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Sadam, Massaccesi: silenzio preoccupante dell\'amministrazione

Daniele Massaccesi 9' di lettura 22/09/2009 - \"Perdurante e preoccupante silenzio dell’Amministrazione Comunale di Jesi, che, al di là della incapacità politica, anche per le difficoltà esistenti all’interno della maggioranza relativa, non si sa quali trattative stia portando avanti con l’Azienda, tenendo peraltro all’oscuro tutti\".

Il sottoscritto Daniele Massaccesi, nato in Ancona il 20/05/1957 e residente a Jesi (AN), Via Farri, n. 2, con Studio Professionale (Avvocato) in Jesi, Piazza Indipendenza, n. 4, Consigliere Comunale a Jesi e Capo-Gruppo del Gruppo Consiliare di “Alleanza Nazionale – verso il PDL”, con la consapevolezza di interpretare la volontà e gli auspici di altri Colleghi di Gruppi Consiliari, specie di opposizione, con la presente nota intende segnalare alle S.V. Ill.me alcuni punti meritevoli di esame e di approfondimento, anche ai fini di una migliore valutazione della vicenda “riconversione dello zuccherificio SADAM a Jesi”: premesso che prese di posizione, incontri, Comitati, delibere, scelte e politiche aziendali, silenzio: queste sembrano essere state un po’ le linee-guida della vicenda “Sadam - riconversione” a Jesi, e le caratteristiche di chi, con vari ruoli e responsabilità, si è interessato al problema, prendendo posizione, a volte chiaramente a volte no, su quella centrale a bio-masse che, unitamente ad altre realizzazioni, è stata proposta per la città di Jesi; espone quanto segue:



a) da fonte “Il Sole – 24 Ore” (lunedì 17.08.09): “…. a Jesi, dove era presente l’ultimo degli zuccherifici dismessi di Eridania Sadam, Seci Energia, in partnership con Edison, ha in progetto la costruzione di un polo energetico da 135 Mw installati, prodotti attraverso una centrale a biodiesel da 250mila tonnellate annue ed un secondo impianto a biomasse da 18 Mw che servirà ad alimentare quello principale. Il polo sarà collegato con la raffineria Api di Falconara attraverso un oleodotto di 13 chilometri ….”;



b) c’è una delibera del Consiglio Comunale di Jesi – quella del 13/12/2008 - che, a maggioranza, ed in modo peraltro equivoco, dopo aver glissato e respinto tutta una serie di garanzie e di puntualizzazioni (occupazionali, tecniche, giuridiche, economiche, produttive, sanitarie ed ambientali) pure reiteratamente richieste e proposte dalla opposizione, ha indicato la limitazione a 5 Mw massimi per la potenza della centrale a biomasse;



c) a tutt’oggi, e dopo iniziali, diverse affermazioni del Sindaco di Jesi, successive comunque alla notizia della cessazione dell’attività dello zuccherificio Sadam di Jesi, viene tenuta ancora aperta la Centrale Turbogas (centrale da 125 MW, realizzata a Jesi, salvo errori, nel 1999), nonostante l’azienda-proprietà si fosse impegnata, nell’art. 19 della convenzione stipulata a suo tempo con il Comune di Jesi, e salvo errori, “al mantenimento in esercizio dello Zuccherificio di Jesi per un periodo quantomeno corrispondente a quello di attività della Centrale”, con problematiche ancora tutte da chiarire circa la cogenerazione e quanto ad essa correlato;



d) c’è il perdurante e preoccupante silenzio dell’Amministrazione Comunale di Jesi, di centro-sinistra, che, al di là della incapacità politica, anche per le difficoltà esistenti all’interno della maggioranza relativa, non si sa quali trattative stia portando avanti con l’Azienda, tenendo peraltro all’oscuro praticamente tutti, se si esclude forse alcuni componenti della maggioranza consiliare, e su quali basi esse si fondino;



