Rocconi: auguro ad ogni famiglia la pace e la gioia

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 29/12/2008 - La Chiesa oggi ci invita a pregare e a chiedere che nelle nostre case fioriscano le stesse virtù e sorga la stessa pace che furono nella casa di Nazaret.

+ Dal Vangelo secondo Luca
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

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Il Primogenito: L\'evangelista Luca annota che Maria Ss diede alla luce a Betlemme il suo Figlio Primogenito, per richiamare tutte le cose che la Bibbia diceva in ordine, appunto, al Primogenito: in particolare, che il Primogenito doveva essere offerto perchè apparteneva a Dio. Ma perchè ogni primogenito apparteneva al Signore e quindi doveva essere offerto a Lui?

Il ricordo dell\'intervento forte di Dio contro il Faraone, causa della schiavitù di Israele e simbolo del Male, non poteva essere attenuato. Da qui la richiesta di Dio: Il Signore disse a Mosè: «Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre tra gli Israeliti esso appartiene a me» (Es 12,2).

Il primogenito doveva essere offerto al Signore, perchè gli apparteneva. Dio aveva salvato il popolo, considerato figlio primogenito, per cui questo aveva un debito di amore e riconoscenza.

Certo, si trattava di una offerta che doveva tener viva la memoria, per cui non era poi necessario l\'effettivo sacrificio; per questo il figlio doveva essere riscattato ed era sufficiente sacrificare qualcosa che lo sostituisse.

Ora si dice che Gesù è il Primogenito nel senso più profondo:

Gesù il Primogenito: apparteneva al Padre, e a Dio, quindi, doveva essere offerto, ma Lui no, non sarebbe stato riscattato.

E se anche, secondo il Vangelo di oggi, Gesù è momentaneamente riscattato, il suo sacrificio è soltanto rimandato.

Il Tempo del Natale, pertanto, ci invita già a volgere lo sguardo là, alla Pasqua. E se è vero che il Dio Bambino, ci invita a gustare la tenerezza di Dio per l\'uomo, è altrettanto vero che Dio si fa Bambino nel senso che si fa l\'ultimo, si svuota di ogni grandezza.

Comincia già a realizzarsi quanto San Paolo spiega in Fil 2,6ss: Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

Questo brano evangelico ci viene proposto nella domenica dopo Natale, nella quale si celebra la Festa della S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. La Chiesa oggi ci invita a pregare e a chiedere che nelle nostre case fioriscano le stesse virtù e sorga la stessa pace che furono nella casa di Nazaret. Quali sono? La S. Famiglia visse nell\'obbedienza e cercò solo cosa desiderava Dio. La S. Famiglia fece del silenzio, della preghiera, dell\'ascolto della parola di Dio il suo stile. Fu una Famiglia nella gioia, proprio per la presenza del Signore.

Auguro ad ogni famiglia di vivere nella pace e nella gioia del Natale, pace e gioia che Gesù, solo Gesù, può portare con abbondanza a chi lo accoglie con fiducia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 29 dicembre 2008 - 1336 letture

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