Ancora un grande successo per Cucine di Borgo

cucine di borgo 3' di lettura 29/07/2009 - Si è rinnovato anche nella seconda edizione lo straordinario successo di “Cucine di Borgo”, il Festival dei Sapori di Casa nostra organizzato dal Comune di Senigallia nello scorso fine settimana, da venerdì 24 a domenica 26 luglio, nello splendido scenario del Foro Annonario.

La festa ha proposto il meglio delle sagre enogastronomiche organizzate durante l\'anno nelle varie frazioni del territorio senigalliese. Ne è scaturito alla fine un luogo di degustazione speciale, dove scoprire gli intensi aromi della nostra terra e del nostro mare, offrendo il giusto risalto ai tanti gruppi e associazioni che operano tutto l\'anno per valorizzare le tradizioni dei nostri bellissimi borghi.


Il consuntivo finale è davvero eccezionale, trattandosi di una manifestazione giunta appena al suo secondo anno di vita e che ha saputo confermare – nonostante il periodo di crisi – le circa 8.000 presenze registrate già un anno fa. E considerando che tante sono soltanto le persone che hanno assaggiato le specialità culinarie proposte nelle tre serate, ne deriva che un numero di gran lunga superiore ha circolato per le vie del centro. Senigallia d’altra parte sta sempre più caratterizzandosi come città della buona cucina, un vero e proprio marchio di qualità raggiunto non solo grazie al lavoro e all’abilità dei nostri grandi chef ma anche in virtù dell’eccellente livello garantito dall’enogastronomia dell’intero territorio e della genuinità dei nostri prodotti.


Il Sindaco di Senigallia, Luana Angeloni, è entusiasta: “La manifestazione si è confermata un bellissimo momento di unione tra tante componenti della nostra popolazione, ciascuna con le proprie specificità e tutte custodi delle rispettive tradizioni culturali. Mi piace per questo ringraziare di vero cuore tutte le associazioni aderenti, che con il loro lavoro hanno permesso di far gustare a tutti gli eccellenti sapori dei nostri borghi in un clima di straordinaria serenità.”


L’Assessore a Frazioni e Decentramento, Patrizia Giacomelli, ha coordinato in prima persona i vari staff impegnati nella manifestazione: “Cucine di Borgo è una vetrina che rende orgogliosa la città e con essa il Comune di Senigallia. Per questo ho voluto condividere personalmente l’intenso impegno dei tanti gruppi aderenti. È bello poi che la festa sia stata sentita come un momento di reale incontro tra cittadini e turisti, così come tra i vari borghi, che hanno saputo offrire tre serate davvero innovative, improntate a un clima contraddistinto dalla più generosa simpatia e cordialità, riuscendo a coinvolgere meravigliosamente tutti gli avventori della festa. Questa manifestazione ha portato in piazza migliaia di persone e generato lavoro anche per tutti i locali della zona, come dimostrano i tanti ringraziamenti che ci sono pervenuti da numerose attività. Per questo vorrei ringraziare tutti coloro che hanno saputo collaborare: le associazioni aderenti, ciascuna delle quali ha mediamente messo a disposizione 20-25 persone per costituire un nucleo complessivo di circa 250 unità; e gli uffici e servizi comunali, che hanno saputo dimostrare come il mutuo e reciproco aiuto porti sempre a ottenere i risultati migliori.”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2009 alle 15:50 sul giornale del 29 luglio 2009 - 3334 letture

In questo articolo si parla di attualità, comune di senigallia, senigallia, cucine di borgo


Segnalo una interessante inchiesta su la Repubblica del 28 luglio. Denuncia il fatto che le sagre (comprese quelle di partito) sono responsabili di pesanti difficoltà di molti ristoranti: fino all\'80% in meno di fatturato.<br />
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In tempi di crisi COMPLIMENTI all\'assessore competente e all\'amministrazione di Senigallia.

malavida

alle sagre solitamente si spende meno che al ristorante. In tempi di crisi una serata spensierata per tante famiglie che altrimenti non potrebbero permettesi il ristorante.

