Sadam: Cna e Confartigianato preoccupati per l\'occuopazione

lavoro 09/12/2008 - Le Associazioni di categoria degli Artigiani e della Piccola e Media Impresa continuano a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda Sadam e hanno incontrato l\'Amministrazione comunale per un confronto sulla proposta di riconversione.

Nell’incontro è emersa, in primo luogo, la forte preoccupazione per l’aspetto occupazionale, ancor più motivata dalle possibili ripercussioni che anche in Vallesina potrebbe avere la situazione globale di forte crisi economica e di stagnazione della produzione. Inoltre, accanto ad una valutazione positiva sulla scelta dell\'Azienda - tutt\'altro che scontata - di continuare a mantenere un insediamento produttivo nel territorio, le Associazioni di categoria non sottovalutano né la questione dell\'impatto ambientale, né quella dei possibili vantaggi della riconversione per l\'intero sistema economico.


Pertanto hanno chiesto all’Amministrazione di assumere le necessarie garanzie per i posti di lavoro indipendentemente dalle eventuali future modificazioni di produzione o societarie. Chiedono inoltre che l’Azienda di avvalga del lavoro e delle professionalità presenti nel territorio, già nella fase di riconversione. È evidente che la valutazione dell\'impatto che il nuovo impianto verrebbe ad avere non può assumere un ruolo secondario in un\'area che ha già molte criticità, tanto da essere inserita nell\' AERCA; non si può però trascurare il fatto che che dai dati, forniti ad oggi dall’Azienda e dichiarati attendibili dalla Commissione Tecnica istituita dall’Amministrazione, emerga un quadro di emissione di fattori inquinanti addirittura inferiore a quelli prodotti dal vecchio zuccherificio in funzione e con una forte diminuzione del traffico e del relativo inquinamento. Ciò non toglie che vadano messe in campo le più alte conoscenze tecnologiche, gli impianti di ultima generazione, le massime garanzie nell’applicazione di normative e di certificazioni a cui affiancare il continuo monitoraggio e l’avvio, da subito, di uno studio epidemiologico; tutto ciò, quindi, che permetta di salvaguardare la qualità dell\'ambiente e il diritto primario della popolazione alla salute.


L\'ipotesi di centrale da 18 MW è quella – la sola ad oggi – che garantisca in modo costante sia il fabbisogno dell\'Azienda sia la possibilità di una cessione di energia, per la quale noi proponiamo un accordo per l’utilizzo anche per fini sociali (per strutture pubbliche o pubblica illuminazione) e, perché no, l\'erogazione nel territorio a prezzi convenzionati. Tanto più che l’energia è uno dei costi più alti per le nostre imprese, a danno della loro competitività. Riconosciamo ovviamente, il ruolo determinante che le Istituzioni pubbliche, e il Comune di Jesi per primo, hanno nella loro funzione di tutela dell\'interesse collettivo e auspichiamo che sappiano trarre dalla riconversione i massimi benefici possibili, anche chiedendo all\'Azienda di farsi carico di investimenti compensatori a vantaggio della crescita del territorio.






Questo è un articolo pubblicato il 09-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 09 dicembre 2008 - 1012 letture

In questo articolo si parla di CNA e Confartigianato