nel male. Aiutati dal gruppo sociale, o purtroppo anche da soli.<br />
<br />
Io dico una cosa:<br />
da questa storia terribile quello che viene fuori è l\'immagine di una città allo sbando, violenta, un Far West dove non c\'è neanche lo sceriffo e tutti si fanno giustizia da soli, e tutti parteggiano per chi gli è amico e compare.<br />
Una società così è brutta!<br />
E\' brutta con o senza foto che la ritraggono.<br />
E\' brutta anche se è piena di feste e manifestazioni ludiche sulla spiaggia...<br />
<br />
E\' questo che volete?<br />

Off-topic

A parte il fatto che scrivi cose false, qui nessuno sconsiglierà la lettura del tuo commento fino a che ti firmi.<br />
<br />
Potete accusarmi di tutto ma non di censura. Ma questa volta non mi va di spiegare il perché.

Come molti hanno gia\' scritto, la violenza nei confronti della giornalista e\' stata fuori luogo, esagerata e deve essere condannata; ma in fondo, la reazione dei famigliari di Francesca e\' comprensibile: nei momenti di dolore e\' difficile controllare le proprie emozioni e si puo\' arrivare a commettere gesti impropri. <br />
Per quel che riguarda il lavoro del giornalista mi sono spesso chiesta se esistano dei limiti che non debbano essere superati nel raccontare una notizia. Gurdando i telegiornali e leggendo i quotidiani spesso mi trovo a domandarmi se sia il caso di andare ad intervistare delle persone appena colpite dal lutto per poi trovarsi a scrivere \"la figlia inizia a piangere e non riesce a descrivere il suo dolore\" o cose simili. In questi casi spesso penso che forse ci si dovrebbe fermare ma da un punto di vista giornalistico e\' vero che invece si deve indagare sulla notizia in modo da poter offrire una cronaca dettagliata.<br />
E\' un dilemma per il quale e\' difficile trovare una risposta. In questo caso particolare mi viene da dire che forse era meglio rispettare di piu\' la privacy di questa famiglia, non invadendo un momento come quello che si vive nella camera mortuaria. <br />
Non vuole essere una critica alla giornalista in questione, ma un\'osservazione fatta anche dopo aver studiato per un anno negli Stati Uniti, dove al corso di giornalismo la prima cosa che mi hanno insegnato e\' stata la differenza tra un quotidiano \"serio\" e un tabloid. Le interviste strappalacrime con dettagli sui sentimenti delle persone su un fatto di cronaca simile vengono lasciate ai tabloid; la cronaca dell\'evento senza troppo spazio alla parte \"lacrimevole\" ai giornali che loro chiamano Newspaper. Ora, in Italia non si ha questa divisione o almeno non esiste in maniera chiara. Quindi, anche i giornali piu\' quotati si lasciano andare al sensazionalismo tramite interviste che puntano alle emozioni dei lettori riportando proprio tralci di interviste alle persone coinvolte da un lutto, per esempio. Questo e\' quello che e\' accaduto con il caso di Francesca alla gioralista e al Corriere Adriatico.

...no?!?!? ma soprattutto...cos\'altro volevate sapere/fotografare in una camera mortuaria?!?! Difficile immaginare alternative...!! \"Solo immaginare che la cronista possa aver fotografato il cadavere della vittima sulla pietra dell’obitorio significa avere una concezione assolutamente deviata dell’informazione e del lavoro dei giornalisti.\" La concezione deviata ci viene da errori da voi fatti...tipo difendere questa gente....

Aeiouy, non leggi tutti i commenti, a quanto pare.

Su questo Isa seguo una \"procedura\" tutta mia: se posso cambio canale non appena la cronaca scarta sulle vittime, e non leggo negli articoli le parti vittimistiche.<br />
se non è possibile non leggo e basta.<br />
Ahimè, fossimo di + a fare così sai che picchi negativi diaudience quando fanno queste inutili sceneggiate da melodramma, e in quanto poco tempo i vari TG ricorrerebbero ad altri mezzi...<br />
Ma purtroppo, in un Paese in cui la gente si sente di stare male, chi sta peggio ti fa quasi sentire in buona compagnia:\"mal comune....\" dice il detto.

