Economia in frenata: allarme per la stretta creditizia delle banche

economia 3' di lettura 11/10/2008 - Dati poco rassicuranti per l’economia del territorio. La CNA di Jesi ha analizzato la movimentazione dell’Albo Artigiani al 31/09/08.

A Jesi il saldo tra le attività avviate (64) e le attività cessate (61) nell’arco temporale intercorso tra il 1° gennaio ed il 30 settembre 2008 è di un timido +3 unità. Ancor meno confortante il dato riferito alla Vallesina (19 comuni compreso Jesi) che stima in negativo il proprio saldo: -4. Lievemente positivo il saldo provinciale che consta di 43 nuove attività iscritte all’Albo Artigiani.
Per la città di Jesi i dati aggregati intercensuari 2001-2008 osservano una lieve ma costante crescita della natività delle imprese.
Questo lieve incremento ha prodotto nell’arco di tempo del nuovo secolo (2001-settembre 2008) un +125 unità produttive artigianali a Jesi ed un +311 nel territorio della Vallesina.



Il totale delle aziende artigiane dal 2001 ad oggi mostra la tenuta (difficile parlare di “crescita”) del sistema produttivo locale. I settori che, nei primi 9 mesi del 2008, a livello provinciale,registrano il più alto dato negativo nel rapporto tra natività e mortalità delle aziende sono i trasporti (saldo a –177), il settore tessile e abbigliamento (-149), gli autoriparatori (-122). Ingannevole il “falso positivo” del settore edilizia (+977) dove a prevalere è il numero delle ditte individuali, spesso di lavoratori stranieri. I dati analizzati non sono confortanti, tanto più ora, nel pieno di una crisi finanziaria che avrà, in qualche misura, inevitabili effetti recessivi e depressivi sull’economia reale. La questione finanziaria e di riflesso il rapporto con l’economia bancaria sono tra le principali preoccupazioni degli imprenditori. L’accesso al credito ha subito un ulteriore giro di vite che potrebbe accentuarsi nei prossimi mesi. Aumentano le richieste di finanziamenti (legati a esigenze di gestione e meno finalizzati agli investimenti) mentre, per effetto della crisi di liquidità del sistema bancario internazionale, si mostra più stringente l’attività di selezione e di verifica operata dalle banche. Crescono le revoche da parte degli istituti bancari e le richieste di rientro si fanno più pressanti, segnali di un futuro ulteriore giro di vite.


Le difficoltà si sostanziano in modi diversi: tempi più lunghi, la richiesta di maggiori garanzie, maggiore burocrazia, diminuzione del credito disponibile,…, ma il risultato è sempre lo stesso: maggiori difficoltà a reperire risorse per finanziare gli investimenti.
Sostenere l’economia reale in un territorio che si regge sull’impresa di piccole dimensioni significa partire da qui. Vanno trovate modalità diverse di relazione tra imprese, associazioni di categoria e le banche per rifondare un sistema del credito vicino all’economia reale e non a quella effimera e volubile della speculazione. Non vanno recisi i legami tra banche e imprese di un territorio che insieme hanno sostenuto e su cui hanno sviluppato profitto. Divengono inevitabili politiche economiche a sostegno della domanda e a stimolo delle attività economiche. Elementi dirimenti divengono la presenza o meno e l’efficienza nel territorio di:
infrastrutture materiali e immateriali, la qualità della vita e del territorio, la volontà e capacità di sinergia tra i vari attori (imprese, istituzioni,..), adeguati servizi alle imprese, disponibilità e congruità dei costi delle risorse energetiche, meno pressione fiscale,
semplificazione burocratica, formazione professionale e poli di ricerca e spin-off.

Grosso il ruolo dell’approccio culturale dei nostri imprenditori ancora poco attenti a : una formazione manageriale, ad un attento e puntuale ricambio generazionale, all’evoluzione del dimensionamento dell’impresa (incapacità o non volontà di fare aggregazione e cultura delle reti), puntare sulla qualità e sul valore aggiunto alla produzione, investimenti sulla ricerca e sull’innovazione di prodotto,

flessibilità di produzione (particolarmente importante nel settore meccanica), posizionamento nei mercati (anche sulle opportunità della globalizzazione e dell’internazionalizzazione), responsabilità d’azienda, sensibilità ed investimento ambientale.


Clicca il pdf per vedere le tabelle con i dati.




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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 ottobre 2008 - 1236 letture

In questo articolo si parla di lavoro, economia, impresa, CNA jesi