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Allarga gli accessi: primo censimento dei locali accessibili di pubblico svago

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da Talita Frezzi

Un opuscolo dei 50 locali virtuosi a Jesi, Monsano, Maiolati Spontini e Filottrano in cui accessi, aree interne e servizi igienici siano a misura di tutti gli utenti, anche dei portatori di handicap.

E’ stato realizzato nell’ambito del progetto “Allarga gli accessi”, una sorta di censimento dei locali accessibili di pubblico svago nella Vallesina realizzato dal Comune, dall’Ambito territoriale sociale IX in collaborazione con le associazioni Cooss Marche, Anffas, Gruppo solidarietà di Moie, Minimalia. E’ stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa dall’assessore ai servizi sociali Bruna Agruzzi, dalla responsabile del progetto Cristina Pesaresi, dal coordinatore dell’Ambito IX Riccardo Borini e dal presidente Anffas Antonio Massacci.

Negli ultimi anni è cresciuta in Italia l’attenzione sul tema della disabilità e sui diritti delle persone con diversa abilità - dice l’assessore Bruna Aguzzi – nel nostro territorio sono stati istituiti servizi e organizzate attività, ma per quanto qualitativamente e quantitativamente soddisfacenti, questi servizi non bastano. Dobbiamo domandarci ancora quali sono gli ostacoli, quali sono le azioni positive che rimuovono le difficoltà che non permettono al disabile una vita normale”. “Il costo complessivo del progetto è di 4.340 euro finanziato con i fondi di Ambito e in un momento in cui si parla di tagli ai servizi, investire nello svago è un segnale importante”, aggiunge Riccardo Borini.


La sfida - sottolinea la coordinatrice del Progetto “Allarga gli Accessi” Cristina Pesaresi - è di riuscire a censire tutti i locali della Vallesina. Per ora ci siamo limitati a quattro Comuni, quelli dove è maggiormente presente il numero di portatori di handicap che fanno uso di questo tipo di servizi alla persona. Il gruppo di volontari e persone con disabilità fisica che hanno somministrato i questionari ai ristoratori e condotto lo studio del progetto è formato da sette elementi: troppo pochi per monitorare tutta la Vallesina”. Il presidente Massacci suggerisce una cosa importante. “Allargare gli accessi significa eliminare i gradini che costituiscono una barriera architettonica- dice – ma in realtà, spesso i gradini sono mentali e il vero ostacolo è rappresentato dall’ignoranza e da una cultura sbagliata del problema-handicap”.





Questo è un articolo pubblicato il 13-05-2009 alle 17:44 sul giornale del 13 maggio 2009 - 1679 letture