Il rispetto per questa povera donna e la sua famiglia doveva venirle in mente prima.

marco

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La giornalista ed il fotografo erano lungo il vialetto da cui si vede <br />
l\'obitorio. Un ragazzo si è avvicinato e gli ha urlato qualcosa e loro <br />
se ne sono andati, mentre andavano via due ragazze gli sono corse <br />
dietro urlando di fermarsi e loro sono tornati indietro. hanno preso a <br />
lei la borsa ed il cellulare e poi hanno iniziato a metterle le mani <br />
addosso ed è arrivata altra gente arrabbiata<br />

tu non meriti nemmeno risposta!

Io sono sconcertato dalle cose che ho letto!<br />
Innanzitutto non si possono prendere certe posizioni se non si sa nemmeno come si sono svolti i fatti! Giornalista e fotografo stavano semplicemente fuori dall\'obitorio, senza intervistare nessuno e tantomeno fotografare! La giornalista è stata accusata ingiustamente di aver scattato foto con il suo cellulare, le è stata strappata di mano la borsetta e confiscato il cellulare per cercare la foto incriminata, che ovviamente non c\'era! A questo punto è stata aggredita, insultata come la peggiore dei criminali e presa a calci!<br />
Bè, tutto il rispetto per il dolore e la targedia, ma questo non dà il diritto a nessuno di aggredire così una ragazza! E se fosse stata incinta? Adesso le tragedie sarebbero due!<br />
Quindi a tutti quelli che hanno commentato giustificando la violenza, voglio dire di azionare il cervello prima di scrivere certe cose!<br />
E\' facile prendere posizione a favore di chi sta affrontando un dramma, forse perchè è \"politically correct\", ma ragionare non è cosa da tutti!<br />
Comunque da parte mia estrema solidarietà ai familiari di Francesca Lorenzetti per la tragedia che stanno affrontando, ma direi che forse qualche scusa alla giornalista dovrebbero porgerla, magari quando avranno la serenità per farlo!<br />
La rabbia non aiuta a superare i lutti!

Franco

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Queste sono parole sante cara Mariangela.<br />
La violenza va sempre e comunque condannata. A prescindere dai fatti.<br />
<br />
Spesso ci vuole molto più coraggio e molta più forza a parlare e a spiegarsi piuttosto che alzare le mani.

Tutta la vicenda è davvero da archiviare, anche grazie al gesto di Sabrina Marinelli che ha fatto quel che doveva fare, senza entrare assolutamente nel merito di quello che è successo e per il quale comunque la violenza non era la risposta. Magari se da adesso in avanti ci si limitasse a discutere dell\'etica del giornalismo, forse renderemmo omaggio alla memoria di Francesca Lorenzetti ed eviteremmo di crocifiggere Sabrina Marinelli.

Bravo! Concordo parola per parola. Ma pare che il cervello scollegato dalla presa sia un problema diffuso...

Tutta la vicenda è davvero da archiviare, anche grazie al gesto di Sabrina Marinelli che ha fatto quel che doveva fare, senza entrare assolutamente nel merito di quello che è successo e per il quale comunque la violenza non era la risposta. Magari se da adesso in avanti ci si limitasse a discutere dell\'etica del giornalismo, forse renderemmo omaggio alla memoria di Francesca Lorenzetti ed eviteremmo di crocifiggere Sabrina Marinelli.<br />

Commento sconsigliato, leggilo comunque

non credo che sia il luogo adatto per discutere sull\'etica, e non solo del giornalismo!<br />
seguitando a discuterne qui le persone continuerebbero a prendere spunti, giusti o sbagliati che siano, da questa vicenda!<br />

Non giustifico un\'aggressione ma la comprendo, e comprendere non vuol dire nè giustificare nè condividere.<br />
Ho molti dubbi sulla professionalità di Sabrina Marinelli e continuo a pensare che non sia un caso che il fatto sia accadutoa lei e non a qualsiasi altro giornalista locale sia della sua testata che di altre.<br />
La parte più grave e scandalosa, però non è nè l\'aggessore nè l\'aggredito, ma l\'ordine dei giornalisti marche e dil loro comunicato. E\' questa la pietra dello scandalo. Il giornalismo in itlia ha cos\' tanti problemi da risultare osceno per cui sarebbe opportuno l\'ordine dei giornalisti si esprimesse sul altro invece che su un fatto del genere. L\'aver fatto il comunicato vuol dire cavalcare e darsi visibilità sulla morbosità ed il dolore legato a questa terribile situazione.<br />
Il peggio del peggio.<br />
E non centra la vittima, non centra la marinelli e non centra il precariato ma solo lo sciacallaggio e il non senso del limite e della decenza.<br />
<br />
il loro comunicato era evitabile, dovevano abbozzare ... tutto qui.

