L\'opposizione contro il Prefetto D\'Onofrio: intervenga Maroni

giovanni d\'onofrio 03/04/2009 - Il Prefetto D’Onofrio non ha tenuto conto né del regolamento né dello statuto del Comune di Senigallia così ledendo, con il suo diniego immotivato, i diritti di tutti i consiglieri comunali di opposizione e di tutto l’elettorato che chiede il rispetto della democrazia.

Restiamo sbalorditi e amareggiati dalla lettera inviata dal Prefetto D’Onofrio (peraltro senza nemmeno rispondere direttamente ai consiglieri che lo avevano interpellato denotando scarso rispetto istituzionale) che spiega come la convocazione del consiglio così come richiesta dall’opposizione “non può estendersi sino a ricomprendere nella convocazione soggetti estranei all’organo assembleare”. Non è assolutamente vero.


Le parole frettolose del Prefetto sono smentite dall’art. 15 comma 2 lettera h del regolamento comunale che, di fronte ad una richiesta del consiglio comunale o della Giunta, obbliga il presidente del consiglio stesso ad autorizzare la presenza e l’intervento in aula “del difensore civico, dei dirigenti, dei funzionari e di qualunque altra persona”. Perciò, contrariamente a quanto sostenuto dal Prefetto, la convocazione del consiglio comunale può estendersi pacificamente fino a ricomprendere, nella convocazione stessa, soggetti estranei all’organo assembleare (come avvenuto peraltro in questi giorni con la variante Arceviese). Sul punto non vi può essere dubbio alcuno. E tale possibilità regolamentare vale sia per il difensore civico (l’opposizione aveva chiesto infatti la sua convocazione in qualità di presidente del comitato dei garanti), sia per “qualunque altra persona”.


In un caso identico, il Prefetto di Benevento Antonella De Miro ha convocato d’ufficio il consiglio comunale, così come richiesto da un quinto dei consiglieri di opposizione, spiegando che al presidente del Consiglio comunale spetta soltanto “la verifica formale che la richiesta provenga da soggetti legittimati mentre non può sindacare l’oggetto”. Il Prefetto campano ha spiegato che un presidente del consiglio comunale può rifiutare la convocazione solo se l’oggetto dell’ordine del giorno sia “illecito, impossibile o per legge estraneo alle materie del consiglio comunale”. Per questi motivi, la risposta del Prefetto di Ancona è inaccettabile poiché emessa senza tener conto delle regole statutarie e regolamentari del Comune di Senigallia nel rispetto delle quali si era chiesto l’intervento proprio dell’autorità di governo. Per questo preannunciamo un esposto al Ministro dell’Interno Maroni per sollecitare l’adozione di immediati provvedimenti per ripristinare le regole fondamentali del dibattito democratico su scelte importanti e determinanti per la gestione del territorio della nostra città. Tutto ciò anche per fugare il sospetto che la risposta del Prefetto possa risultare politicamente di comodo per la maggioranza di governo senigalliese e lesiva dei diritti politici costituzionalmente tutelati della minoranza.


I consiglieri comunali dell’opposizione: Fabrizio Marcantoni, Roberto Paradisi, Vincenzo Savini, Daniele Corinaldesi, Gabriele Girolimetti, Gabriele Cameruccio, Alessandro Cicconi Massi, Lucio Massacesi, Andrea Bacchiocchi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-04-2009 alle 13:32 sul giornale del 03 aprile 2009 - 3349 letture

In questo articolo si parla di attualità, opposizione, giovanni d\'onofrio


Grazie per avermi dato risposta.<br />
Giorni fa avevo chiesto o una piccola autocritica oppure la dichiarazione che il Tar ed Il Prefetto sono contigui a questa maggioranza.<br />
Grazie.<br />
P.S. ricordatevi di dire a Maroni che questa maggioranza è di segno opposto alla sua, se no rischiate poi di dover dire che è contiguo pure lui.<br />
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Ma possibile mai che in questo paese non ci sia mai l\'umiltà di dire : \"ops.. mi sono sbagliato\"<br />
Riconoscere i propri errori non rende nè impotenti nè brutti, anzi...

Credo che l\'oggetto della discordia sia leggermente diverso da come viene presentato.Il Difensore Civico, nella fattispecie, coincide con il Presidente del Comitato dei Garanti, ma quel comitato, avendo concluso i propri lavori, anche perchè era a tempo, non esiste più, è sciolto. Per ottenere una sua ricomposizione occorre procedere con una nuova nomina. Il fatto che coincidano Difensore civico/Presidente com. dei garanti, non ha alcun valore, giuridicamente parlando, ovviamente.Pertanto ne consegue che il Difensore Civico non può essere convocato dal Consiglio Comunale, nella sua veste di Presidente del Comitato, perchè non ne ha più la qualifica. Inoltre, se non ricordo male, il motivo della richiesta di convocazione riguardava la necessità che il Presidente del com. garanti fornisse una interpretazione autentica del PRG, altra cosa inammissibile, quella figura, ancorchè cessata dalle funzioni, non potrebbe certo dare una interpretazione autentica di un atto approvato dal Consiglio Comunale, anche perchè non ha avuto alcun ruolo in quella approvazione.<br />
Fin qui secondo la mia interpretazione del Diritto Amministrativo. Vorrei essere corretto se ho scritto baggianate.<br />
Altro inece è l\'opportunità politica di affrontare il problema, in Consiglio, da parte della maggiornzna che, sicura della propria forza, avrebbe ben potuto accondiscendere alla richiesta, senza perciò dare l\'impresssione di arroganza che invece ha trasmesso, anche se si è giustificata in maniera legittima.<br />

\"Ma possibile mai che in questo paese non ci sia mai l\'umiltà di dire : \"ops.. mi sono sbagliato\"<br />
Riconoscere i propri errori non rende nè impotenti nè brutti, anzi...\"<br />
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Magari, sig. Mauri, è proprio ciò che ormai in molti si aspettano..

Magari fosse come dici tu Mauri; magari qualche dirigente comunale dicesse \"ops mi sono sbagliato\", qualche assessore e via via tutti gli altri.<br />
Staremo a vedere come evolve questa vicenda, ma mi sembra abbastanza plausibile quello che leggo in questo articolo.<br />
Poi rimango sempre della stessa idea: se arriva una richiesta che non mi sembra affatto irragionevole, il presidente del consiglio comunale potrebbe anche autorizzare quell\'audizione; non ci trovo nulla di strano, anzi trovo strano il contrario.

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Posso essere daccordo con te, ma sappiamo tutti e due come in politica spesso si sfruttano situazioni per un fine diverso da quello che apparentemente sembra.<br />
C\'è stata una richiesta, al diniego si è cercata un\'autorità per avere un aiuto e quest\'autorità ha confermato il diniego. Semplice.<br />
Altra cosa invece è una \" pretesa \" che prevede, per il destinatario, solo l\'obbligo a corrispondere perchè la pretesa è di per sè giusta.<br />
Sono due cose completamente differenti.<br />
Più in generale oggi abbiamo dimenticato l\'uso di molte parole, se ci riabituassimo ad usare più spesso parole come \" scusa\", \"per Favore\", \" mi dispiace\" forse anche i nostri rapporti sarebbero migiori.<br />
Ma questa è un\'altra cosa, attiene più alla sfera personale di ognuno di noi.<br />
Scusa la digressione, magari centra poco.<br />