Dirigenti comunali: anche la pastasciutta mangiano a spese nostre

spaghetti 15/02/2009 - Non bastavano gli stipendi alle stelle, i premi e gli incentivi per i nostri dirigenti (che ci costano già oltre un milione e centomila euro all’anno).

Anche per la pastasciutta e il caffè passano i cittadini a pagare il conto in sei o sette ristorantini o bar senigalliesi. Permetteteci, ma è uno scandalo morale. Nulla di illecito, attenzione. Ma c’è un’etica nei comportamenti della pubblica amministrazione. A chi guadagna da cinque a dodici volte in più rispetto ad un comune dipendente (che non supera il reddito di 15 mila euro all’anno faticando ad arrivare a fine mese) la pubblica amministrazione non può permettere di presentarsi in un ristorante convenzionato con il Comune e pagare un pasto completo due euro e sessanta centesimi (il resto lo paghiamo noi). Meno di un succo di frutta.


E così, con una visita a sorpresa presso l’ufficio personale, abbiamo scoperto un altro benefit sconosciuto di cui hanno sempre goduto i nostri dirigenti. Ringraziamo la dott.ssa Carotti che ha dimostrato subito (a differenza di quello che era successo con il dirigente Roccato che voleva impedire ai consiglieri di opposizione l’accesso immediato agli atti della ex Gil) disponibilità e grande cortesia. Abbiamo così visionato i tabulati con le firme di alcuni dirigenti (per ora abbiamo monitorato i pasti consumati da ottobre a dicembre 2008 constatando che abbiamo spesso pagato due terzi del pasto a quattro dirigenti). Monitoreremo ancora perché i cittadini siano sempre costantemente informati di come vengono spesi i loro soldi. Ma non solo. Verificheremo anche (se continuerà questo scandalo morale amministrativo) che i dirigenti consumino il pasto a spese nostre solo quando rientrano a lavorare nel pomeriggio. Perché se è vero che il contratto collettivo nazionale applicabile ai dirigenti agli articoli 33 e 34 prevede la possibilità (la possibilità e non l’obbligo) per i Comuni di far usufruire di buoni pasto anche ai dirigenti superstipendiati, è anche vero che i dirigenti possono beneficiarne a spese dei cittadini solo se risultano effettivamente in servizio nel pomeriggio.


Il problema è che, essendo figure di vertice e non avendo il cartellino da timbrare, nessuno di fatto li controlla. Lo faremo noi allora. Se questa situazione che offende la sensibilità degli altri dipendenti e il buon senso comune continuerà senza che l’Amministrazione faccia un doveroso passo indietro chiedendo ai dirigenti di mettere mano al loro portafoglio, l’opposizione monitorerà l’effettiva presenza pomeridiana dei dirigenti quando consumeranno pastasciutte e pietanze a spese nostre. Roberto Paradisi Daniele Corinaldesi


da Roberto Paradisi e Daniele Corinaldesi
Coordinamento Civico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-02-2009 alle 16:09 sul giornale del 16 febbraio 2009 - 5489 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, daniele corinaldesi, dirigenti


Anonimo

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Commento modificato il 16 febbraio 2009

Se è vero che si tratta non di un benefit ma una cosa dovuta a coloro che svolgono un servizio pubblico, non ci vedo nulla di anomalo nei buoni pasto.<br />
E\' più anomala la \"caciara\" creata dal discorso buoni pasto, piuttosto che punzecchiare sempre a proposito dei premi di produttività.<br />
La faccenda \"buoni pasto\" a confronto è risibile...suvvia, serietà...

Anonimo

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Paolo

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Perfetto, allora teniamoci questa amministrazione disastrosa! Leggi su Vivere Senigallia di oggi l\'articolo relativo al \"parco\" della Cesanella; rileggi gli articoli sugli emolumenti dei dirigenti (che nonostante abbiano operato male, molto male) che ricevono premi per aver \"raggiungo i loro obiettivi\" (chissà se l\'ex gil o il ponte portone possono considerarsi obiettivi raggiunti?).<br />
Il meno peggio sarebbe chi presta la città che amministra agli speculatori? <br />
Perfavore!

già i buoni pasto in se sono uno scandalo..gente che va a mangiare al sabato sera quando non è assolutamente in orario di lavoro e paga con i buoni pasto..i buoni pasto andrebbero usati esclusivamente nell\'orario di lavoro e uno al giorno..non di più..su questo articolo non ci trovo cmq niente di scandaloso

Dice spesso una mia amica: \"Se non l\'etica, almeno l\'estetica\". Direi che è un dire appropriato per la pastasciutta dei dirigenti.

Giusto per precisare, i buoni pasto non esistono. Anche gli altri dipendenti, non dirigenti, quando vanno a pranzo, nela pausa lavorativa, firmano la lista del ristorante dove hanno mangiato. Nessuno, comunque, ha parlato del sabato sera.<br />
Ciò non toglie che un minimo di eleganza consiglierebbe a chi percepisce stipendi non proprio da fame, di pagarsi un pasto regolare, o magari di andare a casa per l\'intervallo.

L\'opposizione è questa e quindi sarebbe interessante , visto che Mancini già è entrato in campagna elettorale, che anche l\'opposizione del cordinamento civico ne prenda atto e che chirisca se intende avanzare delle proposte per ridurre o eliminare questo fenomeno (es_un vecchio classico: se vengo eletto...mi porto il panino da casa).<br />
Ben venga dunque un articolo di denuncia di un fatto noto e come dicono giustamente, assolutamente \"niente di illecito\" ma ad esso devono seguire delle proposte.<br />