\"Ho molti dubbi sulla professionalità di Sabrina Marinelli e continuo a pensare che non sia un caso che il fatto sia accadutoa lei e non a qualsiasi altro giornalista locale sia della sua testata che di altre.\"<br />
<br />
Perchè, la conosci?<br />
<br />
\"La parte più grave e scandalosa, però non è nè l\'aggessore nè l\'aggredito, ma l\'ordine dei giornalisti marche e dil loro comunicato.\"<br />
<br />
Il comunicato dell\'OdG era doveroso! Ogni ordine esiste per garantire la professionalità di chi ne fa parte ed e suo compito riprendere coloro che sbagliano e difendere coloro che ritengono nel giusto! Anche l\'ordine sbaglia, perchè è sempre formato da persone, però non credo che si possa criticare il loro intervento che, ribadisco, era doveroso! Sicuramente loro sono a conoscenza dei fatti molto di più di tanti giudici non togati che vedo scrivere su questo sito!

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Vogliamo discutere un po\' di libertà di informazione in Italia? Bene. Leggete qua, è un sito di tra i più accreditati per gli articoli che pubblica: <br />
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000517.html

innanzi tutto potrei anche essere un medico... tu che ne sai?<br />
e poi non c\'è bisogno di essere medici, per fare una riflessione del genere!<br />
o forse non sai nemmeno come ci si rimane incinta?<br />
rimango sempre più sconcertato!

roberto

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Io non ho detto che la violenza è giustificata e tantomeno che ha fatto bene.<br />
Ho detto che evidentemente se l\'è cercata=la giornalista ha combinato qualcosa che ha fatto scattare delle persone che in quel momento erano magari emotivamente fragili.Non ho espresso alcun parere.<br />
poi fate come vi pare..credo che la sola cosa che sia giusto fare e stare zitti. A cominciare da me.L\'unico errore che ho fatto è partecipare a questa discussione insulsa<br />
cià<br />

La discussione mi pare tutt\'altro che insulsa, aleD. Si discute di violenza (e che le figlie di una vittima della violenza usino a loro volta la violenza, mi sconvolge profondamente!). Di etica e deontologia professionale (che non mi pare siano venute meno). Di libertà di stampa. Tutti argomenti più che \"nobili\", non ti pare? Magari se ne discutesse più spesso!

non vorrei fare come silvio che ogni volta fa una precisazione...però mi tocca.<br />
Non volevo dire che è insulso parlare di deontologia professionale e di libertà di stampa, di cui non si parla mai troppo e su cui concordo pienamente con lei, insulso è secondo il mio modestissimo parere trovarsi a dibattere di questi argomenti in questo \"luogo\" e in questi modi. Non sono un assiduo frequentatore di questo sito/forum e probabilmente ho sbagliato io a lasciare un commento.Rispettiamo il dolore della famiglia per favore e rispettiamo la giornalista e il suo lavoro anche se probabilmente (anzi forse) ha sbagliato senza dare sentenze e pareri su fatti così gravi e dolorosi e situazioni in cui, per nostra fortuna, non ci siamo mai venuti a trovare. E lo dico a me per primo.<br />
speriamo di non dover dire più niente perché sennò mi smentirei per la 2^ volta....

Ah allora scusami,ma mi sembrava di aver capito che eri una giornalista ed in ogni modo una dirigente politica locale...<br />
Forse però ti sei espressa un pò male anche tu nei giorni scorsi con i tuoi commenti lasciandolo intendere...<br />

Con tutto il rispetto per le persone colpite da un lutto che ti può sconvolgere la testa, oltre alla vita, questa vicenda per me fa il paio con il caso di quel tipo che sempre a Senigallia ha preso a calci la ragazzina colpevole di avergli investito il figlio con il motorino.<br />
<br />
Se cominciamo a cavillare sulle possibili giustificazioni nel farsi giustizia da sè siamo già a metà strada per diventare dei barbari incivili.<br />
<br />
Nel merito, il mestiere di giornalista è anche questo, lo vediamo quando il cronista di Rai o Mediaset va sotto il naso del parente del morto a chiedere \"lei cosa prova\" \"perdona l\'assassino di sua Moglie/figlia/ mamma/sorella\"? <br />
<br />
E detto questo, se parliamo di etica, cosa dire della gente \"normale\" che continua a prendere il sole al mare con due ragazzine morte affogate lì vicino, come è successo in Campania?<br />

