Costruttori: se le banche non pagano i debiti, le imprese licenziano

Paolo Alessandroni 30/09/2009 - Per il settore edile la crisi è a un punto di snodo: le imprese hanno resistito finora facendo conto sulle proprie risorse, ma se le pubbliche amministrazioni non pagano i lavori eseguiti a causa del cosiddetto ‘patto di stabilità’, rinviando al prossimo anno pagamenti dovuti da mesi, molte imprese saranno costrette a licenziare o a chiudere.

Nella provincia di Ancona, la nostra stima sommaria per i prossimi 6 mesi è di oltre 1.500 posti di lavoro persi. Da sempre, nel nostro Paese, l’ipotesi di licenziare dipendenti pubblici, anche nei periodi di crisi, non fa parte dell’ordine del possibile. Avviene invece, ed è già avvenuto nella crisi degli anni ‘90, che si blocchino tout court i trasferimenti alle imprese: come se ciò in fin dei conti gravasse solo sui ‘ricchi’ imprenditori.


Eppure è profondamente ingiusto che si divida il Paese in lavoratori, e quindi cittadini di serie A, tutelati in ogni circostanza e cittadini di serie B: se non gli imprenditori, certamente i loro dipendenti e le loro famiglie, che possono finire sul lastrico. Comuni e altre stazioni appaltanti si fanno oggi letteralmente finanziare dalle imprese, che devono pagare interessi bancari per il tempo del ritardo. Tutti i ritardi nei pagamenti, nei meccanismi creditizi, aggravano progressivamente l’esposizione finanziaria delle imprese, senza che queste possano reagire; ne peggiorano il rating, riducendo ulteriormente le possibilità di accesso al credito. Questo mentre le banche operano una vera e propria stretta creditizia e praticano interessi e spese esorbitanti rispetto al tasso di sconto. E’ chiaro quindi che un ‘patto di stabilità’, che consente alle amministrazioni di dire alle imprese semplicemente “non ti pago”, costituisce un’enorme ingiustizia, oltre che un danno gravissimo, pertanto qualcosa deve essere cambiato e subito. Indispettisce pensare quanto una PA più rapida e snella potrebbe fare a vantaggio dell’economia; sembra che il tempo, nella rapidità decisionale come nei pagamenti, sia per essa una variabile indipendente, mentre in realtà è la prima dimensione del denaro.


Le tante promesse di risolvere il problema dei ritardi nei pagamenti è stata sostanzialmente disattesa; non ci sembra intravvede nessun allentamento del patto di stabilità e le amministrazioni non fanno quanto potrebbero per velocizzare i pagamenti. Per altro verso notiamo che sempre più, nell’ultimo periodo, si aggiudicano gare d’appalto a prezzi stracciati. Non intendiamo esprimere rassegnazione, tutt’altro! Ritengo che il problema sia politico, perché si sta scegliendo di scaricare il peso della crisi dai settori più tutelati, PA e banche, per farlo ricadere su piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del nostro sistema economico. Chiediamo quindi alle pubbliche amministrazioni e alle banche di fare la loro parte nel sostenere il sistema, esse infatti possono accordarsi per garantire l’anticipazione dei crediti per le imprese. Alcune amministrazioni più accorte hanno operato in tal modo. Tale possibilità è consentita dalla legge per il solo 2009. Faremo quindi pressione sulla nostra organizzazione nazionale ANCE, affinché chieda al Governo la sua estensione, oltre all’allentamento del patto stesso.


Quando si dice che la crisi è alle spalle, si fa forse riferimento al grande rischio di crack finanziario mondiale dello scorso anno, pericolo forse rientrato; oppure al fatto che sia finita la caduta del PIL, stabilizzatosi 6 punti più in basso del 2007. Per le imprese invece, la crisi è affatto finita; l’anno appena trascorso è già stato di sofferenza economica e finanziaria e quindi, se nel breve termine non saranno sbloccati i meccanismi dei pagamenti della pubblica amministrazione e del credito, il futuro sarà realmente buio. Poiché il problema è già noto da mesi, è preoccupante il grande ritardo con cui è affrontato; per ogni mese di ritardo, d’ora in avanti, ci saranno tanti posti di lavoro che si perdono, imprese che chiudono, con grave danno per tutta l’economia.


da Collegio Costruttori Edili della Provincia di Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-09-2009 alle 19:33 sul giornale del 01 ottobre 2009 - 1034 letture

In questo articolo si parla di economia, collegio costruttori edili della provincia di ancona, paolo alessandroni