Sono solo spot elettorali<br />
pensi la Sindaco e\' girata per i tavoli tutte e tre le serate chiedendo ai commensali<br />
se erano stati bravi , se il cibo era di loro gradimento ecc. ecc.<br />
ma che bruttura

Commento modificato il 29 luglio 2009

cara malavida, chi ne risente di più non sono i ristoranti costosi: la concorrenza con loro non c\'è. E infatti non ne sono minimamente toccati. Sono le pizzerie e i ristoranti per famiglie.<br />
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Quella che a volte sempre una scelta \"sociale\" è spesso il contrario. Per esempio, quando è proprietario del locale, il Comune da un lato \"strozza\" pizzerie, ristorantini e bar con affitti da usura, dall\'altro promuove una concorrenza \"sleale\" (perché i costi di fornitura di un pasto sono infinitamente più bassi) da parte delle sagre (con quella del PD ci si finanzia il partito perché ci lavorano i volontari...). Così non si fa il benessere e lo sviluppo della città.

in totale nel fine settimana c\'è stato un calo delle presenze nei ristoranti del centro del 50%, è scandaloso che il comune organizzi una cosa simile..... speriamo che non sia un gioco elettorale.

Massimo Minardi

In tutta onestà:<br />
sono stato in centro e al lungomare il venerdì ed il sabato dei tre giorni di festa, e non ho notato (e ci sono stato attento) difficoltà a ripempire i tavoli per i nostri ristoratori.<br />
Al contrario, la sera del sabato, c\'era il pienone in tutti i locali del centro, soprattutto quelli limitrofi al foro.<br />
E poi, altrettanto onestamente e fuori dai denti, difendere la categoria dei ristoratori che, secondo le statistiche recentemente pubblicate, nella media, dichiara un reddito inferiore a quello di un semplice impiegato, mi sembra veramente fuori luogo.<br />