e) C’È UN INSEDIAMENTO, COME QUELLO PROPOSTO O PROGETTATO, CHE SI ANDREBBE A REALIZZARE IN UNA ZONA GIÀ DEFINITA AD “ALTO RISCHIO AMBIENTALE”, che non può essere legato o condizionato ad una ridotta, minima occupazione garantita in sede progettuale (143 lavoratori, di cui solo 40 nei nuovi impianti), o meglio asserita od indicata – non ci sono, infatti, garanzie davvero vincolanti in merito -: tale insediamento, che dai pochi numeri e dati forniti dall\'Azienda si profilerebbe di alto impatto ambientale, date le diverse tonnellate di possibili emissioni di sostanze nocive ed inquinanti altrimenti previste (il coraggio della speranza ci farebbe ovviamente auspicare che non sia così!!), andrebbe a gravare su una situazione già fuori dai parametri delle normative vigenti (DM 60/2002, Lg. 152/2006), ed il tutto alla vigilia dell\'entrata in vigore della nuova normativa CE 50/2008, che abbasserebbe ulteriormente i limiti ammissibili, andando così a palesare una situazione “ancor più” fuori norma;



f) c’è l’azienda - Seci Energia (gruppo Maccaferri) – che, con pubblici pronunciamenti, ha concretamente dimostrato in che grado di considerazione (!!!) tenga i “deliberata” del Consiglio Comunale di Jesi, e che sta continuando, a portare avanti il suo progetto, forse con qualche concessione (leggi, riduzione della potenza) minimale e non sostanziale come richiesto dal Consiglio stesso, ma anche con tanti silenzi;



g) c’è l’aspetto legato alla partnership con API, che in mancanza di chiarezza, potrebbe far pensare non solo alla realizzazione di un oleodotto, già di per sé preoccupante, ma anche ad altre iniziative in loco;



h) di fronte a tuttociò, ed alla mancanza di certezze e di garanzie - quelle che l’azienda dovrebbe dare e che evidentemente non vuole o non può dare -, c’è la decisa opposizione del Comitato Tutela per l’Ambiente e di rappresentanti ed esponenti politici trasversalmente posizionati, supportata da migliaia di firme raccolte fra i cittadini di Jesi e della Vallesina, a dimostrazione delle sentite doglianze della città e di quanti, pur non abitandovi, ne respirano la stessa aria, di fronte a realizzazioni preoccupanti sia in termini ambientali (la zona ricade in quella AERCA) che di tutela della salute, e ciò anche per le strane sinergie con la raffineria API (a cui il realizzando polo energetico sarebbe collegato);



i) mancano, allo stato, o comunque non sono noti, i progetti – a tacere di quelli esecutivi che, per ovvii motivi, dovranno essere presentati solo in un secondo momento -, ed i dovuti piani industriali, così come c’è una assoluta genericità, laddove non chiarezza, su interventi ed opere di quella bonifica che certamente dovrà essere fatta, e non esistono nè sono state promesse garanzie, di alcun tipo, né risultano pure esserci relazioni o pareri tecnico-sanitari, o in materia ambientale, tranquilizzanti: di fronte a tutto ciò, ed a sole slides (ca. 30) presentate in Consiglio Comunale dall’azienda, ed anche per questo, la centrale non è voluta, e non può essere accettata a Jesi. Non può non segnalarsi che, ad oggi, manca una richiesta ufficiale e determinata, da parte del Sindaco, di tali progetti, in contraddizione con il mandato consiliare ricevuto, che ne prevedeva la presentazione, se non si erra, entro marzo 2009;