Rispondo a Pinto punto per punto, sperando di non essere censurata come è già successo.<br />
<br />
Prima Questione: Complimenti per il coraggio a giudicare i parenti della vittima in torto. Ce ne vuole davvero tanto. Se tu, come l\'OdG, foste stati zitti stavolta, vi sareste ricoperti meno di ridicolo. Ah...! ...avete omesso le continue e ripetute richieste di essere lasciati in pace dei figli, iniziate il giorno precedente. Visto che siete tanto assetati di dettagli, diteli tutti.<br />
<br />
Seconda Questione: non ti piace la cronaca, ma è necessaria....ah, davvero?!? Quindi difenderai i due \"poveri\" professionisti, suppongo, perchè ritieni che si trovassero lì, in un obitorio,per fare cronaca: per sapere come procedessero le indagini, che direzione prendessero, le intenzioni degli inquirenti (ricordo, in una camera mortuaria...!!!), giusto?!?! Non è che, per caso, erano lì per fare foto che palesassero il dolore privato, per tentare di spulciare tra i discorsi di conforto di chi era lì perchè ci doveva essere (a differenza loro) per sostenere i figli e Lucio una parola in più, per carpire qualche discorso tra i loro cari su cui magari montare uno scoop...no, vero?!? Perchè in tal caso, caro Pinto, vorrei farti notare che nel primo caso parliamo della cronaca da te citata come un dovere, nel secondo di gossip, che già giovedì i tuoi lettori (successivamente ignorati) ti chiedevano di evitare. Cronaca. E Gossip. Diverso. Molto diverso.<br />
<br />
Terza Questione: il tuo giornale va a migliorare?!?! Quindi dopo aver messo le foto del povero ragazzo che alcuni mesi fa si è impiccato, ricevendo una pioggia di critiche, avete ben pensato di inserire anche quelle del marciapede con il sangue...che nonostante le numerose richieste sono rimaste a campeggiare lì belle belle. Chi vi ha difeso dicendo che anche sui telefiornali accade lo stesso, sarà un ammiratore del macabro. Noi che invece desideriamo cambiare l\'informazione pensiamo che è proprio da qui, dal basso (senza offesa), da realtà circoscritte e locali che si possano dare dei segni di rifiuto delle regole imposte dogmaticamente e tacitamente dal \"sistema\" dell\'informazione...non è detto che tutti vogliono vedere repliche di Cogne, ma non possiamo certo partire dalle testae nazionali per ribellarci...speravamo di poterlo fare a partire dalle realtà più piccole e soprattutto, on-line, l\'unica, ultima, tiepida speranza di libertà dell\'informazione. Pare di no...<br />
<br />
Una ex-lettrice (spero con un largo seguito)

Lascia stare. Davvero infelice l\'uscita sul precariato quando si parla di tre figli con una madre defunta e un padre in carcere. Pensaci un pò di più la prossima volta...almeno su questo potevate stare tutti zitti. Davvero squallido.<br />

Ti rispondo anche io punto per punto.<br />
<br />
Quando mai ho censurato qualcuno? Portami anche un solo esempio.<br />
<br />
Prima questione. Chi usa la violenza passa automaticamente dalla parte del torto. Credo che questo sia più che condivisibile.<br />
<br />
Seconda questione. Hai letto come si sono svolti i fatti? da quello che scrivi sembra di no.<br />
Io non c\'ero e non so cosa stessero facendo Sabrina e Giancarlo, ma di certo niente che meritasse quello che poi è successo.<br />
<br />
Terza Questione. I due casi mi sembrano molto diversi. In un caso abbiamo accettato la critica, togliendo la foto, nell\'altro no. Credo sia un nostro diritto giudicare cosa sia informazione e cosa no, così come è un tuo diritto decidere quale quotidino leggere.<br />
<br />
Quasivoglia sia la tua scelta, buona lettura.

Vorrei sottolineare che a corredo dell\'articolo c\'è una fotografia delle macchie di sangue sul marciapiede dove è avvenuto il fatto. Secondo me è inopportuna perchè non dice niente di più sulla notizia e, anzi, fa rabbrividire; altri lettori hanno segnalato nei commenti che sarebbe opportuno toglierla.<br />
<br />
E come mai la foto è ancora lì ?

