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Scuola: un protocollo per l’integrazione di alunni stranieri

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di Maria Chiara La Rovere
redazione@viverejesi.it

Fabiano Belcecchi, Bruna Aguzzi
Siglato un protocollo d’intesa tra amministrazione comunale jesina e dirigenti scolastici degli Istituti comprensivi per favorire una presenza equilibrata degli alunni stranieri nelle scuole della città, a partire da quelle dell’infanzia. La risposta inclusiva alle \'classi ponte\' della Gelmini.

Obiettivo: promuovere l’educazione e l’istruzione per tutti i bambini e i ragazzi, offrendo a ciascuno di loro pari opportunità formative, con una qualità dell’intervento didattico omogeneo nella città.


La materia è delicata, ma iniziamo realizzando insieme agli Istituti quell’attenzione ai bisogni formativi degli studenti stranieri, anche con gli interventi dell’amministrazione sul settore dei servizi, come trasporto e mense” – afferma il sindaco Fabiano Belcecchi – “è ammirevole che tutti i dirigenti, a prescindere dalla situazione dei propri istituti, si siano messi a disposizione della città”.


Con questa intesa fissiamo il limite massimo del 20% di alunni stranieri che può essere presente in una classe” – spiega l’assessore ai servizi educativi Bruna Aguzzi – “affinchè possa realizzarsi una integrazione efficace e la dimensione interculturale possa costituire un arricchimento per tutti, evitando fenomeni di esclusione ed autoesclusione e combattendo la diffidenza”. Per l\'assessore, questa è la migliore risposta alle criticate \'classi ponte\' proposte dalla Ministra Gelmini, \"la dimostrazione più concreta e alta della resposabilità civica e sociale che una città possa avere, nell\'interesse di tutti i bambini\".


Il protocollo si inserisce in quel percorso che ha portato, qualche mese fa, al rinnovo del progetto ‘Patto per la scuola’, siglato tra Comune e dirigenti scolastici, in occasione del quale si è proceduto all’adeguamento dello stradario. E le iscrizioni scolastiche si sono infatti effettuate in base ai nuovi bacini territoriali delle scuole, individuati in base a criteri di vicinanza (per diminuire il trasporto pubblico e privato), capienza degli edifici scolastici, offerta del tempo scuola differenziato nei plessi di scuola primaria, equilibrio della presenza di stranieri in tutte le scuole.


Si risponde così anche alla circolare ministeriale del 15/01/2009 che chiedeva questo tipo di intese tra enti locali e dirigenti scolastici mirate ad assicurare “una equilibrata distribuzione della popolazione scolastica straniera”.


La situazione attuale a Jesi vede una concentrazione di alunni stranieri in alcune scuole, dato che si tende a frequentare la scuola più prossima al proprio quartiere di residenza. Nella scuola materna La Giraffa (presso la Federico II), l’80% sono bambini immigrati, il 25% in quella di S. Maria del Piano, il 20,5% nella Sbriscia di viale Verdi, con una media del 13% su tette le scuole dell’infanzia. Nelle scuole primarie della città, la percentuale è del 12,5%, con un’alta presenza nella scuola Garibaldi di via San Giuseppe (90,5%), mentre nelle secondarie gli alunni stranieri rappresentano il 13%, maggiormente nella Savoia di corso Matteotti (28,5%) e nella Federico II di piazzale San Savino (25,5%).


Questa di Jesi è un’esperienza pilota e riguarderà le nuove classi, a partire dall’anno scolastico 2009/10. L’intesa prevede anche misure di accompagnamento necessarie (trasporti, mense, ecc.), armonizzazione degli orari delle scuole per facilitare i trasporti scolastici, verifica dell’efficacia della definizione dei bacini territoriali di competenza delle scuole.


Ci avviamo verso un mondo meticciato e, sentendo i ragazzi in prima persona, per loro non è assolutamente un problema avere alunni stranieri in classe” – precisa Mirella Mazzarini, dirigente scolastica Istituto comprensivo ‘Jesi Centro-Lorenzo Lotto’ – “semmai è importante fare formazione alle famiglie: sono loro che a volte sollevano questioni di questo tipo”.


Scegliamo la logica dell’inclusione e non delle classi ponte” – afferma con forza la dirigente dell’Istituto comprensivo ‘Jesi-Carlo Urbani’, Rosa Meloni – “il problema va affrontato con politiche scolastiche, edilizie e dei servizi, con risorse adeguate, che ci spettano per diritto e non per elemosina, mentre oggi il Governo ci toglie completamente ossigeno”.


Stiamo condividendo non un problema dello straniero ma una concezione di varietà delle culture come risorsa, a partire dalla concretezza del contatto tra le diversità che va favorito soprattutto negli Istituti di base” dice la dirigente dell’Istituto comprensivo ‘Jesi-S.Francesco’, Rosa Ragni.


Per Filiberto Arcangeli, dirigente dell’Istituto comprensivo ‘Federico II-Jesi/Monsano’, “è lodevole che si affronti insieme questa tematica; lo stradario da solo non bastava e serviva una collaborazione tra di noi; ora c’è da fare un lavoro forte con la cittadinanza”.



... Fabiano Belcecchi, Bruna Aguzzi
... sindaco, assessore, dirigenti scolastici


Fabiano Belcecchi, Bruna Aguzzi

Questo è un articolo pubblicato il 11-03-2009 alle 17:26 sul giornale del 11 marzo 2009 - 3545 letture