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Direttore Generale: che il sindaco sospenda il contratto

jesi nel cuore 1' di lettura 24/01/2009 - In questi giorni infuriano le polemiche sull’ennesima gaffe del Direttore Generale, che, prima cancella le regole che l’Amministrazione si era data da anni sui criteri per la mobilità e la progressione professionale, poi ne inventa, caso per caso, degli altri.

Criteri che alla luce dei fatti e cioè nel confronto con i rappresentanti sindacali dei dipendenti, si rivelano, impraticabili, scorretti aritmeticamente… in una parola: assurdi. Con estenuanti trattative i dipendenti avevano insistito più volte nel richiedere la revoca di quei bandi di concorso già pubblicati, fino a giungere minacciare uno sciopero per supportare la loro rivendicazione contro il rifiuto del Direttore Generale.


Solo poche ore fa il manager si è convinto del “danno erariale” che sarebbe conseguito alla applicazione dei suoi criteri ed ha annullato per la seconda volta i suoi bandi di concorso. Un episodio del genere spiega in modo plausibile perché dopo quattro anni dall’affidamento dell’incarico al dott. Gennai non vi sono tracce del tanto annunciato processo di innovazione: l’organizzazione del lavoro ha fatto in realtà passi indietro, l’immagine della città è pietosa e il clima lavorativo instaurato è pessimo. A questo punto riteniamo che il Sindaco debba considerare l’opportunità di procedere immediatamente alla risoluzione del contratto con il direttore generale; un contratto costosissimo, che prevede compensi e benefit oltre i limiti e le modalità di quantificazione previste dalla legge (art. 110 comma 3 del D. Lgs. n. 268 del 18 agosto 2000).


In assenza di un riscontro del Sindaco sulla presente richiesta annunciamo sin d’ora che ci vedremo costretti a rivolgerci alla Corte dei Conti perché sia accertato il danno erariale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 24 gennaio 2009 - 1223 letture

In questo articolo si parla di politica, Jesi nel cuore





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