x

SEI IN > VIVERE JESI > POLITICA
comunicato stampa

Nel 2020 potranno ancora dire \'Il nostro Teatro Pergolesi\'?

2' di lettura
1275
da Partito della Rifondazione Comunista

piazza della repubblica
Il partito della Rifondazione Comunista di Jesi, attraverso questo comunicato, intende spiegare le motivazioni che hanno portato a non votare l’atto d’indirizzo presentato dal Sindaco ai fini della  proroga, dal 2014  al 2034, del contratto con la Fondazione Pergolesi Spontini per la gestione del Teatro Pergolesi.
Il nostro direttivo non è convinto della decisione assunta dal Consiglio Comunale, dal PD, dal PdCI e da SD con i voti della destra (Massaccesi e gruppo di AN, Pennoni per FI) con cui si impedirà ai Consigli comunali e alle amministrazioni che si succederanno alla guida di questa città, di riassumere la gestione del teatro e di modificare, fino al 2034, il contratto di servizio stipulato con la Fondazione per la gestione del Pergolesi.

Il nostro unico obiettivo è difendere il valore del teatro, patrimonio e bene di tutta la cittadinanza. Solo poche settimane fa il nostro Assessore Valentina Conti, insieme all’Assessorato ai Lavori Pubblici, è riuscita a ottenere 750.000 euro di finanziamenti europei proprio per il restauro di alcuni palazzi storici della città.

Condividiamo perciò l’urgenza di realizzare i lavori al tetto del Pergolesi. Così come condividiamo e sosteniamo le scelte culturali dell’Amministrazione condivise con la Fondazione. Ma ieri in aula consiliare non si discuteva di questo, non si parlava di politiche culturali, né dell’urgenza di lavori strutturali al Pergolesi.

La questione sul tavolo del consiglio comunale riguardava invece la proroga del contratto di servizio per i prossimi 25 anni alla Fondazione che, in base alla documentazione legale acquisita, non risulta necessaria.
Nessuna legge obbliga il Comune a un passo così rilevante come quello deciso ieri sera dal voto della strana “ammucchiata” composta dal centro destra, dal PD, dal PdCI e da SD.

Il Sindaco ci ha detto nel suo intervento che il bilancio comunale avrebbe potuto sopportare l’onere dei lavori. Il buon senso avrebbe allora imposto di non “ipotecare” le decisioni dei futuri consigli comunali, di non delegare alla Fondazione la gestione dei nostri teatri fino al 2034, ma di adottare quelle soluzioni, possibili ed economicamente praticabili che, attraverso un accordo con la Fondazione, avrebbero potuto meglio garantire i cittadini, il Comune di Jesi e la Fondazione stessa.


piazza della repubblica

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-03-2009 alle 18:02 sul giornale del 16 marzo 2009 - 1275 letture