Monsano: al Blaster, il quintetto Oloferne festeggia i dieci anni di attività

oloferne 20/12/2008 - Folk rock, suggestioni celtiche e medievali, world music e testi d’autore: questa è la miscela che da anni caratterizza la musica degli Oloferne, band marchigiana inserita da alcune riviste specializzate tra le più rappresentative della nuova scena folk rock italiana. Il gruppo, composto da Giacomo Medici, Alessandro Piccioni, Giuseppe Cradamone, Gianluca Agostinelli, Stefano Procaccini e Marco Medici si esibirà oggi, sabato 20 dicembre, al Blaster di Monsano, alle ore 23.00, in occasione del loro decimo compleanno.

Verranno proposti i brani dell’ultimo disco “Il segno d’acqua”, più alcune canzoni tratte dai due album precedenti, ovvero “Le parole del vento” e l’omonimo “Oloferne”. “Questa è la prima tappa di una serie di concerti con i quali festeggeremo il traguardo dei dieci anni di attività artistica”, ha detto Medici, “e che ci porteranno ad esibirci in Marzo al Teatro Valle di Chiaravalle, in una performance gratuita alla quale parteciperanno anche tutti quegli artisti che hanno collaborato con noi”.Al concerto di domani sarà anche presente il chitarrista Paolo Sorci come special guest.


Per informazioni www.oloferne.com oppure 339 4328676


Biografia del gruppo: l progetto musicale Oloferne nasce nel 1999 dall’idea di proporre qualcosa che, in modo originale, riuscisse a coniugare le varie influenze e le esperienze musicali dei singoli componenti. Rock, atmosfere medievali, world music e spunti progressive vanno a fondersi nel folk rock d’autore che oggi contraddistingue le sonorità della band. Numerose le esperienze professionali, dalle collaborazioni discografiche con la “Gang” dei Fratelli Severini e con il gruppo di musica e ricerca popolare “La Macina”, all’apertura di concerti di artisti come Max Gazzè, Cisco, The Gang, Aida Cooper etc Nel settembre 2003 esce il videoclip di “Elfish Tree”, firmato alla regia da Vito Rubino e apprezzato al M.E.I. di Faenza.


Successivamente nasce la collaborazione con la casa discografica Ethnoworld di Milano, che ristampa e distribuisce il loro primo disco, uscito nel 2001: “Oloferne” (Ethnoworld/ Venus). Un brano viene presto inserito nella compilation “Samonios vol.II - Capodanno Celtico 2003” (Terzo Millennio/Self), in compagnia degli artisti più significativi del panorama folk nazionale ed internazionale. L’attenzione dei media nei confronti del gruppo si esprime anche nella partecipazione alla trasmissione “Demo” di Radio Uno Rai; la musica degli Oloferne giunge inoltre anche in Spagna e in Sud America.


Nel frattempo prosegue l’attività teatrale del gruppo, con spettacoli quali “L’albero di Alluminio. Il ‘900 tra suoni e parole”, “Confessioni di un mangiatore d’aria” e “Poesie nel vento: palabras, musica, pensamiento y...viento”. Vincitori regionali del concorso “Piceno on the rock”, gli Oloferne presentano nel dicembre 2004 il loro secondo disco intitolato “Le parole del vento”, al quale partecipano Gastone Pietrucci de “La Macina” e Sandro Severini della “Gang”. Al “Premio Città di Jesi” il gruppo è vincitore nelle categorie “miglior testo” e “miglior brano radiofonico”. Il loro video “Colore ora c’è” viene trasmesso dalle tv (Rai Tre, Tvrs, Tv Centro Marche, ertc.) e il singolo omonimo da diverse radio (tra le quale Radio Rai).


Finalisti nazionali del prestigioso “Premio Fabrizio De Andrè” e finalisti regionali di “Rock Targato Italia”, Rai Tre dedica uno speciale al gruppo all’interno della rubrica “Iang Pipol”; la stessa emittente tornerà ad occuparsi del gruppo in occasione della loro tournee sudamericana. Nella primavera 2005 esce il videoclip “L’albero di alluminio”, prodotto e girato da Antonio Lucarini, firma d’autore di clip di band quali P.G.R. e Marlene Kuntz/Skin. Il gruppo torna inoltre alla trasmissione “Demo” di Radio Rai Uno, questa volta con il disco “Le parole del vento”. Vincono l’edizione 2005 del concorso nazionale “Fanote” e vengono invitati in Calabria a partecipare alla rassegna internazionale d’arte “MuSaBa Purana Festival”. In qualità di vincitori del concorso bolognese “Alma Rock Studiorum 2005”, la band marchigiana suona al M.E.I. di Faenza.


A caratterizzare il 2005 è anche un tour in Argentina, che porta gli Oloferne ad esibirsi in qualità di esponenti della cultura italiana, con il concerto spettacolo “Poesie nel vento”, in diversi teatri, tra i quali vanno ricordati quello di Corrientes, Resistencia, Curutzu Cuatia, Goya. In quest’ultima città il gruppo ha la possibilità di suonare nel più antico teatro in attività dell’Argentina. “Radio Sudamericana” e “Radio Capital”, due delle maggiori emittenti del paese, intervistano la band che si esibisce anche in diretta. Sono poi ospiti dell’Istituto Musicale Pubblico di Corrientes e della Società Dante Alighieri.


Il 2006 procede in un lungo susseguirsi di appuntamenti live che porta il gruppo ad esibirsi in tutta Italia. Il 2007 segna inoltre il ritorno della band nei teatri con il nuovo concerto-spettacolo “Controcanto”. In Agosto la band viene segnalata dalla rivista Cosmopolitan come tra le più rappresentative sul territorio italiano in ambito folk rock; nello stesso periodo si esibisce a Ferrara durante il prestigioso festival internazionale di artisti di strada “Buskers Festival”. Un brano del gruppo, “Il nobile del seguito”, viene inserito nella compilation “Iang Pipol” (Rai 3 / Arte Nomade, 2007), in compagnia delle migliori band delle Marche. Nel 2008 esce il terzo album della band: “Segno d’Acqua”, che vede la partecipazione straordinaria del compositore Leonardo Sbaffi.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 20 dicembre 2008 - 2584 letture

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