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Palio di San Floriano e consegna del cero: omelia del Vescovo Rocconi

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 6' di lettura 11/05/2009 - Il vescovo ringrazia i sindaci per la loro presenza e gli organizzatori per questo momento di incontro tra la Chiesa e la società civile “Pensando alle persone che hanno perso il lavoro e la casa per la crisi economica o il terremoto, dobbiamo essere solidali e sforzarci di vivere nella gratuità e nella sobrietà”.

Davanti la Cattedrale, prima di ricevere l’omaggio del cero, il Vescovo ha invitato a pregare per le tante necessità della nostra società ed ha affidato al santo patrono Floriano le famiglie, i giovani, le persone che si dedicano al bene della società civile.

Omelia della Messa

Pur conoscendo poco della vita di San Floriano, una cosa possiamo dirla con certezza: possiamo definire san Floriano il Santo della decisione. Ha dovuto fare una scelta: a chi obbedire. Obbedire all’imperatore, tenendo nascosta la sua fede, oppure obbedire al Signore Dio che gli chiedeva di portare aiuto a cristiani imprigionati e sofferenti e quindi manifestarsi come credente. E in quel tempo terribile che fu la persecuzione di Diocleziano, il giovane soldato Floriano non ebbe dubbi: doveva stare dalla parte del bene, dalla parte della solidarietà, dalla parte della gratuità, doveva saper donare la sua vita.

Figura lontana nel tempo, ma così vicina nel suo valore quella di San Floriano!

1- Non ebbe paura di dire la sua fede. Nella certezza che la fede non lo faceva essere meno uomo, meno servitore dei fratelli, meno servitore dello stato. Tutt’altro. La fede gli chiedeva un servizio all’uomo può generoso ancora, gli chiedeva un rifuggire dal proprio interesse e dal proprio vantaggio, gli chiedeva di vedere la propria vita come un servizio, anche a costo di perderla.

2- E proprio in tutto questo San Floriano è anche il santo della libertà. E oggi con forza spinge la Chiesa a non venir mai meno al suo dovere di parlare, di dire il messaggio di Gesù. A volte la tentazione di tacere, di accomodarsi sul modo di pensare e sentire comune, di non disturbare ... è una tentazione possibile e frequente. Gesù ha inviato i suoi ad annunciare un vangelo, una bella notizia da dare senza paura. E non ci si può fermare perchè parlare di Gesù, parlare dei valori che Gesù ci propone è impegnativo. Il Papa domenica scorsa diceva: Non si può tacere la verità su Gesù anche se sappiamo che lo spirito del mondo non potrà accettarla e la combatterà. Il mondo non può accettare Cristo, perchè altrimenti dovrebbe cambiare tutta la sua impostazione; e allora cerca di mettere a tacere la parola di Gesù. San Floriano insegna che la fede, fondata sulla Parola di Gesù non può essere tenuta nascosta, anche a costo di perdere la vita.


3- San Floriano si manifestò come cristiano nell’intento di soccorrere cristiani imprigionati e sofferenti. Donare Gesù, parlare di Gesù è il dono più grande che si può fare. Gesù è il senso della vita, è la speranza che ci accompagna e la forza che ci permette di vivere. E anche se, pur per chi crede è così difficile seguire Cristo, con umiltà, riconoscendo i propri limiti, Gesù va indicato come il salvatore. Certo, chi parla deve saper vedere la propria incoerenza e la propria fatica a seguire il Signore. Ma io non predico me stesso: Anzi, quando predico agli altri, predico anche a me stesso e mi sento discepolo. La parola che propongo è anche un invito che faccio a me stesso, è una parola con cui mi devo confrontare e di fronte alla quale mi devo convertire: io per primo, e ciascuno di noi, poi. E allora tutti, come discepoli, vogliamo metterci davanti al Signore per comprendere la sua Parola e per crescere e maturare nell’obbedienza.

4- E cosa ci dice il Signore attraverso San Floriano? Quest’anno la festa di San Floriano cade in una particolare situazione. In particolare pensiamo alla crisi economica, il terremoto in Abruzzo. E anche qui la Chiesa deve fare la sua riflessione. Primo perchè si sente interpellata e quindi anche essa, la Chiesa deve dare una risposta.

Secondo perchè sente il dovere in nome di Colui al quale crede, cioè il Signore, di proporre alcuni atteggiamenti.

In questa particolare situazione ecco allora alcuni pensieri che sono da maturare, interiorizzare e quindi da concretizzare.

A- Solidarietà: è necessario parlare di solidarietà. In questi ultimi tempi si faceva notare che nei vari ponti (Pasqua, 25 aprile, 1 maggio) le persone andate in vacanza sono state molto di più di quelle dell’anno scorso. Questo ci fa capire che la difficoltà alla fine non è di tutti, ma di chi perde il lavoro. Non è che tutti stiamo un po’ meno bene. Tanti continuano a star come prima, altri sono caduti in un enorme bisogno. E questo è un motivo in più di solidarietà. Chi stava bene e continua a star bene non può far finta che non sia accaduto niente: c’è qualcuno che sta male veramente.

B- Ed ecco allora il secondo atteggiamento: quello della gratuità. Soltanto se dietro c’è un animo che ragiona come Gesù, saranno lenite delle sofferenze. E come ragiona Gesù? C’è più gioia nel dare che nel ricevere.

C- Un terzo atteggiamento è fondamentale: quello della Sobrietà. La mentalità del tutto e subito, o del “non si deve rinunciare a nulla” e del non accontentarsi mai o peggio ancora dell’invidia sicuramente crea disagi, divisioni malessere. C’è da capire che non si vive per le cose, e quella mentalità del facile guadagno, spesso seguita, è deleteria. I beni, vanno guadagnati, la posizione che uno vuole avere di qualsiasi tipo deve essere meritata.

Sono contento che questa festa di San Floriano sia fra le altre cose una opportunità di incontro della Chiesa con la società civile. Non solo in questo momento ma anche in altri momenti magari più ricreativi.

Per questo voglio concludere ringraziando i sindaci per la loro presenza, voglio ringraziare tutti i figuranti e tutti coloro che con fatica hanno permesso la realizzazione di questa manifestazione: anche questi momenti, se vissuti nel giusto modo, contribuiscono a fortificare l’unione fra le persone e a creare un clima di serenità e concordia: per il bene di ogni persona. Amen.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-05-2009 alle 23:14 sul giornale del 11 maggio 2009 - 1396 letture

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