Giusto!<br />
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Il patto di stabilità, in teoria, non è sbagliato, ma si scontra con una realtà dei fatti ben diversa da quella che i politicanti immaginano.<br />
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Non è sbagliato che i comuni non mandino i bilanci in rosso (vedere Catania), ma non è nemmeno giusto che non possano fare degli investimenti o ritardare di qualche mese un pagamento: queste sono le conseguenze, in questo comunicato si capisce chi ci rimette.<br />
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Alberto Bartozzi

giusta la riprovazione ma finchè gli Amministratori rimangono \"sudditi\"dei governi centrali ed i politici che ci dovrebbero rappresentare,queste sono le situazioni:gli imprenditori vengono pagati con forti ritardi per i lavori eseguiti ed a rimetterci sono i lavoratori che potranno sperare in un intervento da parte degli stessi Enti Locali in quanto definiti \"in sofferenza\"(i lavoratori)e privi di un reddito certo (il loro salario)potranno,dopo mesi di trattativa con i governi regionali e centrali,forse,usufruire di quel fondo di solidarietà di cui in tanti si vantano la paternità:E\' il solito discorso di sempre ed a rimetterci sono gli ultimi,specie se come in questo caso gli \"Imprenditori\"non iniziano un processo di inversione ridimensionando i propri utili che nella fattispecie,da anni,sono sempre stati in \"salita\".Resto sempre convinto che queste situazioni si creano per responsabilità di molti che convinti di questa società del \"libero mercato\",il loro,si illudono di poterne governare le crisi,che questo stesso tipo di mercato produce.

questo modo di fare va avanti da anni e da presidente fino al 2008 degli edili della Confartigianato ho combattuto invano per smontare il perverso meccanismo.Le pubbliche amministrazioni quando fanno una gara di appalto devono per legge avere la disponibilita\' finanziaria per cui il meccanismo di ritardare i pagamenti e\' solo un modo per dare fumo negli occhi ai cittadini falsando la realta\' contabile di stato regioni province e comuni.<br />
Le imprese non si possono far carico ulteriore di oneri finanziari sempre piu\' gravosi anche perche\' quelle banche che hanno dilapidato i risparmi di tanti dando affidamenti a persone indegne(tanzi...)li megano a chi ha sempre fatto fronte agli impegni e quando li danno si fanno pagare a prezzo di usura.Pero\' questo e\' anche e sopratutto la mala politica che ci governa.

Commento modificato il 01 ottobre 2009

Invece non è affatto giusto licenziare i lavoratori per crediti che non si riescono a riscuotere, non è affatto giusto scaricare sui più deboli. D\'accordo sulla malapolitica e tutto quando avete scritto, per carità..<br />
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.. xò se le PA non pagano i debiti, i dipendenti non devono subire, ma andate tutti insieme davanti a quell\'ente e fatevi sentire anche di potenza, ma l\'idea di affogare i lavoratori col licenziamento x stare a galla a me non piace, mi sembra molto meglio solidarizzare e fare azioni insieme

Credo che a nessuno piaccia, ma la pioggia cade dall\'alto al basso e chi si bagna è sempre chi sta sotto.<br />
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Alberto Bartozzi

Vedere anche Roma e per restare in zona... Falconara, grazie!<br />
Ricorda che ora anche tu sei un \"politicante\"

A proposito di debiti e denari... parliamo di scudo fiscale: puoi dirmi tu che sei del Pd come mai alla votazione erano assenti 51 deputati del Pd, i quali fossero stati presenti avrebbero potuto bloccare quella proposta di legge?<br />
Ecco i nomi:<br />
Argentin,BERSANI,Boccuzzi,Boffa,Bucchino,CalearoCiman, Calgaro,Capodicasa,Carra Enzo,Ceccuzzi,Cesario<br />
Codurelli,D\'ALEMA,Damiano,D’Antoni,De Micheli, Esposito,Fiano,Fioroni,FRANCESCHINI<br />
Gaglione,Garofani,Giacomelli,Gozi,La Forgia<br />
Levi,Lolli,Losacco,Maran,Marchignoli Martino Pierdomenico,,Meta,Mogherini Rebesani<br />
Mosella,Picierno,Pistelli,Pollastrini<br />
Pompili,Porta,Portas,Realacci,Rosato<br />
Sani,Servodio,Tenaglia,Turco Livia,Vaccaro<br />
Vassallo,Vernetti,Villecco Calipari,Zampa.<br />
E Bersani sarà il prossimo leader del Pd.

NICOLA LATINI

Condivido le parole del Presidente.<br />
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L\'Azienda privata ha riscontrato una maggior RESPONSABILIZZAZIONE dei suoi dipendenti !<br />
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Quella PUBBLICA ?<br />

boh, io sarò un romantico, ma questi capitani d\'impresa valmisani mi sembrano tanto degli scafisti albanesi<br />
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credo che il Bendelari abbia accennato al tema, rivedere la distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro

NICOLA LATINI

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