Off-topic

di Francesca del 21/07/2008 ore 09:27:51<br />
Commento Sconsigliato Leggilo comunque»<br />
RISPETTO RAGAZZI .. CI VUOLE RISPETTO PER CHI SOFFRE!! <br />
<br />
Questo è catalogato come \"sconsigliato\" solo perchè è scritto in maiuscolo ?<br />

Se mi costringi a registrarmi solo per leggere il commento di uno che non si è firmato, scusa, ti chiedo scusa, non sarà censura, ma è una forte limitazione. Chiedo venia per l\'inappropriateza del termine.<br />
<br />
Prima Questione: qui fate tutti finta di non arrivarci a comprendere che essere con una macchina fotografica a fotografare delle persone distrutte dal dolore (visto che non cercavano altro, no?!?! Non volevano entrare, non volevano chiedere \"come state?\" _per fortuna_, non erano in un parco a sgranchirsi le gambe, resta quell\'unico intento, pare) è un violenza?!?!? Una violenza immensa, delle peggiori?!?!? Non lo capite....eppure fate dei grandi discorsoni...mah!<br />
<br />
Seconda Questione: io ero lì. Tu no, eppure sai una cosa \"di certo\". Mah...!<br />
<br />
Terza Questione: dai commenti vedo che anche altri con buona memoria hanno associato le due \"cadute di stile\"...e comunque avete lasciato quella maledetta foto che non informava nessuno di nessuna cosa ma ha aggiunto tanto dolore a quello già incommensurabile di questi giorni.<br />
<br />
Lascia stare.<br />
Per fortuna un\'altra informazione è possibile.<br />
L\'unico modo per salvarvi sarebbe di ammettere pubblicamente che vi siete sbagliati, chiedendo scusa ai familiari.<br />
<br />
Sono troppo vicina al dolore della famiglia per continuare questa discussione. Chiedete scusa e fatela finita.<br />
Chiedete scusa.<br />

E\' la notizia che fa rabbrividire, non la foto.<br />
Non credo che la foto sia inopportuna.

Ragionando in questo modo siamo pronti per il codice del giudice Roy Bean, quello che nel far west amministrava la giustizia in un saloon.<br />
Se la giustizia ce la facciamo da soli,o pensiamo di poterlo fare, quasi quasi finiremo con il condividere il Berlusconi pensiero, quando si fa le leggi ad personam, trucca i processi, accorcia la prescrizione.<br />
Con la violenza non si risolve nulla, non ci si fa giustizia, anzi, al contrario, si provoca un sentimento di rivolta. Torno a ribadire che qualsiasi sia stato l\'atteggiamento di Sabrina, la reazione è stata esecrabile.

Lei MIMMA evidentemente ha una grande pratica di giornalismo, probabile che frequenta le redazioni dei maggiori organi di stampa, quotidiani e periodici, oppure no, non ha mai perso un secondo ad analizzare quello che i giornali scrivono e come lo scrivono, perchè le civette sono sempre sopra le righe, oppure perchè l\'agenda setting stabilisce, in modo netto, quali argomenti trattare e come trattarli.I ragazzi come Sabrina Marinelli nel mondo della stampa di oggi sono più vittime che esecutori, mi creda.

Vorrei farti notare che proprio oggi un fatto di sangue accaduto vicino a Ravenna, vittima un uomo che aveva invitato alcuni ragazzi seduti sul cofano della sua auto a scendere, è stato pugnalato a morte. Ebbene tutti i TG che ho visto hanno riproposto le immagini della macchia di sangue cerchiata dai carabinieri. Come puoi capire evidentemente questo è un modo di fare informazione in Italia oggi, e puoi stare ben sicuro che se questo è il modo, ciò significa che i lettori, ovvero i consumatori della notizia, gradiscono questo tipo di cronaca fatta in questo modo.

Eleonora, stai sbagliando tutto.<br />
Sulle censure: ormai anche i muri sanno che non si censura nulla, ma semplicemente gli utenti non registrati non possono leggere alcuni commenti, e questo per colpa di persone che si sono sentite offese da altri che approfittavano di questa libertà.<br />
<br />
Se l\'OrG emette un comunicato, perchè non avrebbe dovuto esser pubblicato su VS? Per quale motivo, mi spieghi, si sarebbe dovuto censurare, quello si, un comunicato ufficiale? <br />
<br />
Qui non mi sembra di aver visto gente \"assetata di dettagli\" come tu dici: quelli li puoi trovare sui TG nazionali: qui si tratta solo di un comunicato che è stato pubblicato, e tutta la morbosità della cosa non so dove tu la veda.<br />
Se poi ti riferisci a quello che faceva una giornalista, si da il caso che è la giornalista del Corriere Adriatico, e non di VS.<br />
Io, come quasi tutti, non ero presente al \"fattaccio\", quindi devo fidarmi delle varie voci; ma una cosa è certa, MAI NESSUNO SI DEVE PERMETTERE DI ASSALIRE UNA PERSONA, una donna soprattutto.<br />
Ho giàè scritto sopra che, se era dentro l\'obitorio, si poteva allontanarla, e se era fuori come dice/dicono, bastava non rispondere e proseguire oltre: mettersi a picchiare qualcuno NON E\' ACCETTABILE per nessuna ragione.<br />
<br />
Posso capirti la foto del ragazzo impiccato, un deprecabile errore della redazione di VS, l\'unico.<br />
Ma la foto di 4 macchie ormai non dice niente a nessuno: non dice niente a me, che pure mi sono commosso a vedere solo la foto di un feretro uscente da una chiesa di una persona che in maniera ingiustificata lascia sole tre persone!!!!<br />

