In replica la Tosca di Giacomo Puccini

tosca 25/10/2008 - Continua l’investimento sui giovani per la seconda opera nel cartellone della 41a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, Tosca di Giacomo Puccini, melodramma in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Nel nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Sferisterio Opera Festival di Macerata e Teatri S.p.A. di Treviso, si esibiranno i talenti emersi dal Concorso Internazionale per Cantanti “Toti Dal Monte” 2008, affiancati sulla scena del “Pergolesi” da affermati interpreti.

Sabato 25 ottobre (ore 21) replica del capolavoro pucciniano diretto da Giampaolo Maria Bisanti sul podio della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana. Tra i più interessanti direttori della nuova generazione, nato a Milano nel 1972, ha studiato clarinetto, pianoforte, composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio Giuseppe Verdi. Vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, ha debuttato nel mondo della lirica giovanissimo dirigendo la Lettera Anonima di Donizetti al Teatro Litta di Milano. Ha diretto in Italia, Giappone, Francia, Ungheria, Svizzera, Albania, Sud America, Svizzera, Grecia ed Israele esibendosi in numerosi teatri e in sale da concerto.


Il Coro è il Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto da David Crescenzi; in scena anche il Coro dei Pueri Cantores di Macerata diretto da Gian Luca Paolucci. Nel ruolo del titolo è la vincitrice del “Toti dal Monte” 2008, l’ucraina Olga Perrier. Mario Cavaradossi è il giovane tenore barese Lorenzo Decaro. Il barone Scarpia è Giuseppe Altomare che ha cantato nei principali teatri d’Opera in Italia e in Europa. Nella compagnia di canto, inoltre, l’albanese Desaret Lika (Cesare Angelotti), il vincitore del “Toti dal Monte” 2008 Sundet Baigozhin (Il Sagrestano), Massimo Cagnin (Spoletta), Siro Antonelli (Sciarrone), William Corrò (un carceriere), Valeria Cazaku (pastorello). L’opera “è ambientata in una Roma trionfante e tetra, decadente e splendente allo stesso tempo. Ho rivisto la Roma del Caravaggio con i suoi chiaroscuri di forte drammaticità; la Roma del Bernini e del Borromini, marmorea e funebre”. Così racconta Massimo Gasparon, regista, scenografo e costumista, che trasformerà per il palcoscenico del ‘Pergolesi’ le grandi architetture della Tosca vista questa estate all’Arena Sferisterio di Macerata. “È la prima volta che faccio Tosca - prosegue - e ho voluto evitare tutto ciò che è scontato.


Ho cercato l’unità di luogo e di tempo attraverso una scenografia unica e tripla che da chiesa si trasforma in palazzo e poi in carcere, senza soluzione di continuità, per richiamare anche la skené greca che con la sua tripartizione sintetizzava ed evocava ogni luogo e ogni situazione della vicenda. I colori scelti sono quelli del Bernini, del marmo portoro nero screziato di venature dorate, ai capitelli e alle trabeazioni in marmo giallo antico, funebri e splendenti nella loro aulicità. I costumi seguono la rigida aulicità di David attraverso l’uso del bianco e del nero, dei velluti verde scuro e le feluche di napoleonica memoria”. Gasparon, veneziano, ha all’attivo un numero rilevante di produzioni. Ha iniziato la carriera giovanissimo collaborando con Pier Luigi Pizzi in qualità di assistente scenografo e regista, prendendo parte a numerose rappresentazioni di prestigio. Laureato in architettura, ha progettato il Teatro Dovizi di Bibbiena e ha curato l’allestimento del Palazzo del Cinema, nel 1997 in occasione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Tosca andò in scena al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900, alla presenza della regina Margherita, diretta da Leopoldo Mugnone con la regia di Tito, figlio di Giulio Ricordi, in una serata tesa per il rischio di attentati anarchici e caratterizzata da tumulti per l’ingresso a teatro di ritardatari che ne causano l’interruzione ed un secondo inizio. L’opera disorientò una parte della critica. Anche perché, si scrisse più tardi, Puccini era incorso in un verismo sfrenato o addirittura nel grand-guignol, un genere che – ad onor del vero – fu importato in Italia soltanto nel 1908. Nonostante le prime reazioni l’opera fu subito rappresentata in tutto il mondo.


Il cartellone lirico del Teatro Pergolesi proseguirà poi sabato 22 novembre con Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini in coproduzione con Teatri S.p.A. di Treviso ed in collaborazione con Accademia Rossiniana del Rossini Opera Festival 2008, e si chiuderà con due Concerti Lirici: giovedì 27 novembre con i solisti dell’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala di Milano e venerdì 19 dicembre con i solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo. La Stagione dalla Fondazione Pergolesi Spontini sotto la guida dell’Amministratore Delegato William Graziosi e del Direttore Artistico Gianni Tangucci, gode del finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche (Assessorato Beni e Attività Culturali), e del sostegno dei privati riuniti nel raggruppamento Art Venture (Gruppo Pieralisi, Leo Burnett Italia, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, S.E.DA., Starcom Italia) e con la collaborazione di Banca Marche.

Biglietti: da 12 a 60 euro (opere), da 10 a 22 euro (concerti) Info: Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi tel. 0731 206888; biglietteria@fpsjesi.com







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 25 ottobre 2008 - 2059 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, fondazione pergolesi spontini