Prc: operai in sciopero, \'Siamo tutti sullo stesso tetto\'

2' di lettura 01/10/2009 - In tutto il paese le lavoratrici e i lavoratori lottano con fatica e determinazione per mantenere il posto di lavoro. Arrampicati sui tetti o sulle gru come alla INNSE per far sentire la propria voce. Lotte difficili ma che possono essere vincere.

Lotte dure per impedire che la grave crisi mondiale del dopoguerra, provocata da anni di riduzione del salario, precarietà del lavoro, attacco ai diritti sociali, venga fatta pagare nuovamente a chi può arricchirsi speculando. Il Governo non solo non fa niente per rispondere alla crisi, ma con l’accordo separato sulla contrattazione, sottoscritto con Confindustria, Cisl, Uil e Ugl, vuole peggiorare ancora di più la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. I salari dovrebbero diventare ancora più bassi, il contratto collettivo derogabile per poter avere le mani libere su orari, carichi e condizioni di lavoro, la libertà di contrattazione sarebbe impedita da ogni sorta di limitazione. L’accordo separato vuole distruggere l’autonomia del sindacato. Si vuole che il sindacato non sia più il rappresentante dei lavoratori, ma il gestore insieme alle imprese di intere parti di servizi sociali – dalla sanità all’istruzione- che Governo e Confindustria vogliono privatizzare. L’accordo separato attacca la democrazia: milioni di lavoratrici e lavoratori dovrebbero sottostare ad un accordo che i firmatari non hanno voluto sottoporre al loro voto.

Federmeccanica, Fim e Uilm vogliono ora imporre le regole dell’accordo separato sulla contrattazione alle lavoratrici e ai lavoratori metalmeccanici, annullando il contratto in vigore, senza che le lavoratrici e i lavoratori abbiano potuto votare sulle piattaforme. Per questo la lotta della FIOM contro l’accordo separato e per la sola piattaforma sottoposta al voto dei lavoratori è di tutte e di tutti. E’ la lotta per il salario, i diritti del lavoro, la difesa dello Stato sociale, la democrazia. Rifondazione Comunista sostiene le richieste della Fiom: il blocco dei licenziamenti e delle delocalizzazioni; l’estensione a tutti/e degli ammortizzatori sociali; le richieste di aumenti salariali e la defiscalizzazione del CCNL.

Rifondazione Comunista si batte per un Piano per il Lavoro e per l’Ambiente. La crisi non è finita come dice il Governo, ma rischia oggi di produrre i più gravi danni alla struttura produttiva e all’occupazione. Solo con un’altra idea di sviluppo, con nuove politiche industriali che usino razionalmente le risorse e l’energia, rilancino i beni comuni e rispondano a bisogni sociali insoddisfatti, si può rispondere alla crisi economica, ambientale e climatica, salvaguardare l’occupazione e creare lavoro di qualità. Si può costruire il futuro. Anche per questo i Metalmeccanici scioperano, Rifondazione Comunista di Jesi è con loro.

Per partecipare alla manifestazione: PRC Jesi, V. G. Acqua, 3. Tel. 0731.56776 dalle 16.30 alle 20.00 Il 9 ottobre a ROMA con le lavoratrici e i lavoratori METALMECCANICI!

da Rifondazione Comunista
Circolo Karl Marx




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2009 alle 11:53 sul giornale del 02 ottobre 2009 - 1008 letture

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