j) la situazione relativa alla approvazione e sottoscrizione dell’accordo di riconversione, a Jesi, è ben diversa da quello di altri zuccherifici presenti nel territorio nazionale (v. Celano), mancandone l’elemento fondamentale. Ora c’è un elemento nuovo, costituito dalla notizia, apparsa sulla stampa locale, della decisione che sarebbe stata presa, da parte del Governo nazionale, di voler commissariare, entro un mese, il processo di riconversione Sadam, dichiarando o ritenendo così di interesse nazionale tale questione. Questa procedura, oltre che probabilmente ingiustificata ed immotivata, attesa la mancanza, a parere di chi scrive, delle condizioni e dei presupposti per la relativa adozione, e la sussistenza di interessi o giustificazioni che sembrerebbero semmai essere, in qualche modo, più di parte che della collettività intera, appare assolutamente inopportuna, e sarebbe comunque sbagliata: la scelta di un Commissario, sia “ad acta” o meno, nominato da Roma, che si sostituisca alle decisioni di Jesi, dei suoi Organi democraticamente eletti e dei suoi cittadini, che agisca in autonomia ed in assoluta libertà, pronto a non considerare ruoli e funzioni degli enti istituzionali del territorio, non risponde a criteri accettabili e potrebbe apparire inevitabilmente spostata quasi più sugli interessi dell’azienda che su quelli della comunità, in una logica inaccettabile del “fare presto”, di semplificare le procedure, di autorizzare riconversioni senza tutte quelle necessarie precauzioni che una comunità ha invece il diritto di pretendere, e sarebbe una scelta maggiormente sbagliata se si considera che la responsabilità di ritardi, non decisioni, silenzi, è anche e soprattutto dell’azienda interessata.



Si rammenta, in questa occasione, anche gli errori e le inefficienze dell’Amministrazione Comunale di Jesi, che ora, stretta fra forti critiche e laceranti divisioni al proprio interno, ben volentieri si libererebbe della responsabilità di decisioni impopolari, oltretutto in assenza di una reale maggioranza in Consiglio a favore della realizzanda centrale, per delegarle e poi addossarle al Governo, specie di centro-destra, così accusato di ogni nequizia, e si ricorda che le posizioni espresse da autorevoli esponenti politici dei vari schieramenti politici, nella Regione Marche, a favore di realizzazioni legate a nuovi poli energetici in sostituzione dei vecchi impianti degli zuccherifici, sono state fatte con considerazioni generali, legate al futuro business derivante dalle agro – energie, comunque da non sottovalutare sia in termini di crescita che di valore occupazionale, ma certamente slegate da quelle caratterizzazioni connesse alle particolarità ed alle peculiarità della zona di Jesi, già “devastata”, turbata e/o caratterizzata dalla “contemporanea” presenza di altri impianti a rischio (Turbogas e dintorni – Falconara / API – Camerata-).



Tutto ciò premesso e ritenuto, lo scrivente, auspicando che venga lasciato al Consiglio Comunale di Jesi, il “peso” e l’onore della decisione responsabile in merito alla riconversione dello zuccherificio, purchè consapevole e formata su dati tecnici, allo stato oggi ancora mancanti, qualunque essa sia, senza prevaricazioni o decisioni imposte, e probabilmente tecnicamente non giustificabili, CHIEDE



alle S.V. Ill.me, nelle rispettive qualifiche e competenze, di procedere ai necessari, eventuali approfondimenti e/o ai dovuti accertamenti, anche assumendo, si opus, quei pareri tecnico-scientifici allo stato immotivatamente mancanti, per la valutazione della compatibilità della proposta, complessiva realizzazione in una zona AERCA, della bontà e della fattibilità dei progetti, e comunque ad un esame più approfondito dei documenti reperibili presso la Regione Marche, presso il Comune di Jesi e/o presso la Seci Energia s.p.a., e di non procedere alla nomina di un Commissario, decisione che sarebbe sbagliata anche politicamente, e che qualificherebbe, di fatto, il Commissario come un ingiustificato “usurpatore” del ruolo del Consiglio Comunale, l’unico deputato a prendere le decisioni del e per il territorio – ottenuto peraltro ogni elemento che scongiuri qualsiasi rischio per la cittadinanza in termini ambientali e sanitari, da porre a base della assumenda decisione -, oltre che per la necessaria, maggiore sensibilita’ e per le responsabilita’ istituzionali che gli sono proprie, ed oltretutto in assenza di reali motivazioni che possano giustificare tale scelta.


da Daniele Massaccesi
Alleanza Nazionale




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-09-2009 alle 16:21 sul giornale del 22 settembre 2009 - 1343 letture

In questo articolo si parla di politica, jesi, alleanza nazionale, Daniele Massaccesi





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