La spiaggia preda degli \'abusivi\', tutti gli illeciti sotto il sole

abusivi in spiaggia 2' di lettura 30/07/2008 - La spiaggia di velluto presa d’assalto da bagnanti indisciplinati.

In barba a divieti e ordinanze che regolano minuziosamente la vita al mare, sia nelle strutture balneari che nei tratti di spiaggia di libera, gli avventori del litorale senigalliese dimostrano di fare il bello e cattivo tempo. Dai cani che ancora si vedono ogni tanto in spiaggia, all’irrinunciabile tintarella presa sul bagnasciuga fino agli ombrelloni e straio posizionati in pianta stabile nei tratti di spiaggia libera. Ma non solo. Se all’interno delle concessioni i bagnini cercano di vigilare sul comportamento dei propri clienti, è proprio nelle aree di spiaggia non concessionata che i bagnanti fanno ciò che vogliono. Tante le infrazioni che non passano inosservate semplicemente facendo una passeggiata sul lungomare.



A cominciare dall\'immancabile partitella a racchettoni o a calcio sul bagnasciuga. Attività vietate dall\'ordinanza già da diversi anni. Altra novità di quest’anno, introdotta da un’apposita ordinanza della Capitaneria di Porto, il divieto di occupare con lettini, asciugamani o sdraio la cosiddetta fascia di sicurezza, i cinque metri compresi tra il mare e la spiaggia. Un’area che deve essere sempre libera per consentire qualunque tipo di soccorso o immissione di mezzi natanti in mare. Una regola, che contrasta con abitudini secolari e in voga praticamente ovunque, di cercare un po’ di frescura sdraiandosi invece in riva al mare. E così lettini e sdraio di plastica danno refrigerio (seppure illegalmente) ai bagnanti che mixano il caldo del sole alla brezza marina. Ma dove davvero imperversa l\'illegalità è nei tratti di spiaggia libera, soprattuto nella zona della riviera di ponente. Sul lungomare Mameli e nei tratti di Cesano e Cesanella la spiaggia libera non è praticamente più tale.



I tratti non concessionati sono completamente occupati da ombrelloni piantati stabilmente nella sabbia, con tanto di tavolini e sdraio incatenate e chiuse a lucchetto. Centinaia di metri dissemianti di ombrelloni, molti dei quali restano lì anche tutta l\'estate. Nessuno rispetta l\'obbligo di togliere tutte le attrezzature dalla spiaggia a partire dal tramonto e in pochissimi si prendono la briga di riportarsi a casa la sera le proprie attrezzature. E così per i pendolari che cercano un quadratino di spiaggia dove poter prendere la tintarella, l\'impresa diventa impossibile dovendo rinunciare al diritto all\'utilizzo pubblico dell\'arenile.






Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 30 luglio 2008 - 6567 letture

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