Lettera aperta di Tarcisio Torregiani al segretario del PD

franceschini 4' di lettura 03/03/2009 - Lettera aperta di Tarcisio Torregiani al nuovo segretario nazionale del PD, Dario Franceschini.

Caro Franceschini,


Anche se credo che tu sia un Segretario pro-tempore che si deve far carico del risultato delle europee e preparare la strada a Bersani, voglio renderti partecipe di alcune considerazioni: Avevo riposto tantissime speranze nel Partito Democratico, con tanta energia ho partecipato alle “primarie” nonostante le liste bloccate. Nell’occasione in cui ci si poteva esprimere con una preferenza (direzione dei circoli), l’applicazione pratica ha preteso il candidato unico. Per le elezioni politiche speravo si volesse rinvigorire il legame con gli Elettori attraverso le Primarie, ma si è preferito seguire Berlusconi nel cooptare tutto il Parlamento e così anche questa Istituzione risulta ad immagine e somiglianza della oligarchia romana in barba alla Costituzione che riserva la sovranità al popolo (dice così anche quella su cui tu hai giurato). E mi dispiace dover rimarcare che anche l’Assemblea che ti ha eletto non rappresenta nessuno, perché anch’essa derivata o composta da cooptati.



Ho esultato per lo Statuto, per la Carta dei Valori e per il Codice Etico e mi sono sentito sinceramente fiero di molti contenuti; ma ad ognuna di quelle impostazioni e indirizzi hanno fatto seguito cocenti delusioni applicative: La pratica applicazione ha deriso la filosofia e gli obiettivi della “predica”. In tutto il Paese i “capi-bastone” hanno fatto di tutto per aggirare quella filosofia e quei valori di riferimento che il P.D. era riuscito a darsi. E il gridare contro i pericoli per la democrazia portati dalla parte avversa non poteva esimere il PD dal praticarla in casa propria per indicare i suoi quadri dirigenti e per la individuazione delle rappresentanze popolari. Speravo che il “soggetto politico nuovo” sentisse il dovere di verificare le soluzioni inizialmente necessitate con un Congresso subito dopo le elezioni politiche. Le oligarchie di D.S. e Margherita, in spregio al dichiarato diniego, hanno realizzato la “fusione a freddo”.



Le rispettive forti culture anziché fondersi si sono sentite relegate a mere testimonianze o a vituperate correnti. (non sarebbe stato meglio stare insieme qualche anno in una federazione?) Perciò non è strano che il PD non abbia saputo darsi un credibile progetto politico-culturale e che le sue componenti non siano riuscite a “traghettare” i rispettivi iscritti nella nuova formazione, anzi se ne sono volutamente abbandonati per strada in grande quantità in applicazione dell’egoistico principio: “meno aderenti meno fastidi”. Gravissimo il segnale percepito dalla base secondo cui la creazione del P.D. sia servita a salvaguardare le rispettive oligarchie centrali e che le stesse poi, senza il minimo rispetto, si siano infischiate di far germogliare la generosa apertura di credito registrata con le primarie. Tutto il “modus operandi”, malamente scusato con la “ristrettezza dei tempi”, ha generato incredulità e disimpegno: Anche di chi, come me, frequenta la politica da oltre 40 anni.



E’ proprio il caso di richiamare la famosa parabola dei “talenti” per rendersi conto quanto sia stata impiegata male l’apertura di credito concessa dagli elettori delle primarie. Quella realizzatasi non è l’idea di Partito Democratico che in tanti avevamo auspicato e sono giunto al convincimento che non si realizzerà più, perché sulla costruzione di un soggetto politico nuovo - degno tanto del sostantivo che dell’aggettivo - pesano negativamente i patti di occupazione del potere realizzatisi tanto a Roma quanto in periferia: Senigallia docet! E i recenti disastri elettorali del P.D. non sono ne colpa ne merito di Berlusconi. Chiaro!



Questi i motivi per cui non intendo aderire, ma ti voglio comunque dire che, se in tempi ultra veloci il P.D. non praticherà la democrazia al suo interno, se non si darà un credibile progetto politico-culturale e non si libererà delle “cupole di potere” formatesi, credo che la sua dissolvenza sia più vicina di un difficile quanto improbabile rilancio.


da Tarciso Torregiani
circolo Sviluppo Economico e Servizi-Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2009 alle 15:30 sul giornale del 03 marzo 2009 - 4500 letture

In questo articolo si parla di politica, circolo Sviluppo Economico e Servizi-Senigallia, Tarciso Torreggiani, franceschini





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