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comunicato stampa

Massaccesi: quando sarà fruibile l\'Interporto?

4' di lettura
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da Daniele Massaccesi
Alleanza Nazionale

\"Quando sarà completato l\'Interporto e quando sarà pienamente fruibile?\"

Rilevata la mancata soluzione delle problematiche relative all’Interporto, anche per la non chiarezza circa le iniziative che la Regione Marche intende intraprendere per sollecitare la piena funzionalità del centro intermodale jesino e/o per accertare le disfunzioni, i ritardi, i costi e le spese accumulati o sostenuti nella progettazione, costruzione e realizzazione della infrastruttura, nonchè le eventuali responsabilità politiche e/o gestionali, ed attese le preoccupazioni legate al recente aumento di capitale sociale, deliberato dall’Assemblea dei Soci di Interporto Marche SpA, che favorirà sì la dotazione di grandi risorse per la Società ma che comporterà anche ingenti spese per gli attuali soci, fra cui, oltre alla Regione Marche, c’è il Comune di Jesi, che dovranno provvedere alla sottoscrizione ed al versamento di quanto rispettivamente dovuto per non vedersi esautorare od estromettere, di fatto, dalla Società, perdendo così la natura di socio della stessa;




rilevato altresì come, nel recente passato, siano state previste od esaminate alcune soluzioni finanziarie e/o di investimento poi non più realizzate, e di cui comunque nulla più è dato sapere; è doveroso chiedere all’Amministrazione Comunale di Jesi di effettuare un doveroso approfondimento e di verificare, anche mediante la istituzione di una Commissione di studio o di un gruppo ristretto di lavoro, quali siano le problematiche relative all’Interporto, quali i motivi della non piena funzionalità del centro intermodale jesino, quali le disfunzioni e le cause dei ritardi, a quanto ammontino le spese ed i costi accumulate o sostenuti nella progettazione, costruzione e realizzazione della infrastruttura, e quali le previsioni di ulteriori spese, nonché quali siano le carenze della struttura potenzialmente strategica e le difficoltà per entrare in funzione, e le eventuali responsabilità politiche e/o gestionali;



quale sia l’ulteriore impegno finanziario del Comune di Jesi che, oltre ai tanti soldi già spesi, dovrà affrontare, unitamente a Regione Marche, anche ulteriori esborsi - e per importi ingenti - per la sottoscrizione dell’aumento di capitale sociale, a cui di fatto è obbligata perché non potrà correre il rischio di perdere il proprio ruolo e di disperdere capitale ed investimenti fatti nel recente passato, con l’ulteriore rischio di veder “favoriti” - indirettamente ed involontariamente – eventuali nuovi azionisti, anche privati, dal denaro pubblico già versato ed utilizzato per le opere e gli investimenti già deliberati;



quale riflessione è necessaria, abbandonando per un pò trionfalismi ed opere… enormi, sull’esistente, sulle potenzialità e sul futuro che ci attende, e che attende Interporto - anche alla luce della crisi del Fabrianese e del modello “distretto” -, e sui disagi che, per tanti mesi, dovremo patire, viaggiando lungo la superstrada, per i nuovi lavori in corso, circa l’inevitabilità della scelta tecnica adottata in merito e sul fatto se fosse veramente percorribile, invece, una diversa soluzione progettuale, probabilmente meno invasiva e costosa, e per avere chiarezza sui tempi di esecuzione di quanto progettato e di una piena fruibilità di tutta la struttura – allo stato, di fatto, trattasi quasi di un deposito di autotreni;



la attualità e la convenienza di Interporto, anche atteso che, a pochi chilometri di distanza, a Monsano, una delle maggiori società del settore, che opera a livello internazionale, di fatto ha costituito o realizzato una propria struttura, svuotando così, praticamente, di potenziali affari e sviluppi quella di Interporto, che non sarà così, salvo errori, pienamente utilizzata, e certamente non ricorrendo alla stessa;



di chiarire quali prospettive, ed in che tempi, si ritiene di poter indicare per il completamento dell\'Interporto e per la sua completa fruibilità, logicamente basate su dati certi e non solamente su indicazioni e su previsioni di chi gestisce o di chi vi opera, considerando che trattasi di una struttura pubblica, finanziata quasi per intiero con denaro pubblico, e che si potrebbe essere in presenza di una possibile inadeguatezza della situazione logistica locale, difficilmente modificabile, costosissima e forse non competitiva, e resa ancora più problematica dalla particolare situazione economica e di mercato che sta attraversando il nostro paese.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 05 dicembre 2008 - 1232 letture