Ti assicuro che la differenza tra mettere una limitazione e censurare è molto, molto profonda.<br />
Con la legislazione italiana, vessatoria come è, lasciare i commenti anonimi, seppure sconsigliati, è comunque un rischio. Un rischio che mi assumo volentieri visto il mio amore per la libertà di pensiero, lo stesso che ti permette di criticarmi anche ferocemente sul mio stesso giornale.<br />
Ed è per questo che mi arrabbio, e scrivo anche cose di cui poi potrei pentirmi, se qualcuno mi da del censore.<br />
<br />
Rientrando nei termini della questione: tu eri li, bene. Per favore, raccontaci come sono andati i fatti, fino ad ora ho ascoltato solo la versione di Sabrina, di cui non ho motivi per dubitare, ma sentire due versioni della stessa storia è sempre positivo.<br />
<br />
Comunque, qualsiasi cosa abbia fatto Sabrina (io la difendo perché è mia amica e collega, tu, che immagino sia amica dell\'altra parte, l\'accusi), qualsiasi cosa abbia fatto, ripeto, la reazione non è stata spropositata? Forse comprensibile, forse umana, ma comunque <b>Sbagliata</b>. Ne convieni con me?<br />
<br />
Per quanto riguarda la foto, su Vivere Senigallia ho fatto deciene e decine di errori in questi anni, e non ho avuto mai problemi ad ammetterli, anzi ho sempre ringraziato chi me li ha fatti notare perché così potevo correggerli. Quella foto non è uno di questi errori. Poi, ovviamente, ognuno di noi ha sensibilità diverse ed è libero di dissentire.

Scusa Ulisse ma se i lettori gradissero anche la cronaca con le immagini del morto, le dovrebbero pubblicare?

Innanzitutto mi pare che nessuno abbia nè fotografato nè intervistato nessuno, e poi non mi pare che sia una cosa da persone intelligenti e civili fare il processo alle intenzioni delle persone!<br />
Non credo che osservare al di fuori dell\'obitorio significhi mancare di rispetto alla povera defunta o ai suoi familiari!<br />
Magari potevano essere lì solamente per dare testimonianza di quante persone si sarebbero recate a fare da cordoglio e a stare vicino ai familiari, per far conoscere alla gente quante persone volevano bene alla signora Lorenzetti e ai suoi cari!<br />
Questo non è nè gossip, nè sciacallaggio!<br />
Non è passato per la mente a nessuno?<br />
E in ogni caso non si può non dare torto a chi tenta di far valere le proprie ragioni con la violenza! Mai! Nemmeno se afflitte da grandissimi dolori come questo!<br />
E non si può nemmeno riversare su due persone la colpa di un\'\"informazione deviata\"!<br />
Se avessero visto una qualsiasi altra persona aggirarsi per l\'obitorio al solo scopo di curiosare, per magare mettere in giro un pettegolezzo, come spesso accade, cosa avrebbero fatto? picchiato anche quella persona, perchè la gente non deve spettegolare?<br />
Non è questo il modo di risolvere le questioni! Punto e basta! Su questo non ci possono essere nè se, nè ma!<br />
Rispetto per tutti: per la vittima di questa tragedia, per i suoi familiari e per tutti gli altri!

Perchè, non ti sembra che il pensiero berlusconiano sia abbastanza condiviso in Italia.....se continua così, per me diventa Presidente del Consiglio...

