x

SEI IN > VIVERE JESI > ATTUALITA'
intervista

Notizie da Maiolati: intervista al sindaco Carbini

6' di lettura
3171
di Maria Chiara La Rovere
redazione@viverejesi.it

Giancarlo Carbini
I progetti sono pronti e i soldi ci sono, ma il Comune di Maiolati Spontini non può mettere mano ai lavori perché bloccato dal patto di stabilità della Finanziaria Tremonti-Berlusconi. Paradosso. Cosa succede a Maiolati? Vincoli di spesa, campus scolastico al via, discarica e problema rifiuti, raccolta differenziata alle porte, crisi nel territorio, questione Sadam. Le novità dal sindaco di Maiolati Spontini Giancarlo Carbini.

Sul versante dei problemi dovuti al patto di stabilità? Avete avuto risposte?


C’è stata un’illusione (per non chiamarla presa in giro): la mozione presentata da Franceschini, approvata dalla Camera, poi è stata recepita dal Governo in maniera del tutto irrisoria, prevedendo due clausole assolutamente non raggiungibili: hanno, sì, inserito i residui tra gli importi che non debbono essere considerati nei vincoli del patto di stabilità, però a condizione che il Comune sia ‘virtuoso’. Solo che l’accezione secondo il Governo vuol dire che il Comune nel 2008, per le spese correnti, abbia speso meno della media del triennio 2005-2007, ma vorrei vedere qual è il Comune che è riuscito a spendere di meno nel 2008, rispetto sostanzialmente al 2006, con il ritmo di prezzi crescenti. Ma ammesso questo, c’è un’altra clausola: quello che spenderebbe in più il Comune deve essere compensato dalla Regione. Lo Stato non ci mette un euro: il patto di stabilità, se ottiene delle deroghe, deve essere compensato a livello regionale”.


Nel caso del campus scolastico siete riusciti a dare il via ai lavori.


Si, perché il patto di stabilità non ci azzerava completamente la possibilità di fare investimenti. Abbiamo attualmente lavori appaltabili per più di 8 milioni di euro. Il patto di stabilità ci vincola ad una spesa limitata a 2,5 milioni di euro, per cassa, il che significa che entro questi 2,5 milioni previsti per il 2009 dobbiamo far rientrare anche tutti i lavori iniziati nel 2008, che non sono stati completati e che quindi saranno pagati nel 2009. Ci resta pochissimo margine di investimento, che noi abbiamo destinato al Campus, perché adesso inizieremo la procedura di gara d’appalto, e i lavori inizieranno tre settembre e ottobre di quest’anno. L’incidenza del Campus sul patto di stabilità, per quest’anno, sarà intorno ai 500.000 euro”.


Il costo del grande progetto?


4 milioni e 610.000 euro per il primo lotto. Il secondo lotto è previsto nel piano triennale del 2010, poi vedremo l’evolversi della situazione: il patto di stabilità vincola per tre anni e noi, avendo appaltato il primo lotto, non potremo appaltare (se il patto di stabilità dovesse confermarsi) il secondo lotto nel 2010 ma aspettare ancora che si svincolino ulteriori fondi”.


La questione discarica e rifiuti della Provincia?


Per quanto riguarda la discarica, noi restiamo ancorati saldamente al Piano Provinciale di Gestione Rifiuti, con l’ultima modifica approvata dal Consiglio Provinciale e dalla Regione (la delibera è in attesa di essere pubblicata al Bur per essere esecutiva e definitiva a tutti gli effetti). Quella delibera prevede che nella discarica di Moie non arriveranno più di 50.000 mq di rifiuti l’anno. Oltre i 50.000 previsti a Moie, ce ne sono altri 60.000 circa a Corinaldo. C’è scritto chiaramente che tutti i rifiuti prodotti che eccederanno la quantità di quei 110.000 mq, i Comuni del sub-ambito 1 devono portarli fuori Provincia. Chiediamo fermamente che venga rispettato quanto previsto dalla delibera provinciale. Non ci risultano diversi provvedimenti e quindi siamo fiduciosi: ho contattato la presidente della Provincia e l’assessore provinciale che mi hanno confermato che quella è la linea su cui si sta muovendo la Provincia. Quindi ad oggi non ci risulta nessun rischio ma vigileremo attentamente perché quanto previsto venga rispettato”.


