Il disegno di Dio per Maria, il commento del vescovo Rocconi al vangelo della domenica

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 21/12/2008 - E\' l\'Immacolata Vergine Maria la vera protagonista di questa domenica. Il brano del vangelo secondo Luca parla infatti dell\'Annunciazione, ecco il commento del vescovo Gerardo Rocconi.

Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

E\' il brano della vocazione di Maria, la madre di Gesù. In quel momento Maria era una quindicenne semplice, piccola, modestissima che abitava in una sconosciutissima borgata, Nazareth, aveva una immensa fede, un immenso spirito di preghiera, ma immaginava la sua vita nella più grande normalità. Era promessa sposa di Giuseppe e pertanto il suo futuro era praticamente deciso. Insomma la vita di Maria doveva essere la vita di ogni donna ebrea. Ma Dio ha un disegno su di lei, un disegno che si esprime nelle parole dell’Angelo: Piena di grazia, anzi, traboccante di grazia, amata da Dio. Maria sa che ogni dono di Dio è in vista di un compito, di una missione. In altre parole Dio si stava preparando una creatura speciale per entrare nell’umanità. Che significava quel saluto? Perchè proprio lei doveva essere la prescelta? Forse proprio per questo Maria rimase turbata alle parole dell’angelo.

Per questo l\'angelo le dice prima parole rassicuranti: Rallegrati, sii piena di gioia, tu sei la gioia di Dio. Maria Comprende che Dio sta preparando qualcosa di grande per lei. E\' comprensibile, quindi, lo smarrimento. E poi, perchè lei? Chi è lei? Lo smarrimento e il turbamento crescano poi quando l’angelo illustra il progetto di Dio: si parla di un figlio, per lei che ancora non vive con il marito; si aggiunge che questo bambino avrebbe preso il trono di Davide, ma Davide è morto da circa mille anni; si dice che il suo Regno non avrebbe avuto fine, ma fintanto si è schiavi dei Romani; si dà addirittura un nome al bambino, Gesù, che significa Dio è salvezza.... E tutto questo sarebbe avvenuto per l’opera dello Spirito Santo che, peraltro, non era ancora stato rivelato! Nonostante tutto Maria si fida. Non capisce ma si fida di Dio! E manifesta la sua disponibilità. Tre paroli importanti ci sono nella risposta di Maria: Ecco... la serva... avvenga secondo la tua parola Ecco: come tutte le grandi risposte La schiava: nel testo originale greco si dice così: Maria si definisce come colei che totalmente appartiene a un altro avvenga: nell\'originale è un ottativo (non congiuntivo) che esprime quindi desiderio. Maria non subisce la volontà di Dio, ma la desidera. E la vita di Maria si identifica con il suo ECCOMI e il suo FIAT, si faccia di me... . Non è l’eccomi di un momento, ma è l’eccomi di una vita. La sua vita spesa, consumata, arsa nella obbedienza ricca di amore. Non è un eccomi che esprime un subire: Maria è partecipe, attiva, desidera che il disegno di Dio si realizzi in lei, qualunque sia.

Accogliere il Signore significa percorrere il cammino stesso di Maria. Amati dal Signore, siamo invitati ad aprirgli il cuore, ad appartenergli, a desiderare che in noi si compia ogni suo disegno. L\'accoglienza di Gesù è autentica se il Signore può fare irruzione nella nostra esistenza e farla sua, trasformarla, conquistarla, sorprenderla... per fare il dono di se stesso. Auguro un Natale ricco di presenza, la presenza di un Dio che ci raggiunge con un amore sorprendente, fedele, totale.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 22 dicembre 2008 - 1593 letture

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