Massaccesi: \'La città è senza guida, come dimostra la vicenda Sadam\'

Daniele Massaccesi 05/08/2008 - \"Quale strategia, quale idea, quale visione c’è, per Jesi, da parte della Giunta e dei partiti che la sostengono, quale indicazione concreta c’è per l’immediato futuro, indicazione concreta, fatta magari anche di piccole cose da realizzare e di progetti più impegnativi, ma rispondenti alle reali esigenze ed alle prospettive della città, senza quella corsa che, invece, si sta facendo dietro a velleitarismi ed a progetti quasi faraonici (che qualcuno chiama strategici)?\"

Tutto ormai, o quasi, viene esternalizzato, le responsabilità e la economicità dei servizi vengono rimesse alla decisione di altri, non c’è più un ruolo identitario di guida della città, non si ha più un progetto “vero”. Il PD, momentaneamente maggior partito a Jesi, in aula, attua un ostruzionismo strano, nonostante i numeri e la maggioranza che ha, e dimostra di aver paura di non riuscire ad approvare le poche delibere ordinarie che giungono in Consiglio Comunale: per non perdere tempo e mantenere il numero legale dei suoi distratti componenti, fa tacere i suoi esponenti su mozioni ed ordini del giorno, non discute, non approfondisce, rimane silente, svilendo così il luogo naturale del confronto (il Consiglio Comunale).



I progetti e le visioni favolistiche, ed i sogni di qualche Assessore votato a futuri, diversi incarichi, fanno dimenticare la gestione della cosa pubblica, quella normale, poi, che più interessa la gente, si trascura la vivibilità, si inaugurano fontane e statue e si lasciano magari aperte le buche nelle strade, si fanno accordi di sponsorizzazione con imprese di costruzioni (è giusto?), si danno lauti incarichi di consulenza. Gli altri problemi, i parcometri, che scontentano tutti perché si sono istituiti divieti e sanzioni senza pensare alla soluzione del problema a monte, con i parcheggi, il bando – affrettato – di Progetto Jesi, che apre solo alle imprese e non garantisce le famiglie, come subdolamente si vuole ancora far credere, la “voragine” di cemento e di denaro pubblico di Interporto, su cui urgono maggiore chiarezza e controlli per verificare la economicità delle iniziative ed i risultati, vengono lasciati irrisolti. C’è solo il gusto del potere e l’attenzione ed il compiacimento per le proprie iniziative, di qualunque tipo esse siano, atteggiamenti tipici di un regime, che si perpetua, con una fastidiosa arroganza verso chi si oppone.



La città è senza guida, senza linee, e la vicenda Sadam è sintomatica: da anni si assiste, nell’assenza di qualsiasi iniziativa delle Giunte che si sono susseguite, alla chiusura di grandi aziende iesine, con un impoverimento economico, Jesi non è più la piccola Milano delle Marche, non è più il centro di nulla, ma Jesi è al “centro” del declino. Per la SADAM, è il momento della riflessione e della valutazione, che non può essere disgiunto dal necessario approfondimento della vicenda e, quindi, del piano proposto, in ogni suo aspetto: non ci devono essere accelerazioni, come invece pare ci siano, nè strumentalizzazioni.




E\' il momento della responsabilità; ora, il Comune deve non subire richieste od accettarle supinamente, ma deve essere in grado di fare le sue richieste e le sue proposte, senza timori, porre condizioni non prescindibili e non superabili, quali: precise garanzie economiche e contrattuali -- v. fideiussioni, anche in considerazione della insufficienza delle previsioni contenute nella convenzione \"Turbogas\" (v. art. 19); garanzie occupazionali -- certezza del numero dei dipendenti e della effetttività dello stesso per alcuni anni, anche legandolo alla presenza di impianti (l’impianto di confezionamento è a rischio, così si ritiene); garanzie tecniche, in materia di impatto ambientale ed inquinamento - la commissione Tecnico - Scientifica, più che quella politica,composta da Tecnici che dovranno essere autorevoli ed imparziali, dovrà “garantire” il rispetto di precise condizioni a tutela della salute dei cittadini e dell\'ambiente, non potendo essere sufficienti le analisi dei Tecnici Sadam - Eridania (perchè di parte); garanzie assicurative, da presentare dall\'azienda, contro possibili danni ambientali.



La SADAM dovrà altresì, ed interessante è la proposta del Consigliere Fratesi, dare concreti segnali di una presenza sociale a Jesi, manifestando alla città una reale significanza a fronte dei sacrifici sopportati dalla stessa. Le perplessità dell\'opinione pubblica sono anche quella di A.N., e forti sono i timori: aspetti contrattuali e di garanzia, anche economica, non li possono certamente superare, ma possono e debbono limitare possibili azioni o soluzioni, non condivise, e questo è il momento in cui il Comune deve far sentire la sua forza \"contrattuale\" ed istituzionale. L\'O. d. G. presentato da A.N. aveva questo scopo: averlo ritirato per una risoluzione unitaria non vuole dire aver rinunciato ad una attenzione, che sarà completa e scrupolosa, ma agire responsabilmente.


da Daniele Massaccesi
Alleanza Nazionale




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 05 agosto 2008 - 1085 letture

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