Per me resta ancora più scandaloso che si sia picchiata una persona, a prescindere: con l\'aggravante che era una donna!

allora, quando trovi una sala conferenze consona ed adeguata per discutere su Etica e Giornalismo fa un fischio....

per me unendo Ulisse a Polli si sintetizza tutto quanto finora detto

Non eri lì. Eleonora c\'era così come tanti altri fra gli amici della famiglia e dei figli della vittima. A cercare di difendere un minimo della loro privacy. Non aveva alcun senso, per un giornalista, stare fuori dall\'obitorio, non c\'era niente da aggiungere, niente da scoprire, niente da testimoniare. C\'era solo da rispettare la legittima richiesta di persone distrutte da una tragedia più grande di loro. E\' stato chiesto loro in tutti i modi di allontanarsi. Non l\'hanno fatto, mai. E allora io, a differenza tua, caro Daniele, non riesco a giudicare la reazione di chi stava salutando per l\'ultima volta la persona a cui volevano più bene al mondo. Riesco solo a giudicare la professionalità di \"cosiddetti\" giornalisti che si sono comportati in quel modo e di \"cosiddetti\" fotografi che si sono intrufolati in chiesa, nascosti da una piccola cappella laterale per strappare una foto dei parenti in chiesa. Per loro VERGOGNA e null\'altro.<br />
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Comunque c\'è un giornale on-line che ha ritenuto opportuno non pubblicare il comunicato dell\'ordine, che non ha pubblicato nessuna foto deprecabile, che ha tenuto sulla vicenda un comportamento sempre rispettoso pur informando completamente sulla vicenda. <br />
Io scelgo quello là. <br />
Di solito la scelta di avere una fonte di informazione in meno è penalizzante per chi la fa, in questo caso il confronto mi rende pienamente convinto di non perderci assolutamente niente

Weak, dipende dai punti di vista.<br />
A me non importa in questo momento della professionalità o meno della giornalista (avrà avuto le sue ragioni a stare lì: magari la redazione le ha chiesto di starci, che ne sai/so?), non mi importa del comunicato dell Ordine dei Giornalisti (si poteva non pubblicare, dici: potrei essere daccordo), non mi importa della gara delle deitrologie possibili.<br />
A me importa, quello si, ribadire il concetto fondamentale che le persone non si picchiano MAI, e ripeto MAI, per nessuna ragione: perchè non voglio che in questo paese si sta passando troppo verso la giustizia fai-da-te.<br />
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Dal tuo punto di vista è stato giusto picchiare una persona, qualsiasi fosse il motivo, per giunta una donna?<br />
No, non credo che tu la pensi così: non voglio credere che tu e altri siate arrivati a pensare questo, in un paese che si vorrebbe civile.<br />
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Ti invito a metterti per un momento solo nei suoi panni: stai facendo un lavoro, che ti porta ad essere in un posto dove delle persone vivono il più grande dei drammi, e magari la redazione ti ha detto di andarci.<br />
Io non so se ha nemmeno tentato di fare delle domande, non so quante e non so se erano invadenti, so solo che su invito ad allontanarsi è rimasta nei paraggi (lo dici persino tu), ma nessuno ha detto cosa faceva nei paraggi, se lanciava domande, se chiedeva informazioni, se semplicemente stava zitta in disparte: io non credo che stare semplicemente nei paraggi di un gruppo di persone costituisca offesa, e credo lo abbia pensato pure lei.<br />
Ad un certo punto, a te che te ne stai li, arriva addosso gente che ti prende il cellulare (in maniera ingiustificata come poi s\'è visto), fa lo stesso al fotografo (anche lì senza motivo) e poi ti prende a botte.<br />
Vista così, tu al posto della giornalista come ti saresti sentito/a?

Ancora una cosa Weak<br />
Sul sito non è che gli argomenti vanno in ordine di importanza, ma di letture: se il comunicato fosse apparso ma avesse avuto poche letture, non si sarebbe nemmeno visto in mezzo a tutti gli altri, e sarebbe stato preso per quello che era, cioè la difesa, normale, al linciaggio che ha subito una persona, nel caso una donna e pure giornalista.<br />
Il semplice fatto che molti si siano sentiti in dovere di attaccare la “presunta” ingerenza dell\'ordine dei giornalisti nella scontata difesa di una di loro, e le contro risposte che hanno portato a così tanti commenti, ha fatto si che la notizia scalasse fino a diventare la più vista.<br />
Se non avessi letto così tanti attestati a favore di chi PICCHIA le persone, non avrei mai preso posizione, non avrei mai scritto nessun commento: è inutile che in città prima si protesti perchè alcuni ragazzi sono stati picchiati, si faccia persino una sfilata di protesta e solidarietà con i politici per ribadire un concetto, e poi alla prima occasione lo si butta in un cassetto.<br />
E\' inutile che parli di “altri siti che hanno preferito non pubblicare...”, perchè preferisco una informazione libera e totale ad una che manda solo alcune cose, soprattutto perchè di quella che manda tutto posso fare una cernita di quello che mi interessa o no.<br />

Non condivido nulla o quasi di quello che scrivi, ma mi dispiacerà non leggere più i tuoi commenti.<br />
Ogni opinione diversa dalla propria è importante.