L’ampliamento della discarica di Moie si farà?


L’ampliamento è quello che è già stato programmato e il cui primo lotto è stato inaugurato da tempo. L’ampliamento dell’attuale comparto della discarica è pianificato su più anni, ma il prossimo lotto potrebbe non rientrare nei vincoli che il patto di stabilità ci impone. Per cui dovremmo fermare i lavori, non di prosecuzione dell’ampliamento. L’ampliamento consisteva nell’individuare un nuovo sito, preparare la vasca e, man mano che i rifiuti vengono ammassati, progredire con i lavori di contenimento. Questa progressione è a rischio se non ci svincolano i fondi del patto di stabilità”.


Partirà finalmente la raccolta differenziata anche a Maiolati Spontini.


Il 26 marzo, la Sogenus ha presentato il progetto di partenza della raccolta differenziata che potrebbe trovare attuazione dalla prossima estate. È stato presentato all’Assemblea dei sindaci, adesso ogni Comune nel proprio ambito verificherà il progetto, attuerà gli atti deliberativi, in modo da dare il via definitivo alla raccolta differenziata, che potrà finalmente partire. Siamo consapevoli che era una decisione da prendere da tempo, ma eravamo vincolati ad aspettare maggiori garanzie di affidamento alla Sogenus, perché parallelamente si sta concludendo il percorso di acquisizione delle quote da parte dei privati. Entro il 30 giugno la Sogenus diventerà di totale capitale pubblico, con maggiori garanzie di affidamento dei servizi cosiddetti ‘in housing’. Ora possiamo chiedere alla Sogenus di fare investimenti e di presentare un progetto di raccolta differenziata, cosa che era problematica fino a poco tempo fa, sia normativamente sia per l’assetto societario”.


Avete previsto un fondo di solidarietà di 53.000 euro per le famiglie in difficoltà. Qual è la situazione della crisi sul territorio?


È ancora fortemente critica. Arrivano pochi segnali positivi e molti negativi e temo che la coda della crisi non sia ancora arrivata, con effetti che probabilmente saranno molto più forti nel secondo semestre. Sono molti quelli che si stanno avvicinando, non solo perché hanno avuto notizia di questo fondo ma perché hanno reali necessità, che arrivano già con il distacco della fornitura dell’acqua, cioè già con una situazione di emergenza grave”.


Dovrebbe arrivare a breve la decisione sulla questione della riconversione Sadam. I Comuni vicini a Jesi sono stati chiamati in causa?


Ritengo che il coinvolgimento sia stato insufficiente: siamo stati convocati alcune volte ma nessuno ci ha trasmesso ufficialmente il progetto di riconversione della Sadam, per cui abbiamo dovuto esprimere giudizi e posizioni sul sentito dire, su quanto appreso dalla stampa o su quanto appreso direttamente in quelle riunioni. Il vero e proprio progetto non è stato trasmesso ai sindaci dei Comuni limitrofi. Documentazione ufficiale non ne abbiamo, se non quella che abbiamo ricevuto al volo negli incontri a cui abbiamo partecipato, per cui una presa di posizione con cognizione di causa vera è impossibile da parte nostra. Sappiamo benissimo della grossa difficoltà di decidere tenendo conto dell’equilibrio tra salvaguardia dei posti di lavoro e l’assoluto rispetto dell’ambiente, però bisogna farlo analizzando i dati di fatto. Abbiamo forti dubbi ma non abbiamo davanti un progetto concreto. Le slide che abbiamo visto non mi sembrano un piano industriale. Quando ci arriverà, daremo un giudizio consapevole”.



Giancarlo Carbini

Questa è un'intervista pubblicata il 29-03-2009 alle 00:51 sul giornale del 28 marzo 2009 - 3171 letture