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comunicato stampa

Mons. Rocconi: fede e paura sono inconciliabili!

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Il vescovo mons. Gerardo Rocconi commenta il vangelo della domenica dedicato al tema della fede.
Dal Vangelo secondo Marco. In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: \"«Passiamo all’altra riva\". E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: \"Maestro, non t’importa che siamo perduti?\". Si destò, minacciò il vento e disse al mare: \"Taci, calmati!\". Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: \"Perché avete paura? Non avete ancora fede?\". E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono\".

Il vangelo ci racconta la traversata del lago di Genesaret, durante la quale scoppia una furibonda tempesta. E Gesù sulla barca dorme. I discepoli urlano, gridano a Gesù se per caso non gli importi nulla che si vada tutti a fondo... E Gesù calma la tempesta, ma poi rimprovera i discepoli: Ma possibile che ancora non avete fede? Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”

Ma non avete ancora fede?
Marco attraverso questo episodio sta parlando alla comunità cristiana di Roma. Una comunità nella sofferenza e nella paura per le persecuzioni che stanno arrivando. A loro rivolge le parole di Gesù: \"Ma non avete fede?\" Perchè Gesù si meraviglia della loro mancanza di fede? Il vangelo sottolinea che l’iniziativa di traversare il lago era stata sua. E allora bisognava dargli ugualmente fiducia anche se ora sembrava dormire di un sonno profondo. Dicevamo che Marco che sta parlando alla comunità di Roma che è come una barca in piena burrasca. Sembra dire: E’ Gesù che vi ha chiamati, è Gesù che vi ha costituiti Chiesa. Perchè allora, anche se si vive un momento difficile, perchè nasce la paura? E’ un discorso che vale anche per noi oggi. Anche noi siamo chiamati a prendere il largo e questo significa avventurarsi in acque misteriose e insidiose, cioè in un mondo carico di imprevisti, mondo al quale va comunque recato il vangelo.

Fede in un Dio apparentemente assente La difficoltà vissuta dagli apostoli, pertanto, rappresenta anche la nostra fatica quotidiana, ma rappresenta anche la fatica in quanto cristiani, rappresenta la fatica in quanto Chiesa e in quanto operai del vangelo. Ma Dio dorme! Gesù, fisicamente presente, non interviene! L’evangelista manifesta non solo lo stupore dei discepoli nel vedere Gesù dormire, ma anche il loro disappunto e la paura. Il grido degli apostoli significa quanto l’uomo spesso sente Dio lontano dalla sua vita, quanto si sente perduto. Ma questa paura nasce perché manca una fede completa, convinta, la fede in Gesù che gli è sempre e comunque vicino, anche se le apparenze non sono sempre come l’uomo vorrebbe. Gesù non dorme, è la poca fede dell’uomo che gli fa credere questo.

Fiducia anche nella sconfitta E’ vero, Gesù non toglie i problemi. Aver fede significa comunque abbandonarsi a Dio anche quando sembra che lui dorma. Sarebbe una falsa fede quella che semplicemente vedesse in Dio un consolatore o uno che, se lo invochi fiduciosamente, ti risolve tutto. Siamo chiamati alla fede, alla speranza sicura. Infatti Gesù dice: “Coraggio, io ho vinto il mondo” . Fede allora è fidarsi del Signore, ma senza pretendere di conoscere le soluzioni e credendo che Gesù sia presente, anche se noi non vediamo soluzioni o apparentemente egli dorma.

Qual è la nostra fede? E noi, la fede ce l\'abbiamo? Sì la fede ce l’abbiamo, ma spesso è la fede da esercitare sulla terra ferma e garantita da ogni tempesta. Oggi il Signore ci chiede quella fede che regge anche tra le tumultuose vicende dell’uomo. Quella fede da esercitare anche nelle situazioni non risolte e non risolvibili, nelle tempeste, nei fallimenti non ostante la buona volontà e la preghiera, nelle situazioni di sconfitta e di morte non ostante la fiducia e l’aver fatto il possibile. Qui è la fede alla quale siamo chiamati, quella di chi sa dire anche in queste circostanze: Il Signore veglia, sa e vede comunque. Ed è capace di portare la sua salvezza, anche se io non riesco a vederla! Non domentichiamo mai: Fede e paura sono inconciliabili !


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-06-2009 alle 10:29 sul giornale del 22 giugno 2009 - 1342 letture