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Monte San Vito: dopo l’accordo tra ex Sipe e sindacati, lungo consiglio comunale aperto

3' di lettura
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di Maria Chiara La Rovere
redazione@viverejesi.it

Tiziana Marcucci

Dopo l’accordo tra vertici aziendali e rappresentanti sindacali, un consiglio comunale aperto straordinario nella serata del 25. Sala Carlo Urbani gremita, quasi quattro ore di discussione sulla crisi della Ask (ex Sipe) e sull’intesa firmata: istituzioni e politici a vari livelli, sindacalisti, lavoratori e cittadini. Si scioglie la tensione degli ultimi giorni. L’accordo è una piccola garanzia ma bisogna mantenere alta l’attenzione.

Momenti di commozione quando parla Tiziana Marcucci, Rsu interna: “la delocalizzazione era già in corso, ma ora non era proprio il momento di queste decisioni; con l’accordo una piccola garanzia, un piccolo futuro ci è stato dato” - afferma - “ringrazio sindaco, amministrazione, le nostre famiglie e quanti ci hanno dato ascolto e solidarietà”.

Ma rimangono i 30 esuberi, legati alla linea che verrà trasferita.


I miracoli non li fa nessuno, ma non serve lo scoramento, e la Regione sta mettendo in campo diverse manovre, anche insieme al Governo centrale” - dice l’assessore regionale a lavoro e attività produttive Fabio Badiali - “ammortizzatori sociali in deroga, un fondo di garanzia per accedere al fido, risorse per gli imprenditori che fanno contratti di solidarietà e bandi, risorse per le famiglie, incontro con le banche per agevolare il credito” - ribadendo l’assoluta contrarietà alla delocalizzazione.


Il caso ex Sipe racchiude tutte le problematiche attuali: decenni di padre padrone, lavoro sul monoprodotto, molto personale precario, soprattutto donne, cambio generazionale” - fa notare l’assessore provinciale a lavoro e attività produttive Maurizio Quercetti - “una firma non basta, il tavolo permanente di verifica deve essere reale e ce ne deve essere anche uno collaterale delle istituzioni”.


Enrico Cesaroni, consigliere regionale (Fi) si dice insoddisfatto dall’accordo e anche delle manovre anticrisi della Regione: “quanto ha preso questa azienda dal territorio? E ce ne sono tante così: come Regione gli abbiamo permesso di prendere finanziamenti e agevolazioni e poi scappare” - e sulla ex Sadam - “la Regione abbia il coraggio delle decisioni, non tuteli solo i grandi, visto che è di sinistra”.

\"Tempo fa non eravamo così tanti a criticare questo modello di sviluppo, ad esempio a Genova nel 2001\" - precisa Giuliano Brandoni consigliere regionale (Prc) - \"ci vuole un osservatorio per la Vallesina e un impegno nè retorico nè episodico di aziende, istituzioni e sindacati\".


E alle polemiche di Cesaroni, risponde l’assessore regionale all’ambiente Marco Amagliani: “le risorse messe in campo non sono poca cosa, ma bisogna ripensare un altro modello di sviluppo”. La risposta alla crisi: “chi viene espulso dal lavoro deve servire per lavori socialmente utili, legati all’ambiente e ai servizi alla persona”.


Per Mauro Terzoni, dirigente servizio lavoro e formazione Regione Marche, precisa che l’accordo Stato-Regioni non prevede solo gli ammortizzatori sociali massicci ma anche politiche del lavoro per quando la crisi finirà.


Tanti i politici e i sindacalisti ad intervenire, solidarietà e vicinanza convinta da parte dei comuni limitrofi: presenti i sindaci di Monsano, Morro d’Alba, Chiaravalle, il consigliere Galluzzo di Montemarciano.


Poi maggioranza e opposizione comunale (molto critica sulle ultime azioni dell’azienda, timorosa che l’accordo sia un palliativo momentaneo e che si debba vigilare con attenzione) discutono e votano all’unanimità l’ordine del giorno, che impegna il sindaco a farsi parte attiva presso tutti i soggetti interessati (Provincia, Regione, Ministero) vista l’importanza dell’azienda nel tessuto economico e sociale del territorio, affinchè l’amministrazione comunale possa seguire il percorso di valutazione del processo di riorganizzazione previsto dagli accordi sottoscritti tra azienda ed organizzazioni sindacali. L’amministrazione inoltre deve partecipare ai tavoli istituzionali che saranno attivati sulla situazione della Ask. Il documento votato impegna il sindaco anche a sollecitare il livelli istituzionali sovraordinati, e ad attivare, di concerto con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze imprenditoriali, una cabina di monitoraggio costante delle situazioni di crisi aziendale al fine di costruire le misure più opportune per affrontarne quantomeno gli aspetti più urgenti e drammatici.



... Giuliano Brandoni
... Marco Amagliani
... Enrico Cesaroni
... Maurizio Quercetti
... pubblico
... Fabio Badiali


Tiziana Marcucci

Questo è un articolo pubblicato il 28-02-2009 alle 00:28 sul giornale del 27 febbraio 2009 - 2311 letture