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Crisi ex Sipe: trovato l’accordo, rimane la terza linea e si parla di sviluppo

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di Maria Chiara La Rovere
redazione@viverejesi.it

presidio operai ex Sipe

Apertura dall’azienda Ask Group Industries (ex Sipe) di Monte San Vito, firmato l’accordo che pone fine al presidio dei lavoratori. Lo spostamento della seconda linea automatica  avverrà ma la terza rimane, insieme a quelle manuali, con la garanzia di uno sviluppo futuro per lo stabilimento di Monte San Vito.

Il rischio delocalizzazione sembra sopito alla ex Sipe, azienda produttrice di altoparlanti per grandi case automobilistiche. Una lotta durata 5 giorni di duro presidio, giorno e notte, con tante donne tra i 300 lavoratori, per impedire l’ingresso dei tir che dovevano caricare una linea automatica di produzione per trasferirla nello stabilimento in Polonia, dove già ne era andata una quattro anni fa. Trasferimento della seconda linea (già previsto da tempo, secondo l’azienda) cioè 30 posti di lavoro in meno, dopo i 90 interinali allontanati, i 45 dipendenti messi in cassa integrazione a zero ore e la cassa integrazione straordinaria a rotazione per tutti. E dietro i cancelli, tra gli operai, erano arrivati anche il sindaco di Monte San Vito Gloria Sordoni, gli assessori provinciale e regionale al lavoro e attività produttive, Maurizio Quercetti e Fabio Badiali. Gli stessi hanno incontrato i manager dell’ex Sipe, con il preciso intento di impedire il trasferimento della produzione; poi l’incontro tra sindaco e delegazione di lavoratori.


Nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25 febbraio, arriva l’accordo, nella sede di Confindustria di Ancona, tra vertici aziendali (Matteo Favalli e Giovanni Pallucca)e rappresentanti sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. L’assemblea dei lavoratori lo accetta e interrompe il presidio iniziato il 20.


Nell’accordo, l’azienda s’impegna a non spostare la terza linea automatica cd. Psa e a sviluppare la produzione di nuovi prodotti nello stabilimento di Monte San Vito per quanto di competenza in base alle attuali capacità e competenza tecnico-produttiva. Si è inoltre concordato che nel corso degli incontri di verifica già programmati per la gestione della cassa integrazione guadagni straordinaria verranno approfonditi anche gli aspetti tecnici collegati alla produzione programmata e da svilupparsi nello stabilimento. Le organizzazioni sindacali si sono impegnate a rimuovere i presidi ribadendo la centralità del tavolo di discussione previsto dall’accordo di gestione della CIGS consentendo quindi anche lo spostamento dell’impianto già previsto.



presidio operai ex Sipe

Questo è un articolo pubblicato il 28-02-2009 alle 00:19 sul giornale del 27 febbraio 2009 - 2132 letture