Non conosci come sono andati i fatti.<br />
Pertanto NON commentare in merito.<br />
Grazie.<br />
Se vuoi, a quattr\'occhi, ti posso spiegare come sono andate le cose e allora ti vergognerai un po\' di questa aprioristica presa di posizione. o almeno lo spero.<br />
Amen

Questa vicenda mi ha colpito particolarmente. In primo luogo per l\'enormità del dramma piombato sulla famiglia Lorenzetti, ed in particolare sui tre figli della vittima. In secondo luogo sono esterrefatta da quello che è successo alla giornalista Sabrina Marinelli, ma non intendo ovviamente ne paragonare i due eventi, ne metterli sullo stesso piano.<br />
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Non posso in alcun modo intervenire nel merito di come siano andate le cose, in quanto risiedo in provincia di Macerata e non ho modo di avere una conoscenza diretta dei fatti.<br />
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So solo che quando si perde una persona, per di più in modo tragico si è profondamente soli, immersi in una cupa notte che sembra non poter avere mai fine. Ed in uno stato d\'animo così le reazioni possono essere eccessive. Il dolore è innanzitutto un senso di perdita, una solitudine devastante, che non si può di certo mettere sullo stesso piano dell\'episodio spiacevole, capitato alla giornalista Sabrina Marinelli, le cui influenze, come ha detto lei stessa saranno limitate nel tempo.<br />
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Siccome però la giornalista la faccio da anni so cosa significa fare questo lavoro, quando si deve raccontare il dolore degli altri. Si è terribilmente e tremendamente soli, si lavora delle ore, solo per guadagnare pochi euro. Dall\'altra parte c\'è la pressione della redazione. A volte si fa ciò che non si vorrebbe fare, invadendo la privacy di chi sta vivendo un momento difficile. Tutto pur di avere quel piccolo dettaglio in più, che rende l\'articolo migliore di quello della concorrenza. E che la prassi quotidiana sia più il sensazionalismo, il racconto fatto solo per suscitare emozioni, piuttosto che un\'informazione attenta esclusivamente ai fatti è sotto gli occhi di tutti. E questo anche nella stampa locale. Di più in tv. E\' così che funziona. Se il lavoro non lo fa un giornalista, ci sarà un\'altro che lo fa. E quando muore qualcuno, i giornali vendono come il pane.<br />
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Detto questo a livello umano posso dire che mi dispiace che una ragazza sia stata picchiata. E non posso neanche lontanamente immaginare, il tremendo senso di vuoto dei tre figli della vittima. Qui non ci sono nè vincitori, nè vinti, ne parti contrapposte. Solo una reazione eccessiva in un momento enorme, insormontabile. <br />
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Da giornalista anche io ho passeggiato nei pressi dell\'obitorio, come un osservatore silenzioso, senza fotografo, senza parlare con nessuno, osservando, per raccontare. L\'informazione è necessaria e spesso il confine tra privacy e notizia è talmente sottile che è facile oltrepassarlo. E\' un nervo scoperto, come dimostra l\'alto numero di letture, ed il gran numero di commenti a questo articolo. Ho una sola certezza, che proprio le critiche ci aiutano a lavorare meglio. <br />

Ho avuto modo di confrontarmi con chi c\'era, che gentilmente mi ha raccontato gli eventi.<br />
Anche a quella persona ho ribadito il concetto.

Effettivamente sono daccordo che la violenza va sempre condannata e chi la difende si deve vergognare...<br />
ma anche gli assalti dei giornalisti con foto e primi piani di chi soffre per una tragedia, e le domande che rivolgono loro subito dopo la tragedia sono violenza pura, quindi anche chi difende certi giornalisti si dovrebbero vergognare, e si dovrebbero vergognare anche chi, con freddo cinismo, cerca lo scoop esercitando tali violenze.<br />
Concordo con chi dice che il giornalismo negli ultimi anni mi ha sempre più schifito, tant\'è che è ormai paragonabile alla decadenza di un qualsiasi ridicolo reality.