Commento modificato il 29 luglio 2009

<b>Da \"la Repubblica\" di ieri:</b><br />
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L\' Italia delle mille sagre fa arrabbiare i ristoranti Ci rubano tutti i clienti<br />
<br />
Repubblica — 28 luglio 2009 pagina 19 sezione: CRONACA<br />
MILANO - Troppe sagre in Italia mettono in ginocchio i ristoranti che sono già colpiti dalla crisi. La denuncia arriva da FipeConfcommercio, che sta raccogliendo i dati sul fenomeno in un libro bianco. I primi risultati dell\' indagine sono inquietanti: il dilagare delle sagre di piazza, specialmente d\' estate, che sono migliaia in tutta Italia, e presentano «una ricca offerta eno-gastronomica a pochi euro», sta penalizzando l\' attività dei ristoratori che, secondo Confcommercio, «vedono dimagrire i loro incassi fino all\' 80%». Polemiche, proteste, e «guerre della salamella» tra ristoratori e associazioni che organizzano le sagre, stanno scoppiando un po\' in tutta Italia, da Firenze a Cremona a Brescia, dove solo nel 2008 si sono contate ben 1.600 sagre, fra storiche, religiose, politiche, enogastronomiche. «Confcommercio in generale ha ragione, noi ristoratori dovremmo essere aiutati anziché penalizzati - commenta il celebre chef Gianfranco Vissani - però non me la sento di dare addosso alle sagre. Solitamente hanno un pubblico diverso da quello dei ristoranti, si svolgono prevalentemente d\' estate, e nelle zone dell\' interno con un intento di valorizzazione del territorio. Penso perciò che non sia giusto contrapporre sagre a ristoranti in una guerra». Anche per le sagre, tra l\' altro, sono in arrivo tempi bui. Da domani, in seguito all\' applicazione di una direttiva europea tendente a limitare il consumo di alcol, che il Parlamento italiano ha recepito a fine giugno, sarà vietato venderee somministrare alcolici «su spazi pubblici non di pertinenza di bar, ristoranti e negozi». Significa che alle feste di piazzae alle sagre di paese non si potrà più bere alcol. Per i trasgressori sono previste multe che vanno dai 4 ai 30mila euro, oltre alla confisca delle merci e delle attrezzature, con le sanzioni più gravi nei casi di vendita di alcolici dopo la mezzanotte. È un divieto, accusa Confesercenti, che rischia di far saltare le innumerevoli manifestazioni estive, molte delle quali sono organizzate da associazioni culturali, enti locali, partiti politici. In molti casi, come a Udine, dove rischia di saltare la kermesse vinicola «Friuli Doc», si stanno già mobilitando per aggirare il divieto. La Regione sostiene che prevarrà la normativa locale e quindi non cambierà nulla. La Camera, già il mese scorso, con un ordine del giorno aveva impegnato il governo a chiarire che le disposizioni comunitarie «non si applicano» in occasione di manifestazioni, fiere o feste paesane «previamente autorizzate». Ma non sembra che se ne discuta prima dell\' autunno, con il rischio quest\' estate di «un danno incalcolabile e di un effetto devastante per l\' attività di tante associazioni- accusa il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo - perché cancellerebbe in un solo colpo la passione di tanti e le tradizioni che in molti casi sono vecchie di secoli». L\' Italia infatti, da Nord a Sud, è il paese delle sagre, dove si festeggia di tutto, dal Santo patrono alla zucchina gigante. E ci sono sagre per tutti i gusti. Quelle della cozza e quelle del baccalà, della fragola e dell\' asparago, della porchetta e della patata, del panzerotto e della melanzana, del caciocavallo e del torrone. Ma sono proprio quelle che, secondo il direttore di FipeConfcommercio Edi Sommariva, «penalizzano gli incassi dei ristoratori in media del 25% e fino a punte dell\' 80%». «Le feste in piazza ci stanno facendo chiudere, siamo disperati - accusa Diego Franceschini, ristoratore di Travagliate, nel bresciano - gli organizzatori di queste feste fanno un sacco di soldi, non pagano le tasse,e non rispettano alcuna norma igienico-sanitaria». - ROBERTO BIANCHINI<br />

Prof...io domenica sera ero a cena al Baretto Rosso...non certo da Uliassi...la pizzeria era piena lo stesso!<br />
Un buon 60% di quelli che han partecipato a Cucine di Borgo probabilmente non sarebbero andati al ristorante.<br />
Sempre per parlare di fatti e non dell\'Assessore Cevoli!

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

guen

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Paolo

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Claudio

Le Sagre ci sono sempre state, si dovrebbero ora eliminare perchè alcuni ristoranti sono in crisi? Ma alle famiglie che sono in crisi non ci pensa mai nessuno? Grazie alle Sagre si può mangiare bene e spendere qualcosa in meno. Se i ristoranti di cui parla, riuscissero a trasformare le 25.000lire in 12€ anzichè 25€ sicuramente avrebbero più clientela.

Anonimo

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nevio arcangeli

Buon giorno sono Nevio Arcangeli volevo rispondere a chi è contrario ad ogni tipo di manifestazione che viene organizzata dal comune , piuttosto che da un privato, bisogna sempre dire quache cosa e trovare sempre quello che non va,<br />
di solito chi parla e commenta, forse, bene non si rende conto,per le serate di cucine di borgo che io ho seguito per la parte fotografica , devo dire che i ristoranti e i bar che si trovano al foro hanno lavorato bene come documentano le foto e che comunque lavorano sempre feste o non feste perche sono dei bravi operatori.

Ahahahahhaha<br />
ma quanto rosicate!<br />
Sareste capaci di mettere un petardo alla rotonda e dire che è stato un attentato!

Off-topic

Paradisi, stavolta hai perso un\'ottima occasione per stare zitta...




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