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comunicato stampa

Nuovo Ospedale, Pennoni: \'Ci sono le risorse economiche?\'

3' di lettura
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da Maria Celeste Pennoni
Consigliere Comunale FI verso il PDL

jesi
Si discute del progetto del nuovo Ospedale nel consiglio comunale di venerdì 19 settembre.

L’incontro di questa sera è il proseguo di una serie di iniziative, anche pubbliche, tra Regione, Asur e Istituzioni locali, che confermano la buona disponibilità e la convinta adesione al progetto del nuovo Ospedale, che nel caso particolare di Jesi rappresenta anche un diverso e più moderno modo di intendere la tutela della salute. Ma le varie affermazioni, volontà espresse ed analisi contrastano con la persistenza di problematiche che rappresentano un ostacolo al trasferimento dal Viale della Vittoria alla nuova struttura Area Murri.


Rimangono irrisolti ancora problemi essenziali che sinteticamente riassumo:

1) acquisizione da parte dell’Amministrazione Comunale dell’area antistante l’ingresso principale dell’ospedale Carlo Urbani. Area prevista sia per il prolungamento di via Aldo Moro, unica via di accesso per i cittadini, (che andrà ad aggravare una viabilità già pesante: scuola ed abitazioni) che per la costruzione di eventuali strutture ipotizzate quali: nuova casa di riposo, asilo nido, parcheggi e servizi accessori indispensabili alla struttura;

2) sale operatorie: fulcro dell’attività clinica; realizzazione strutturale impiantistica attivazione finanziamenti (a che punto è il contatto con la Fondazione Cassa di Risparmio?)

3) procedura vendita Ospedale Civile Viale della Vittoria e progetto di utilizzo dell’ospedale settecentesco;

4) lavori di revisione della struttura “Carlo Urbani” già consegnata e procedure di collaudo;

5) gara di appalto per l’arredamento dell’ospedale nuovo;

6) ristrutturazione e piano di utilizzo del vecchio ospedale Murri (di cui tra l’altro si dovrà mantenere il nome) quanti e quali finanziamenti?

7) progetto organizzativo nuova modalità assistenziale, che prevede un cambiamento culturale nell’approccio all’assistenza sanitaria. Inoltre la particolare posizione territoriale di Jesi (tra Ancona e Fabriano) rende non solo auspicabile ma addirittura necessaria, per una sanità efficace, la realizzazione della finalità del progetto di Ospedale Modello.



Non a caso Jesi è stata scelta, ipotizzata, individuata nel concetto di \"Area Vasta\" come polo di eccellenza, un esempio l’attivazione del Dipartimento dell’Apparato Locomotore, novità di risposta sanitaria non solo zonale ma regionale e sovraregionale. Le aspettative del territorio sono grandi, la motivazione del personale ed il coinvolgimento nel progetto di oltre 250 operatori, che la nostra Direzione territoriale è riuscita a trasmettere, è elevata e quindi non va delusa. La risposta concreta delle Istituzioni non deve essere più quella delle argomentazioni ideologiche di adesioni anche convinte, ma, a questo punto, solo la precisa e puntuale definizione delle date di attuazione delle problematiche sopra ricordate.



Le problematiche sopra riassunte appaiono precise e si risolvono con delibere e decisioni concrete, e non con discussioni programmatiche o generiche adesioni al progetto. La mia richiesta non solo di rappresentante politico ma soprattutto di cittadina e dipendente Asur, coinvolta in modo convinto nel progetto, è quella di avere risposte certe di cronoprogrammi, con conseguente individuazione di responsabilità precise su ogni settore. Alla luce dei fatti mi pongo un altro quesito: i ritardi così evidenti sono legati a problemi di ordine tecnico oppure conseguenti a contrasti più o meno dichiarati tra livelli Istituzionali gerarchicamente più elevati? Oppure, in modo più crudo, mi chiedo, le risorse economiche per terminare il progetto ci sono? E se ci sono, sono tutti d’accordo nel volerle investire a Jesi?


Auguriamoci che a farne le spese non sia la Sanità della Vallesina e che il nuovo ospedale non sia destinato a diventare un’ennesima incompiuta, non in senso strutturale ma operativo. Cari Signori, non mi rispondete con generiche adesioni ideologiche, ormai condivise dai più. Ma per non far spegnere gli entusiasmi, le motivazioni di chi ci lavora e le aspettative dei cittadini, date solo risposte e date certe.



jesi

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 19 settembre 2008 - 1242 letture