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Chiaravalle: tremila persone hanno visitato la sede del Mit

riondino e vergassola 2' di lettura 27/10/2008 - Tremila le persone che sabato 25 ottobre hanno visitato la sede della “Manifattura italiana tabacco” (Mit) di Chiaravalle.

Un gran successo dunque per la manifestazione “Porte Aperte”, con la quale si è celebrato il bicentenario della nascita della municipalità di Chiaravalle, la cui storia è da sempre legata alla Fabbrica di tabacco più antica d’Italia. Per la prima volta la Mit, nuova proprietà interamente italiana, ha aperto le sue porte ai visitatori che dalle 17 alle 20 hanno potuto vedere l’intero ciclo produttivo, rinnovando un antico rapporto con la popolazione alla quale ha dato lavoro ed occupazione nel corso di questi 250 anni. Una storia che è stata raccontata ai tanti gruppi di visitatori attraverso una visita guidata ai processi produttivi del tabacco, ma anche dai pannelli sistemati lungo il percorso e da un documentario con le testimonianze di alcune sigaraie (presenti alla manifestazione), ormai ultraottantenni, che ripercorreranno gli anni della Mit, storie di emancipazione e di conquiste sociali. Applauditi David Riondino e Dario Vergassola che hanno concluso la serata con la rappresentazione di “Madame Bovary”, anteprima assoluta, nella sua versione teatrale, di uno spettacolo che andrà un tournee dal 2009. Riondino e Vergassola hanno scelto quest\'occasione per il debutto teatrale del loro nuovo progetto che nasce come metafora sul rapporto tra teatro e televisione.




Come per il loro “Todos Caballeros: ballate per Don Chisciotte e Sancho Panza” , originale elaborazione a due voci dell’opera di Cervantes - i due attori hanno riletto Gustave Flaubert raccontando la storia di Emma Bovary, in chiave letteraria (Riondino) con una rilettura plebea e scanzonata (Vergassola). Attraverso la vita di Emma, del suo sguardo di eterna adolescente in cerca di un amore sognato e perennemente deluso e sconfitto dalla realtà, i due attori hanno raccontato con la lente della protagonista la storia di una solitudine individuale, affrontato la storia politica e sociale di allora ma anche di oggi. Non sono mancati infatti i riferimenti all’attuale situazione italiana, con stoccate ed affondi sarcastici da parte di Vergassola, sferzante anche nella satira al costume di allora e di oggi. La chiosa finale è in bocca a un Dario dissacrante come sempre, a lui l’ultima parola per tracciare la morale di “Madame Bovary: “Occorre darla a chi se la merita”. Non è una caduta di stile, ma solo un monito alle donne che ieri come oggi fuggono dalla realtà in cerca di sogni, del principe azzurro che non esiste e forse non è ai esistito, in nome del quale sacrificano la loro unica vita. Riondino e Vergassola oltre che interpreti sono anche autori e registi dello spettacolo prodotto da Sosia&Pistoia.


da Associazione Gruppo Fotografico Manifattura Tabacchi






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 27 ottobre 2008 - 1350 letture

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