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Rotary: Professione Peacekeeper, il Rotary di Jesi ospita il portavoce ONU Andrea Angeli

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da Talita Frezzi

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Si chiamano Incontri Letterari ma in realtà sono un modo per far incontrare la città con i grandi rappresentanti della cultura contemporanea. Ieri pomeriggio a Palazzo della Signoria nella sala planettiana è stata la volta del portavoce Onu in Afganistan ed Iraq Andrea Angeli, giornalista e autore del libro “Professione Peacekeeper”.

Il volume, edito da Rubbettino, è stato presentato dall’ambasciatore italiano in Macedonia e Colombia Antonio Tarelli e dal presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Giannetto Rossetti. Il vicepresidente del Rotary, Paolo Bifani, ha parlato delle esperienze di Angeli nei contingenti dei caschi blù in Namibia, Cambogia ed Ex Jugoslavia (dove è rimasto per dieci anni consecutivi), con le Nazioni Unite (ha prestato servizio anche a Santiago del Cile, Baghdad e New York) e dall’ottobre 2003, per ben nove mesi, come portavoce dell’Autorità di coalizione a Nassiriyah.

“Proprio l’esperienza a Nassiriyah oltre che quella in Jugoslavia - racconta l’autore - mi hanno segnato profondamente e ho voluto descrivere con maggiore intensità nel libro, dove vengono ripercorse esperienze dirette sul campo, tra New York e Baghdad, poi a Beirut e Kompong Chhnang, a Sarajevo e Kosovo. Fino a Nassiriyah: sono stato io a dare all’Ansa e alle altre agenzie di stampa la prima notizia dell’attacco alla base dei carabinieri, collegandomi con le principali testate mondiali per riferire del tragico evento. Sono rimasto laggiù ininterrottamente per nove mesi, fino allo scadere del mandato dell’amministrazione transitoria, rimanendo coinvolto nell’ultima fase nei ripetuti attacchi culminati nei combattimenti nei quali rimasero feriti gravemente due fucilieri del San Marco e in cui perse la vita il lagunare Matteo Vanzan. Un gigante col volto da bambino, cui ho voluto dedicare il libro. Per ricordare il suo sacrificio e tutti i caduti di Nassiriyah.

E’ giusto avere un giorno per non dimenticare cosa è accaduto laggiù e ripensare alle vittime delle guerre”. Un testimone attento della storia contemporanea, Andrea Angeli. Una vita in prima linea descritta nelle pagine del suo volume, in cui emerge anche una figura nuova, un mestiere vero e proprio: il peacekeeper, ovvero il soldato di pace. Un ruolo che ben si addice ai nostri soldati italiani impegnati nelle missioni umanitarie all’estero. “Soldati tutt’altro che cialtroni – spiega ancora Angeli – ma professionisti con doti di umanità che nelle situazioni di emergenza, dai Balcani a Baghdad, possono venir fuori se organizzate. Sarebbe bello dire che i militari italiani nei contingenti sono i buoni. E a sparare sono gli altri, ma non è così. Il soldato deve fare il soldato. E dopo Sarajevo, i nostri eserciti hanno avuto una crescita notevole della professionalità”.

Pagine intense, tutte da leggere attraverso gli occhi di un osservatore privilegiato come Andrea Angeli.


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2009 alle 23:56 sul giornale del 27 febbraio 2009 - 1559 letture