Il Consiglio provinciale approva l\'odg dell’Upi sul ruolo delle Province

patrizia casagrande 30/01/2009 - Il consiglio provinciale di Ancona, riunitosi ieri in seduta aperta e straordinaria, ha approvato l’ordine del giorno del consiglio direttivo dell’Unione delle Province italiane.

Tra le proposte: ridefinire chiaramente il ruolo delle Province, nelle funzioni di governo del territorio, di programmazione e di pianificazione territoriale e su quei compiti che non possono essere svolti adeguatamente a livello comunale; procedere a un riordino istituzionale che consenta di semplificare la pubblica amministrazione, individuando le funzioni fondamentali di Comuni e Province; avviare una verifica approfondita sulla dimensione demografica e territoriale dei diversi livelli di governo per verificare la possibilità di accorpare gli enti. Secondo l’odg “l’abolizione delle Province è innanzitutto un attacco alla democrazia, poiché tutta la società civile italiana è organizzata a livello provinciale e verrebbe meno l’unico ente che sul territorio provinciale ha la legittimazione democratica e la capacità di rappresentanza generale dei diversi interessi organizzati”.


Inoltre, si legge ancora nell’ordine del giorno, “l’ingiustificata afferm azione dell’inutilità delle Province costituisce un oltraggio verso il lavoro dei 61 mila dipendenti che quotidianamente svolgono numerosissimi interventi e servizi fondamentali per assicurare il benessere dei cittadini e lo sviluppo del territorio”. La presidente Patrizia Casagrande ha sottolineato come “la campagna denigratoria contro le Province rappresenta un attacco ai principi di autonomia, pluralismo, responsabilità democratica che caratterizzano l’assetto costituzionale e l’articolazione democratica del nostro paese”. “Bene ha fatto l’Upi – ha detto, nel suo intervento, l’assessore regionale agli Enti locali Stefania Benatti – a porre la questione in termini di governo dell’intero sistema degli enti locali. Perciò confermo l’adesione dell’assemblea legislativa regionale al documento dell’Upi”.


Sostegno all’amministrazione provinciale anche da parte delle senatrici Silvana Amati, Marina Magistrelli e Luciana Sbarbati, che, con una comunicazione scritta, hanno sottolineato lo “straordinario ruolo delle Province”. Arrivate in consiglio anche le comunicazioni di Emanuele Lodolini, segretario provinciale Pd e Oriano Giovanelli, presidente di Legautonomie. Si sono invece scusati per la loro assenza il senatore Casoli, l’onorevole Ciccanti e il sindaco di Monsano Fioretti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 30 gennaio 2009 - 1188 letture

In questo articolo si parla di provincia di ancona, politica, ancona, patrizia casagrande, consiglio provinciale


orfano della sinistra

Commento sconsigliato, leggilo comunque

isis7

Ma da chi è arrivata l\'idea di abolire le Province? Mi sembra che è stata una proposta a<br />
livello parlamentare. Non parliamo del ruolo dei dipendenti che in caso di abolizione delle province potrebbere essere riorganizzati e riqualificati in sinergia con i dipendenti delle altre amministrazioni comunali e Regionali. Ma servono proprio tutti i politici che hanno incarichi retribuiti nelle Provincie. E\' chiaro che gli stessi affermano di sì; vorrei vedere !<br />
Ma perchè non diamo una incarico a qualche studio professionale specializzato nella gestione delle risorse umane per valutare il modo migliore per aumentare i servizi e ridurre i costi delle Amministrazioni pubbliche ? Possibile che soprattutto in questo momento di crisi generale, gli unici a non essere in discussione sono i costi sostenuti per i nostri politici ? Proviamo a vedere il numero dei parlamentari ed in compensi, il costo della pubblica amministrazione, il costo nella realizzazione delle opere pubbliche, ecc. confrontiamolo con gli altri paesi almeno Europei; ne vedremo delle belle !! Ma questa non è efficienza da perseguire ? Non sono risorse che impiegate diversamente possono dare risposte in termini economici ed occupazionali anche alle imprese private ?

La provincia è un organo riconosciuto dalla Costituzione, vabbè, la Costituzione va cambiata, le province non servono. Il personale può essere redistribuito nei comuni, che negli ultimi anni hanno visto gli organici dileguarsi. I politici a casa, oppure a lavorare, che non guasterebbe. Tutti, destra,sinistra,centro.